Proteggersi da ribassi fino al -70% per un +12% all’anno

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Partiamo Oggi da un vecchio anzi vecchissimo articolo: Altra possibilità sui titoli farmaceutici per un 16.5%. Questo articolo è interessante perché è la dimostrazione tangibile di come l’asimmetria dei certificati offra una protezione ed una capacità di generare reddito che investimento diretto in azioni non fornisce.

Il certificato era andato in sofferenza a causa delle pessime performance sia di Bayer che di Pfizer, tant’è che per ben 9 trimestri, ossia 27 mesi, ossia più di due anni, il certificato non ha pagato alcuna cedola!

Pian piano però i due titoli si sono riavvicinati alla barriera fino a superarla e mi sono trovato sul conto corrente tutte le cedole accumulate fino ad oggi ossia il 33,75% del capitale (in realtà anche un po’ di più visto che lo avevo acquistato sotto la pari). Tutto questo grazie all’effetto memoria. Impiegherò la liquidità così viene data acquistando il certificato che sarà oggetto di analisi nel proseguo di questo articolo.

Facciamo però prima come al solito una sintesi sugli aspetti per me più importanti dell’ultima settimana sui mercati.

Un altro punto però prima di iniziare: vi ricordate quando ho scritto che l’operazione in Venezuela non sarebbe stata risolutiva rispetto ai prezzi del petrolio? In Attenzione alla fine dell’ottimismo: guardiamo il VIX, ho scritto: “È molto più probabile nel breve termine che il prezzo del mercato venga influenzato da un eventuale attacco all’Iran che non dalla nuova produzione venezuelana.”, beh guardate cos’è successo ai prezzi e fatevi un’idea.

Allo stesso modo sento di poter affermare che su questi livelli, con cautela, si potrebbe pensare di iniziare a costruire una posizione short sul petrolio ma avendo molta pazienza nel vedere prezzi più bassi verso i 50$ per il WTI.

Parte I: L’Anatomia dell’Incertezza – Tra Sentenze e Illusioni Tecnologiche

L’ultima settimana di febbraio 2026 ha cristallizzato una serie di tensioni che covavano sotto la superficie dei listini. Il dato macroeconomico più rilevante arriva dagli Stati Uniti, dove il PIL del quarto trimestre 2025 si è fermato a un misero +1,4%, ben lontano dal 2,8% ipotizzato dal consenso. Questa frenata non è casuale: è il risultato diretto dello shutdown governativo che ha paralizzato la spesa pubblica, sottraendo forza propulsiva alla prima economia mondiale proprio mentre le pressioni inflazionistiche, pur in calo, continuano a mordere i margini aziendali.

A complicare il quadro è intervenuta una sentenza storica della Corte Suprema statunitense. Dichiarando illegali i dazi globali imposti dall’amministrazione Trump (basati sull’IEEPA del 1977), la Corte ha aperto una voragine di incertezza legale e commerciale. Sebbene il governo stia tentando di correre ai ripari con la “Section 122” del Trade Act, il segnale è chiaro: il quadro normativo che regola il commercio mondiale è in bilico. Gli importatori si preparano a battaglie legali per ottenere rimborsi miliardari, aggiungendo un elemento di instabilità istituzionale che i mercati non avevano ancora prezzato correttamente.

La “Superficie Morta” e la Rotazione Invisibile

Come sottolineato da Alessandro Fugnoli (Strategist di Kairos), ci troviamo in quello che potremmo definire un “mercato morto in superficie”. Mentre l’indice S&P 500 appare quasi immobile, osservando i singoli titoli emerge una realtà caotica. Da ottobre a oggi, l’80% dei titoli ha subito escursioni di prezzo (sia al rialzo che al ribasso) superiori al 10%. È una volatilità “sotto la pelle” del mercato, guidata da rotazioni settoriali nervose.

L’Intelligenza Artificiale, motore della corsa dell’ultimo biennio, vive ora la sua fase di “ansia post-euforia”. Tre sono i timori che paralizzano gli investitori: il rischio che l’adozione reale dell’AI sia più lenta del previsto, la paura della disintermediazione di interi settori professionali e l’ombra competitiva della Cina, pronta a inondare il mercato con soluzioni a basso costo. A questo si aggiunge la crisi di liquidità nel private debt, con grandi gestori costretti a limitare i riscatti, evidenziando che il rischio sistemico sta migrando dai mercati pubblici alle strutture meno regolamentate.

In questo scenario di “caos calmo”, l’investitore consapevole deve porsi una domanda: come posso generare rendimento senza espormi al rischio di un drawdown che potrebbe essere improvviso e profondo?

Parte II: La Soluzione Tattica – UBS Cash Collect Step Down (ISIN DE000UQ7LKD0)

La risposta razionale all’incertezza descritta non risiede nella fuga dal mercato, ma nell’utilizzo di strumenti a capitale condizionatamente protetto con barriere di protezione non convenzionali. Il certificato emesso da UBS con ISIN DE000UQ7LKD0 rappresenta oggi l’eccellenza in termini di difesa attiva.

La Forza d’Urto: Una Barriera al 30%

L’elemento che distingue questo prodotto dalla massa e lo rende un baluardo contro l’incertezza è la sua barriera capitale posizionata al 30% dei prezzi iniziali. Si tratta di una soglia di protezione “ultra-deep”, raramente riscontrabile sul mercato, che offre un margine di sicurezza del 70%.

Perché questa caratteristica è fondamentale oggi? In un mercato dove i titoli possono oscillare del 10-20% in poche sedute per una semplice “rotazione invisibile”, avere una barriera al 50% o al 60% potrebbe non bastare in caso di recessione o di scoppio di una bolla settoriale. Con una barriera al 30%, l’investitore è protetto anche di fronte a un crollo epocale dei sottostanti. Finché nessuno dei titoli nel paniere perde più del 70% dal valore di fixing, il capitale a scadenza viene rimborsato integralmente a 1.000 euro. È, a tutti gli effetti, una “polizza assicurativa” contro i cigni neri.

Il Rendimento: Flusso di Cassa Costante e Premio sull’Acquisto

Nonostante l’elevata protezione, il certificato non rinuncia al rendimento, anzi. La struttura prevede il pagamento di premi mensili dell’1% (pari al 12% annuo lordo), a condizione che i sottostanti rimangano sopra la barriera cedolare (anch’essa fissata a livelli estremamente difensivi).

Un ulteriore vantaggio deriva dal prezzo di carico. Attualmente acquistabile in area 993 euro, il certificato offre un “extra-rendimento” implicito: acquistando sotto la pari, l’investitore non solo incassa le cedole, ma si posiziona per un guadagno in conto capitale al momento del rimborso (a 1.000 euro), portando il rendimento potenziale complessivo sopra il 13% annuo.

I Sottostanti: Un Basket per Tutte le Stagioni

La selezione dei titoli riflette una strategia di diversificazione settoriale mirata a bilanciare i rischi macroeconomici:

  1. Novo Nordisk: La “cassaforte” del farmaceutico europeo, leader inattaccabile nei trattamenti contro l’obesità, garantisce stabilità e crescita strutturale indipendente dai cicli economici.
  2. Rheinmetall: In un mondo dominato da tensioni geopolitiche e dalla “militarizzazione della finanza”, il settore della difesa rappresenta un pilastro strategico e un hedge naturale contro l’instabilità politica.
  3. Burberry: Rappresenta l’esposizione al lusso, un settore che storicamente ha dimostrato capacità di tenuta dei margini anche in fasi di rallentamento del PIL.
  4. Thyssenkrupp: Il tassello industriale, sensibile al valore e alla ristrutturazione, che beneficia di una valutazione già compressa, riducendo ulteriormente il rischio di ribassi violenti.

L’Evoluzione Step Down: Facilitare l’Uscita

A completare l’efficienza dello strumento troviamo il meccanismo Step Down per il rimborso anticipato. A partire dal sesto mese (agosto 2026), il certificato può scadere anticipatamente se tutti i sottostanti si trovano sopra il valore iniziale. La particolarità? Questo livello di “autocall” scende dell’1% ogni mese. Se il mercato dovesse rimanere laterale o leggermente ribassista, diventerà progressivamente più facile per lo strumento rimborsare il capitale, liberando liquidità per nuove opportunità.

Conclusioni: L’Ingegneria Finanziaria come Scudo

Mentre l’S&P 500 mostra segni di stanchezza e i dati macro USA segnalano tempesta, l’investitore non può restare in balia della sola speranza. Il certificato UBS DE000UQ7LKD0 trasforma la volatilità in opportunità, offrendo un rendimento a doppia cifra con una protezione (barriera 30%) che non ha eguali per resilienza. In un’epoca di incertezza radicale, la sicurezza non sta nell’evitare il rischio, ma nel saperlo recintare con barriere profonde.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.


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