Guadagnare fino allo 85% sull’indice della paura!

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Rieccoci qua dopo una lunga pausa estiva e ricominciamo con la nostra consueta analisi dei mercati. Vi anticipo subito che ho deciso da ora in poi di alternare i classici certificati a cedola periodica con strategie più tattiche, che potremmo definire da trading “morbidi e fuggi”. Queste queste strategie certificati a leva variabile con una barriera knockout sotto la quale, o sopra la quale se il prodotto è di tipo short, il valore del certificato si annulla, perciò fate attenzione alla vostra allocazione del capitale!

Ma iniziamo prima con un’analisi generale.

Negli ultimi giorni emerge con chiarezza un quadro macroeconomico e geopolitico di crescente complessità, che sta plasmando i mercati finanziari. Sul fronte macro, i dati del mercato del lavoro statunitense mostrano un rallentamento evidente: le buste paga non agricole e le revisioni recenti indicano un indebolimento che ha convinto i mercati a scontare con decisione un taglio dei tassi da parte della Fed già nel prossimo meeting. Questo spostamento delle aspettative ha avuto effetti immediati sui rendimenti: i Treasury a 2 anni si sono portati ai minimi recenti, mentre anche la parte lunga della curva mostra segnali di discesa; al contempo permane il dibattito su possibili ripercussioni inflazionistiche e sul comportamento dei tassi a lunga in caso di politiche fiscali o monetarie non convenzionali. Io è da molto tempo che mi aspetto un abbassamento della curva, finora il mercato non è andato in quella direzione, ma ora sembra che le cose stiano cambiando.

La reazione dei mercati è duplice: da un lato si osserva un forte interesse per asset rifugio come l’oro, che ha raggiunto nuovi massimi storici, sintomo di attese di “debasement” valutario e di tassi reali più bassi; dall’altro vi è attenzione alle possibili tensioni fiscali e geopolitiche che potrebbero riaccendere volatilità e margini di incertezza sui mercati obbligazionari. Gli scenari di politica — incluse misure protezionistiche e contenziosi commerciali — aggiungono un ulteriore elemento di rischio per i flussi di capitale e per le aspettative sui rendimenti reali.

Sul piano geopolitico e strutturale, il confronto USA-Cina è descritto come una partita tra “costruzione” e “litigio”: la Cina, con una classe dirigente formata in larga parte da ingegneri, ha puntato su capacità di realizzazione infrastrutturale e tecnologica su larga scala; gli Stati Uniti, con una cultura istituzionale più legata alla litigiosità e alla tutela legale, si stanno però mobilitando per recuperare capacità produttive strategiche (chip, data center, cantieri militari). Questo riassetto produttivo e le politiche industriali di risposta possono generare sia opportunità sia shock di breve termine, con impatti distinti su valuta, rendimenti e asset risk-on/risk-off.

Nel complesso, la combinazione di Fed orientata al taglio dei tassi, rischio politico-fiscale e rivalità geopolitica crea uno scenario in cui conviene monitorare la liquidità, privilegiare profili di duration breve nel reddito fisso e mantenere esposizioni difensive (oro, coperture di volatilità) come protezione contro shock imprevisti.

È proprio da qui che parte la strategia di questa settimana.

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Che cos’è l’indice VIX e perché potrebbe salire

Il VIX è l’indice di volatilità implicita costruito sulle opzioni sull’S\&P 500: misura le aspettative di mercato sulla volatilità futura a 30 giorni, sintetizzando il prezzo che gli operatori pagano per assicurarsi contro movimenti bruschi del mercato azionario. Quando il VIX sale, significa che la paura o l’incertezza aumentano; quando scende, che la percezione del rischio è più bassa.

Per quanto scritto fin qui ed osservando il grafico sopra riportato, ci sono più ragioni per aspettarsi una risalita del VIX. Sul piano fondamentale, il rallentamento del mercato del lavoro e le attese di tagli della Fed possono generare transizioni volatili: un cambio rapido delle aspettative sui tassi, insieme ad incertezze politiche (contenziosi sui dazi, decisioni giudiziarie, rivalità USA-Cina) e rischi fiscali sui treasury, crea terreno fertile per un aumento della volatilità reale e percepita. L’aumento dell’oro riflette già una maggiore avversione al rischio che storicamente correla a spike del VIX.

Dal punto di vista tecnico il VIX attuale è vicino a un supporto dinamico di breve termine (linea blu intorno a \~15,8) e si trova sotto la media mobile esponenziale a 200 giorni (EMA rossa intorno a \~18,4). Lo stochastic nelle bande inferiori sta però girando al rialzo (%K sopra %D), un segnale di possibile rimbalzo tecnico. Due livelli chiave da monitorare per operatività: un’entrata potrebbe essere effettuata a 15,8 con un’uscita veloce a 29 con un potenziale del 26%, mentre lo stop loss potrebbe essere messo sotto i 14,065.

Certificato Turbo Long (ISIN NLBNPIT2SF12)

Il certificato NLBNPIT2SF12 è un Mini Future Long (tipo Turbo Long) emesso da BNP Paribas sul future CBOE VIX September 2025

I principali parametri tecnici sono:

  • Sottostante: future VIX (sett. 2025).
  • Strike: 12,74 USD (prezzo di esercizio iniziale).
  • Barriera (Knock-Out): 14,02 USD. Se il prezzo del VIX scende al di sotto di questa barriera, si attiva un evento di knock-out che termina anticipatamente il certificato, causando la perdita dell’investimento (stop-loss automatico).
  • Leva finanziaria: circa 4,24×. Ciò significa che le variazioni percentuali del VIX vengono moltiplicate di ~4,24 nel prezzo del certificato. In pratica, una variazione % del sottostante genera una variazione % ~4,24 volte maggiore nel certificato.

Il funzionamento del certificato è il seguente: esso replica le oscillazioni rialziste del VIX con leva, ma protegge l’investitore da perdite superiori al capitale iniziale tramite la barriera di knock-out. Se il VIX tocca o scende sotto i 14,02 USD, il certificato viene liquidato immediatamente e il capitale investito è perso (perdita totale). Grazie a questo meccanismo, il potenziale di guadagno è amplificato (leva), mentre il rischio di perdita è limitato al capitale investito in caso di knock-out.

Calcolo del rendimento potenziale e del rischio

Partendo dai livelli operativi sopra indicati si calcolano le variazioni percentuali del sottostante VIX e, applicando la leva, quelle sul certificato:

  • Potenziale guadagno (sottostante): da 15,8 a 19 corrisponde a (19−15.8)/15.8≈+20.3%. Con leva 4,24, il rendimento potenziale sul certificato è circa 20.3%×4.24≈+85.9%.
  • Potenziale perdita (sottostante): da 15,8 a 14,065 corrisponde a (15.8−14.065)/15.8≈11.0%. Con leva 4,24, la perdita massima sul certificato è circa 11.0%×4.24≈46.6% (ossia –46,6%).

In altre parole, l’aumento del VIX dall’ingresso al target del 20,3% si traduce in un guadagno approssimativo del 85,9% sul certificato (4,24×). Analogamente, un ribasso del 10,98% fino allo stop si traduce in una perdita di circa 46,6% sul certificato. È chiaro che la leva amplifica sia il rendimento atteso sia il rischio di perdita: la perdita massima corrisponde infatti all’intero capitale investito in caso di knock-out.

In sintesi: la combinazione di fattori macro-politici (taglio Fed + rischi fiscali), geopolitici (conflitto USA-Cina, contenziosi) e segnali tecnici (stochastic in risalita, VIX sotto EMA200) giustifica una vigilanza elevata e la possibilità concreta di una risalita del VIX nel prossimo futuro.

Fate naturalmente attenzione all’effetto leva.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.

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