Nessun articolo per questa settimana per due regioni fondamentali: La prima personale ed è la solita mia mancanza di tempo, la seconda, la più importante, è che di questo mercato non mi fido assolutamente. L’unica operazione che ho effettuato infatti nella settimana appena trascorsa è stata l’apertura di una posizione al rialzo sull’indice VIX utilizzando questo strumento a Leva variabile con ISIN NLBNPIT34P72 ad un prezzo di ingresso pari a 5,9€. Se il VIX dovesse scendere ancora incrementerò ulteriormente la mia posizione.
Per il resto ho chiuso in profitto metà della mia posizione rialzista su euro dollaro e continuo a rimanere Short sui titoli di Stato.
Il mio consiglio è: non fatevi prendere dal FOMO, sì ballerà ancora tanto e la situazione tra USA ed Iran è lontana dall’essere risolta.
Stay tuned per la prossima settimana!
Tag: Iran
Pedaggio in cripto sullo stretto di Hormuz
A dire il vero questa settimana pensavo semplicemente di pubblicare gli auguri di Pasqua, che colgo comunque subito l’occasione per farvi. Nel frattempo, per fatti miei, sono un po’ di giorni che faccio ricerche per tentare di capire come faccia l’Iran ad applicare dei pedaggi per il passaggio sullo stretto di Hormuz. Siccome sono della vecchia scuola, man mano che trovo cose interessanti, prendo appunti oppure mi segno i link.
Ad un certo punto ho pensato che potesse uscirne fuori un articolo un po’ diverso dal solito, perché non indica alcuna strategia operativa, ma che potesse essere comunque interessante visto che alcuni aspetti non vengono così approfonditi dai vari media.
Vi faccio nuovamente gli auguri di una buona e serena Pasqua e spero che quanto segue possa comunque interessavi:
Sovranità Digitale e Controllo Marittimo: Il Nuovo Regime di Pedaggio Cripto-Valutario nello Stretto di Hormuz
L’evoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz tra il 2025 e il 2026 ha segnato un punto di svolta senza precedenti nella gestione delle rotte marittime globali, vedendo la transizione di un corridoio naturale di navigazione in un’infrastruttura di transito a pagamento gestita militarmente e finanziata tramite asset digitali. L’Iran, attraverso il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI), ha implementato un sistema di pedaggio che non solo sfida i principi del diritto internazionale del mare, ma integra tecnologie blockchain e valute alternative come lo yuan cinese per aggirare l’architettura finanziaria dominata dal dollaro statunitense. Questo nuovo regime, battezzato dagli analisti del settore “Tehran Toll Booth” (il casello di Teheran), rappresenta la materializzazione di una strategia di lungo termine volta a monetizzare il controllo dei chokepoint geografici in risposta a sanzioni economiche asfissianti.
Il Quadro Normativo e il Piano di Gestione dello Stretto di Hormuz
Il fondamento giuridico di questa iniziativa risiede in una serie di atti legislativi e dichiarazioni ufficiali che hanno ridefinito la sovranità iraniana sulle acque dello stretto. Il 30 marzo 2026, la Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano ha approvato il “Piano di Gestione dello Stretto di Hormuz”. Questo piano non è semplicemente una misura d’emergenza bellica, ma un tentativo di codificare formalmente il controllo iraniano su una delle rotte energetiche più vitali al mondo, attraverso la quale transita circa un quinto della fornitura globale di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL).
La legislazione stabilisce un sistema di regole di sicurezza, misure di protezione ambientale e, soprattutto, un sistema di pedaggi denominato ufficialmente in rial iraniani (IRR), ma che in pratica viene regolato attraverso yuan cinesi o criptovalute stablecoin. Il piano prevede inoltre una stretta coordinazione con l’Oman, stato costiero che condivide la sovranità sullo stretto, sebbene Mascate abbia mantenuto una posizione di cauta neutralità diplomatica senza avallare esplicitamente la riscossione dei pedaggi.
La Disputa Legale: UNCLOS vs. Legge Nazionale Iraniana 1993
La legittimità di tale sistema è oggetto di un aspro dibattito internazionale. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), lo Stretto di Hormuz è uno stretto internazionale in cui vige il diritto di “passaggio di transito” (transit passage), che non può essere sospeso né soggetto a tassazione. Tuttavia, l’Iran, pur avendo firmato la convenzione nel 1982, non l’ha mai ratificata formalmente. Teheran si appoggia alla propria legge marittima nazionale del 1993, la quale sostiene che lo stretto sia soggetto al regime del “passaggio innocuo” (innocent passage), garantendo allo stato costiero il diritto di sospendere o regolare il traffico per ragioni di sicurezza nazionale e protezione ambientale.
| Principio Legale | Interpretazione UNCLOS (Internazionale) | Interpretazione Iraniana (Legge 1993) |
| Tipo di Passaggio | Passaggio di Transito (Libero e Gratuito) | Passaggio Innocuo (Regolamentato) |
| Sovranità | Acque internazionali all’interno dello stretto | Acque territoriali iraniane estese |
| Tassazione | Vietata esplicitamente (Art. 26) | Ammessa per servizi di sicurezza e ambiente |
| Sospensione | Non consentita nemmeno in guerra | Consentita per motivi di sicurezza |
Le autorità iraniane giustificano il pedaggio come un contributo necessario per coprire i costi della fornitura di sicurezza e della manutenzione della rotta, paragonando lo stretto a canali artificiali come Suez o Panama. Questa posizione è stata condannata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione 2817 dell’11 marzo 2026, che descrive ogni tentativo di impedire il transito come una minaccia alla pace globale.
Meccanismi Operativi del Pedaggio: Il “Casello” del CGRI
Continua a leggere…Quando conviene stare fermi
Stavo preparando un’analisi dettagliata dedicata a una strategia di recovery su Stellantis. Il titolo, dopo i recenti scossoni, presenta livelli tecnici interessanti che avrebbero meritato un approfondimento operativo, soprattutto alla luce di nuovi prodotto interessanti emessi ultimamente. Tuttavia, la realtà geopolitica ha bruscamente cambiato le priorità.
Le notizie delle ultime ore riguardanti l’esplosione del conflitto iraniano impongono un cambio di rotta immediato. Quando i cannoni tuonano, la prima regola di Investment Engineering non è cercare il profitto, ma proteggere il capitale. In fasi di incertezza estrema, l’emotività è il peggior nemico: servono prudenza e, soprattutto, sangue freddo.
Ecco i tre principi cardine da seguire in questo delicato passaggio:
1. Non farsi prendere dal panico
Vendere tutto durante un crollo improvviso trasforma una perdita virtuale in una perdita reale. Restate lucidi. I mercati reagiscono d’impulso, ma le strategie di lungo termine si costruiscono sulla razionalità, non sulla paura.
2. Stare lontani dal Dollaro
Sebbene storicamente considerato un bene rifugio, l’attuale contesto macroeconomico e le tensioni globali rendono il biglietto verde uno strumento estremamente volatile. Entrare ora significa esporsi a rischi di cambio che potrebbero vanificare qualsiasi rendimento sottostante.
3. Evitare i BTP (e il nuovo BTP Valore)
Questo è il punto più critico. La prossima settimana partirà l’emissione del nuovo BTP Valore, ma il mio consiglio è categorico: non cascateci. Quando l’instabilità internazionale morde, i titoli di stato italiani sono i primi a finire nel mirino delle vendite. La storia insegna che, in caso di crisi sistemica, lo spread si impenna e i prezzi dei bond crollano. Rischiereste di trovarvi “incastrati” con il capitale bloccato per anni o, peggio, costretti a vendere molto sotto il prezzo d’acquisto per recuperare liquidità.
L’opportunità su Stellantis non scappa, il mercato sarà lì anche i prossimi giorni e mesi. Ma oggi, la priorità è non restare col cerino in mano mentre il quadro geopolitico si infiamma. Mai come ora vale il principio “Cash is King” Io vi ho avvertito.
Calma e sangue freddo
Avevo già per metà concluso l’articolo di questa settimana ma gli eventi di questa notte, con l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, hanno sicuramente cambiato la situazione.
Il presidente Donald Trump ha definito l’operazione militare un “successo spettacolare”, evidenziando che “tutti gli obiettivi sono stati colpiti” e sostenendo che “nessun altro esercito al mondo sarebbe stato in grado di eseguire un’azione simile”. Trump ha inoltre lanciato un avvertimento diretto all’Iran, affermando che Teheran deve “scegliere la pace oppure affrontare conseguenze ben peggiori”.
Dall’Iran, l’Organizzazione per l’Energia Atomica ha confermato l’avvenuto attacco, definendolo una “violazione del diritto internazionale” e avviando una campagna diplomatica per sollevare la questione presso le Nazioni Unite. Fonti iraniane riferiscono che la struttura principale dell’impianto nucleare di Fordow non è stata danneggiata, mentre i danni avrebbero interessato unicamente i tunnel di accesso. Il governo iraniano ha ribadito che l’attacco non avrà ripercussioni sul proseguimento del proprio programma nucleare.
Esprimo tutta la mia solidarietà e compassione verso quelli che ritenevano che Trump avrebbe portato la pace nel mondo (anime belle) ed ai fissati della stagionalità che continuavano a sostenere che tra giugno e luglio i mercati sono principalmente rialsisti senza guardare minimamente lo scenario globale attuale.
Sui mercati OTC aperti nel weekend, i principali indici americani ed europei sono in calo dell’1,5%, mentre il petrolio vola a +7,5%
L’articolo sarebbe stato sulla sostituzione del certificato andato a scadenza e presentato in “Guadagno oltre il 17% e protezione fino al 50% dei ribassi: oggi è possibile“. Vista la situazione consiglio a tutti di tenersi la liquidità ed attendere di capire meglio l’evoluzione della guerra. Per chi volesse addirittura coprirsi dall’inevitabile aumento della volatilità, tra i tanti, c’è ad esempio questo prodotto sul Vix: LU0832435464, ma ce ne sono molti altri.
Per il resto calma e sangue freddo.
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