Proteggersi da ribassi fino al -70% per un +12% all’anno

Partiamo Oggi da un vecchio anzi vecchissimo articolo: Altra possibilità sui titoli farmaceutici per un 16.5%. Questo articolo è interessante perché è la dimostrazione tangibile di come l’asimmetria dei certificati offra una protezione ed una capacità di generare reddito che investimento diretto in azioni non fornisce.

Il certificato era andato in sofferenza a causa delle pessime performance sia di Bayer che di Pfizer, tant’è che per ben 9 trimestri, ossia 27 mesi, ossia più di due anni, il certificato non ha pagato alcuna cedola!

Pian piano però i due titoli si sono riavvicinati alla barriera fino a superarla e mi sono trovato sul conto corrente tutte le cedole accumulate fino ad oggi ossia il 33,75% del capitale (in realtà anche un po’ di più visto che lo avevo acquistato sotto la pari). Tutto questo grazie all’effetto memoria. Impiegherò la liquidità così viene data acquistando il certificato che sarà oggetto di analisi nel proseguo di questo articolo.

Facciamo però prima come al solito una sintesi sugli aspetti per me più importanti dell’ultima settimana sui mercati.

Un altro punto però prima di iniziare: vi ricordate quando ho scritto che l’operazione in Venezuela non sarebbe stata risolutiva rispetto ai prezzi del petrolio? In Attenzione alla fine dell’ottimismo: guardiamo il VIX, ho scritto: “È molto più probabile nel breve termine che il prezzo del mercato venga influenzato da un eventuale attacco all’Iran che non dalla nuova produzione venezuelana.”, beh guardate cos’è successo ai prezzi e fatevi un’idea.

Allo stesso modo sento di poter affermare che su questi livelli, con cautela, si potrebbe pensare di iniziare a costruire una posizione short sul petrolio ma avendo molta pazienza nel vedere prezzi più bassi verso i 50$ per il WTI.

Parte I: L’Anatomia dell’Incertezza – Tra Sentenze e Illusioni Tecnologiche

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Puntare sul lusso per +12% annuo ma proteggendosi dai ribassi

La settimana che si è conclusa il 16 gennaio 2026 ha consolidato alcuni trend strutturali che stanno caratterizzando questo inizio d’anno. Mentre Wall Street continua a gravitare attorno ai massimi storici, spinta da una stagione di trimestrali che ha finora premiato i giganti del comparto AI e finanziario, l’Europa e l’Italia mostrano una fase di consolidamento riflessivo, con un occhio vigile sulla dinamica dei tassi e sulle tensioni geopolitiche globali.

Il Comparto Azionario: Wall Street vs Piazza Affari

Negli Stati Uniti, l’indice S&P 500 ha chiuso la settimana in area 6.940 punti, mantenendo una forza relativa impressionante. Il driver principale rimane il settore dei semiconduttori: l’aggiornamento positivo delle guidance di colossi come Taiwan Semiconductor ha innescato una reazione a catena che ha beneficiato tutto il comparto delle apparecchiature per chip (Applied Materials +5,7%).

Oltre al tech, abbiamo assistito a una prova di forza del settore bancario. I risultati di Morgan Stanley e BlackRock hanno evidenziato un ritorno vigoroso delle attività di M&A e un livello record di asset under management, segnalando che la liquidità nel sistema rimane abbondante nonostante le politiche restrittive dei mesi passati.

In Italia, il FTSE MIB si è attestato intorno ai 45.800 punti. Sebbene la performance settimanale sia stata caratterizzata da una leggera volatilità (-0,11% nell’ultima seduta), l’indice italiano rimane uno dei più solidi in Europa su base annuale (+28%). La resilienza del settore bancario domestico e le operazioni strategiche in ambito difesa e infrastrutture (come l’acquisizione di EEC da parte di Leonardo) continuano a sostenere le quotazioni. Tuttavia, l’inflazione italiana, pur stabilizzandosi all’1,2%, richiede un monitoraggio costante per le implicazioni sulle future mosse della BCE.

Obbligazionario e Metalli Preziosi: La Caccia al Rendimento Reale

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