Continuo anche questa settimana con una parte più “didattica” degli articoli in modo tale (o meglio nella speranza di) rendere più accessibile lo strumento dei certificati anche ai meno esperti.
Ma prima facciamo una breve sintesi dei mercati finanziari della settimana:
Azionario americano
La settimana è cominciata con nuovi massimi storici sui listini USA, spinti soprattutto dai titoli tecnologici e dalle attese sull’IA. Lunedì l’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in rialzo (rispettivamente +0,44% e +0,70%), trainati da Nvidia (+3,9% dopo l’annuncio di un maxi-investimento in OpenAI) e da Apple (+4,3% su buone prospettive di vendita di iPhone). Tuttavia da martedì i mercati hanno accusato presa di beneficio. Mercoledì a Destù la Fed ha mantenuto un tono prudente: Powell ha sottolineato la necessità di bilanciare inflazione e occupazione, lasciando aperta la porta a ulteriori tagli ma senza indicare tempistiche precise. In questo contesto mercoledì/giovedì i principali indici hanno perso terreno (Nasdaq -0,5%/0,9%). Venerdì l’inflazione PCE di agosto è risultata in linea con le attese (2,7% annuo), consolidando le speranze di tagli dei tassi Fed nei prossimi mesi. In chiusura la Borsa ha moderatamente recuperato (+0,59% l’S&P 500), mentre i rendimenti obbligazionari lunghi salgono leggermente. Complessivamente la settimana si chiude con un lieve calo complessivo sui livelli di inizio settimana
Azionario italiano
Anche Piazza Affari ha mostrato moderati guadagni. Il FTSE MIB ha incamerato circa +0,8% nel periodo (chiudendo venerdì a 42.646 punti, +0,96% in giornata). A trainare sono stati soprattutto i titoli finanziari: le banche di medio-piccola capitalizzazione e in generale il settore assicurativo hanno fatto bene. Per esempio Generali ha guadagnato +2,48% venerdì e Unipol +2,86%, mentre nel comparto bancario hanno brillato BPER, Popolare di Sondrio, Intesa e Unicredit con rialzi intorno al 2%. Fra i ribassi, Brunello Cucinelli ha pagato speculazioni negative sul suo business russo (–1,74% venerdì). In sintesi, il supporto di banche e assicurazioni ha bilanciato qualche scarsa performance tecnologica e reso la settimana dell’indice complessivamente positiva. Lo spread BTP-Bund è rimasto basso (sui ~85-87 punti) e il rendimento del BTP a 10 anni ha oscillato intorno al 3,6%firstonline.info, riflettendo la fiducia degli investitori nella gestione del debito pubblico e la stabilità politica.
Obbligazionario
Sul fronte obbligazionario USA i rendimenti dei titoli di Stato sono leggermente saliti, riflettendo i dati economici solidi. Il decennale americano rende intorno al 4,2% (era 4,18% venerdì dopo il PCE). Questo suggerisce che, pur con Fed pronta a tagliare, i mercati credono in una crescita ancora vivace. In Europa, il decennale italiano a 10 anni rendeva circa il 3,6%, mentre lo spread con il Bund decennale tedesco è rimasto su livelli contenuti (sotto i 90 punti). In breve, i mercati obbligazionari riflettono aspettative di tassi ancora bassi nel tempo ma un’economia USA che resta resistente: i rendimenti salgono solo leggermente, anche grazie a una domanda di rifugio su asset con cedole più interessanti.
Oro
L’oro ha registrato una forte crescita, spinto dalle speranze di tassi più bassi. Quotato in dollari, il metallo prezioso è salito di circa il 2,5% nella settimana, attestandosi attorno ai 3.780 $/oncia venerdì (toccando un picco record di ~3.790 $ a metà settimana). La dinamica è stata sostenuta dai dati di inflazione USA in linea col previsto, che hanno alimentato le attese di tagli dei tassi Fed: così l’oro – tradizionale bene rifugio – ne ha beneficiato. In breve, i movimenti sui mercati internazionali (Fed, consumi, tariffe) hanno alimentato in settimana la domanda di asset “sicuri”: oltre all’oro, ne hanno beneficiato anche argento e platino, anch’essi a livelli di prezzo molto elevati.
Ed ora veniamo al certificato della settimana, ma prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:

Il certificato è un prodotto strutturato di tipo Memory Cash Collect Express emesso da Vontobel (garantito da Vontobel Holding AG) su un basket di 4 azioni italiane (worst-of): Buzzi Unicem, Leonardo, Prysmian, Webuild. Alla data d’emissione (4/9/2025) ogni titolo aveva uno strike pari al suo prezzo iniziale e una barriera del 55%
Meccanismo di funzionamento
Ad ogni data di osservazione mensile (dal 4/12/2025 fino al 4/8/2028) il certificato verifica la performance dei quattro sottostanti. Se tutti i titoli si trovano al di sopra della loro barriera (55% dello strike), l’investitore riceve una cedola mensile condizionata (“Importo Bonus” di €1,15) pari al 13,80% annuo nominale. In caso contrario non viene pagata cedola in quel mese, ma grazie all’effetto memoria tutti i bonus non corrisposti vengono accumulati e saranno pagati al primo evento favorevole successivo.
Una peculiarità di questo certificato è che l’emittente ha il diritto discrezionale di richiamare (call) il certificato anticipatamente in ciascuna data di valutazione mensile. In caso di esercizio della call, l’investitore riceve il capitale nominale (€100) e le cedole maturate fino a quel momento; dopo il rimborso anticipato non saranno più pagati ulteriori bonus. In pratica, ad ogni osservazione mensile, Vontobel può decidere di chiudere il prodotto pagando 100+cedole. Questa facoltà di rimborso immediato conferisce flessibilità all’emittente (call discrezionale). D’altra parte questa flessibilità da parte del market maker di poter erogare cedole più alte rispetto ad un classico autocall come quello visto la settimana scorsa.
Se il certificato non viene richiamato, alla scadenza finale (4/9/2028) vale il seguente meccanismo: se tutti i sottostanti restano sopra la barriera, l’investitore riceve il capitale nominale (€100) più tutti i bonus maturati; se almeno uno dei titoli è sceso sotto la barriera, si applica il meccanismo worst-of: l’importo di rimborso è pari al capitale nominale moltiplicato per la performance del sottostante “peggiore” (performance = prezzo finale / strike). In quest’ultimo scenario l’investitore subisce una perdita (il rimborso totale sarà minore dell’investimento).
Ho scelto questo certificato perché, benché i titoli siano abbastanza decorrelati, ho tutto sommato una view positiva per ognuno di essi:
- Buzzi Unicem (cementi) – Azienda italiana leader nei materiali da costruzione (cemento, aggregati, calcestruzzo) quotata a Milano. Ha forte esposizione ai mercati USA (52% EBITDA) e Germania (15%). Il titolo beneficia del recupero della domanda edilizia internazionale, possibile ricostruzione in Ucraina in primis.
- Leonardo S.p.A. (aerospazio e difesa) – Multinazionale italiana attiva nei settori aerospaziale e difesa (elicotteri, aerei militari, elettronica, radar, spazio, cyber). Controllata parzialmente dallo Stato italiano, con centinaia di nuovi contratti e backlog elevato. Nel 1° semestre 2025 ha riportato risultati «solidi» e ha migliorato le guidance 2025 su ordini e flussi di cassa. I rischi tipici includono la dipendenza da contratti pubblici e programmi militari governativi (possibili rallentamenti o tagli di budget), oltre alla complessità dei grandi progetti internazionali.
- Prysmian (cavi elettrici e telecom) – Gruppo italiano quotato in FTSE MIB, è leader mondiale nella produzione di cavi per reti elettriche e telecomunicazioni. Opera globalmente (oltre 100 stabilimenti) e serve energia, telecom, fibre ottiche; è primo produttore di cavi sottomarini per parchi eolici. Nei primi mesi del 2025 ha registrato conti robusti (ricavi in crescita e migliore EBITDA) e ha rivisto al rialzo le stime per il 2025.
- Webuild (infrastrutture) – Primo general contractor italiano nel settore delle grandi infrastrutture, nato dalla fusione di Impregilo/Salini. Progetta e costruisce strade, ferrovie, ponti, aeroporti, centrali idroelettriche, acquedotti, impianti idrici etc. Nel 2° trim. 2025 ha ottenuto ricavi record in forte crescita (+22% YoY) grazie a un ampio portafoglio di opere «sostenibili» e in espansione. Fitch ha di recente alzato il rating di Webuild a ‘BB+’ (outlook stabile), segnalando però l’esposizione a elevato indebitamento e ad alta leva operativa.
Tabella delle caratteristiche tecniche
| Caratteristica | Descrizione |
| ISIN | DE000VH2VPK4 |
| Emittente | Vontobel Financial Products GmbH (garantito da Vontobel Holding AG) |
| Tipo | Memory Cash Collect Express (worst-of su 4 azioni) |
| Sottostanti | Buzzi Unicem, Leonardo, Prysmian, Webuild (worst-of) |
| Strike iniziali | BZU €44,68; LDO €49,33; PRY €74,07; WBD €3,688 |
| Barriera Down | 55% dello strike (BZU €24,57; LDO €27,13; PRY €40,74; WBD €2,028) |
| Cedola Mensile | €1,15 (13,80% lordo annuo), pagata mensilmente se condizione soddisfatta |
| Osservazione/Call | Mensile (4 dic 2025 – 4 ago 2028); richiamo discrezionale emittente alle date di valutazione |
| Rimborso Anticipato | 100% nominale se esercitata la call (nessun premio extra oltre alle cedole arretrate) |
| Rimborso a Scadenza | Se tutti i titoli ≥ barriere: 100% nominale; altrimenti worst-of: 100% × (peggiore performance) |
| Scadenza Finale | 4 settembre 2028 (liquidazione il 11/9/2028) |
| Valuta | Euro |
| Opzioni Valutarie | Nessuna (no risk di cambio) |
Scenari possibili
Il certificato si compra leggermente sopra la pari a circa 101€, quindi vediamo come questo “sovraprezzo” influisca sul rendimento finale.
Se il certificato rimborsasse alla prima data utile (dic 2025), 3 cedole sarebbero comunque garantiti quindi
Incasso = 3 x 1,15 = 3,45
ma il certificato costa 101 e viene rimborsato a 100 quindi 1€ va perso, ossia guadagniamo 2,45 su 101% in 3 mesi.
Approssimando il guadagno annuo abbiamo 2,45/3*12/101 = 9,7%
Guardate invece come cambia la cifra all’aumentare del rimborso. Prendiamo l’altro estremo, scadenza finale a 36 mesi, la formula precedente diviene:
(1,15*36-1)/36*12/101 = 13,3%.
Lascio a voi calcolare tutti gli scenari intermedi, ormai dovreste aver capito il meccanismo dato dalla formula di cui sopra.
Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.