Questa
settimana non riuscirò a pubblicare il consueto post benché abbia
due prodotti nel “mirino”.
Pubblico però un’analisi terza che ho fatto fare sul certificato presentato nell’articolo “Mattone 2.0: Raddoppiare il classico rendimento d’affitto” e mi sembra che il rapporto sia positivo e conforme a quanto previsto nell’articolo citato.
Colgo prima l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccaresulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla!Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Buona
lettura!
I. Inquadramento e Rilievi
Strategici
I.A. Sintesi della Performance
(Ultime Due Settimane)
Il certificato ISIN XS3159916926, una struttura Phoenix Memory Issuer Callable Worst-of, ha manifestato una notevole resilienza di prezzo nelle ultime due settimane, un periodo caratterizzato da moderata pressione direzionale sui mercati azionari. Nonostante l’indice S&P 500 (SPX) abbia registrato una flessione settimanale del 2.12% e il Worst-of (WOS) Saint-Gobain abbia sottoperformato, il certificato ha mantenuto la sua quotazione sostanzialmente sulla parità (valore nominale).
Questa
stabilità è una conseguenza diretta del profilo di payoff
asimmetrico della struttura, che beneficia di un robusto buffer
anticiclico. La protezione offerta dalla Barriera Discreta al 60% è
lontana dall’essere compromessa, mitigando efficacemente l’impatto
delle fluttuazioni di mercato a breve termine sul fair value
del prodotto.
La
scorsa settimana ha segnato un importante punto di svolta per i
mercati azionari statunitensi. Dopo il violento drawdown di aprile,
l’indice S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in territorio
positivo da inizio anno, con una distanza di poco superiore al 3% dai
massimi storici. Si è trattato di un recupero tanto rapido quanto
sorprendente, favorito da due catalizzatori principali:
l’allentamento delle tensioni commerciali e il ritorno degli
acquisti sui titoli tecnologici.
L’amministrazione americana ha infatti sospeso per 90 giorni
gran parte delle tariffe doganali introdotte ad aprile (esclusa la
tariffa base del 10%) e, a sorpresa, ha annunciato una drastica
riduzione delle tariffe verso la Cina, passate dal 145% al 30%. In
parallelo, numerose aziende USA hanno siglato importanti accordi
commerciali in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, con una
forte componente legata alla tecnologia avanzata. Queste intese,
sebbene sollevino interrogativi sul piano della sicurezza nazionale,
hanno riacceso l’interesse del mercato per il comparto AI.
Proprio in questo contesto si inserisce la revoca della “AI
Diffusion Rule”, una norma introdotta da Biden a gennaio che
limitava l’export di chip AI verso numerosi Paesi. La sua
eliminazione favorisce attori come Nvidia, AMD e Intel, che hanno già
iniziato a recuperare parte delle perdite, riducendo il drawdown dal
30% di aprile a circa il 9%.
Tenete a mente questo aspetto perché la competizione sulla
tecnologia tra USA e Cina sarà uno degli aspetti dirimenti nei
prossimi anni.
Crescita solida, inflazione sotto controllo
L’economia reale mostra segnali di tenuta. Le attese di
recessione, che a fine aprile raggiungevano il 65% su piattaforme di
prediction market come Polimarket, sono ora scese al 38%. Il modello
GDP Now della Fed di Atlanta prevede una crescita del PIL USA del
2,4% per il trimestre in corso. Nel frattempo, i dati sull’inflazione
sorprendono in positivo: il CPI è uscito al 2,3% (vs 2,4% atteso),
il PPI al 2,4% (vs 2,5% previsto), smentendo i timori di una nuova
fiammata inflattiva.
Eppure, il sentiment dei consumatori rimane fragile. Il sondaggio
dell’Università del Michigan indica aspettative di inflazione a un
anno al 7,3%, un valore distorto da fattori psicologici e
polarizzazione politica. A questo si aggiungono le prime avvisaglie
di rincari nei beni soggetti a dazi, come segnalato dal CEO di
Walmart.
Moody’s declassa gli Stati Uniti: impatto
psicologico, ma non sistemico
A mercati chiusi, Moody’s ha annunciato il downgrade del debito
USA da Aaa ad Aa1, citando l’incapacità del governo di contenere
deficit e spesa per interessi. La decisione, pur attesa da alcuni
analisti, è un campanello d’allarme sulla traiettoria del debito:
si stima che nel 2025 il 30% delle entrate federali sarà destinato
al pagamento degli interessi. Il downgrade non implica un rischio di
default, ma rende evidente l’erosione della fiducia nel debito
sovrano statunitense, definito da tempo “risk free” solo
nominalmente.
Treasuries sotto pressione, attesa per l’autunno
A mio avviso, il vero freno al rialzo dei mercati non è il
rischio di recessione, bensì la fragilità dei Treasury. L’elevato
disavanzo, la fine del QE, il Quantitative Tightening in atto e
l’assenza di nuovi acquirenti istituzionali esteri mettono
pressione sulle aste. Se i rendimenti dei decennali si avvicinassero
al 5%, l’azionario ne risentirebbe.
Proprio per affrontare questi problemi, esiste la proposta di
modifica dei ratio patrimoniali bancari, attesa per l’autunno,
potrebbe sbloccare nuova domanda da parte delle banche USA. Inoltre,
nel 2026, la Fed potrebbe vedere un cambio alla guida, con un profilo
più accomodante.
Il quadro attuale resta di temporaneo equilibrio:
l’azionario cavalca un rimbalzo tecnico e macroeconomico, ma le
fondamenta fiscali e obbligazionarie restano fragili. Estate e
autunno si prospettano come banchi di prova. Fino ad allora, momentum
e speranza restano le forze trainanti.
Benché, lo sapete, io non abbia approfittato di questo ultimo
movimento a V, rimango ancora in posizione attendista rispetto
all’azionario e continuo con i miei due principi base: protezione e
diversificazione.
In questa direzione va il prodotto descritto di seguito che ha due
caratteristiche principali: barriera distante e sottostanti che non
si hanno in portafoglio.
Prima,
come al solito, vi ricordo che chi
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piccolo mattoncino per l’indipendenza di questo blog.
Il
certificate che presento questa settimana è incentrato sulla futura
ricostruzione dell’Ucraina. Per completezza riporto i motivi per cui
è stato proposto, fermo restando che i motivi principali che mi
hanno spinto a sceglierlo sono quelli detti sopra.