Eccoci tornati dalle vacanze
natalizie e ci ritroviamo con un sacco di novità!
Disclaimer
immediato per il proseguo dell’articolo: questa volta nessun
certificato ma alla fine vi esporrò una posizione tattica, l’unica
che ho aperto in tutto questo periodo, perché per il resto aspetto
pazientemente che i ribassi inizino. Quindi sto aumentando la
liquidità, lasciando scadere i certificati e incassare le cedole
senza reinvestire i ricavati ed anzi utilizzando due strategie molto
conservative: coverd call e married put per coprire
alcuni dei titoli che ho in portafoglio.
Se
siete interessati a questo tipo di semplici strategie (premesso che
io non sono un opzionista ed utilizza raramente queste tecniche,
giusto nei periodi di maggiore incertezza) fatemelo sapere nei
commenti.
Ora
partiamo da quella che sicuramente è la notizia più importante
della settimana scorsa: il raid USA in Venezuela ed il relativo
rapimento del presidente Maduro.
Penso sia importante analizzare questi fenomeni perché, per parafrasare José Mourinho che disse: “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, anche in economia vale lo stesso principio: Chi sa solo di economia, non sa niente di economia.
Il rebus
Venezuela: perché l’America di Trump non può “semplicemente”
governare Caracas
L’ombra
di Washington torna a stendersi con forza sul Sudamerica, ma la
partita per il Venezuela si preannuncia molto più complessa di un
semplice cambio di bandiera. Nonostante la retorica della “massima
pressione” e le mire strategiche dell’amministrazione Trump,
governare o stabilizzare il paese caraibico rappresenta una sfida che
va ben oltre la diplomazia dei dazi o le minacce militari. Il
Venezuela non è, in altre parole, una pedina che si può muovere a
piacimento su una scacchiera geopolitica.
Un paese spaccato e l’illusione
del controllo “da remoto”
Siamo
giunti alle battute finali di un 2025 che ha confermato, ancora una
volta, la capacità dei mercati di sorprendere il consenso. Il quadro
macroeconomico attuale ci consegna uno scenario a due velocità, dove
la divergenza tra le aree geografiche è il tema dominante.
L’azionario
statunitense continua a mostrare i muscoli. L’S&P 500
e il Nasdaq 100, trainati dalla persistente forza del settore
tecnologico e dalle aspettative legate alle politiche fiscali della
nuova amministrazione USA (“Trump Trade 2.0”), stazionano
sui massimi storici. Tuttavia, le valutazioni iniziano a essere
“tirate”, con multipli che scontano uno scenario di soft
landing perfetto, lasciando poco margine di errore in caso
di ripresa dell’inflazione o di frenata degli utili aziendali.
Dall’altra
parte dell’oceano, l’Europa
(e il nostro FTSE MIB) mostra un passo più incerto, appesantita da
una crescita anemica e da un settore manifatturiero che fatica a
ripartire, nonostante la BCE abbia intrapreso un percorso di
normalizzazione dei tassi più aggressivo rispetto alla Fed. Ancora
più complessa la situazione della Cina,
dove i listini (come l’indice delle Large Cap) rimangono volatili e
fortemente dipendenti dagli annunci di stimoli governativi che spesso
deludono le aspettative degli investitori.
Sul
fronte obbligazionario,
assistiamo a una stabilizzazione. I rendimenti si sono assestati su
livelli interessanti, ma non più eccezionali come nel biennio
precedente, poiché il mercato ha ormai prezzato la discesa dei tassi
ufficiali. In questo contesto, l’oro
ha vissuto un anno da protagonista, fungendo da vero asset di
protezione contro i rischi geopolitici e la svalutazione monetaria,
anche se nelle ultime settimane di novembre 2025 stiamo assistendo a
fisiologiche prese di profitto e consolidamento in area 4.100$.
La
parola d’ordine per l’investitore oggi è selezione:
abbandonare l’approccio passivo (“compra tutto”) per
privilegiare strumenti che offrano rendimenti asimmetrici, capaci di
generare profitto anche in fasi di lateralità o moderato ribasso.
Prima di passare al certificato della settimana, colgo prima l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
La prima domanda che mi viene da fare è: ma l’avete seguita la
strategia del mese scorso “Guadagnare fino allo 85% sull’indice
della paura!” e sulla percentuale diciamo che mi ero tenuto basso…
se ho pensato ad un prodotto che andava fuori dello “standard” di
questo sito un motivo c’era! Ma andiamo con ordine.
Mercati finanziari: tensione
e volatilità in USA ed Europa
Panoramica
settimanale
La settimana terminata l’11 ottobre 2025
ha visto un netto ritorno dell’incertezza sui mercati azionari
globali. Le tensioni commerciali tra USA e Cina hanno dominato il
sentiment: è stata registrata anche una corsa all’oro sui massimi
storici, segnale di forte avversione al rischio. Anche Wall Street ha
chiuso in forte ribasso, con l’S&P 500 che ha registrato il
maggior calo giornaliero dal 10 aprile. Nel complesso, sui mercati ha
pesato un mix di dati macro incerti (dal lavoro USA alle decisioni
delle banche centrali) e di rinnovata avversione al rischio.
Venerdì 10 ottobre: picco di volatilità
La seduta di venerdì 10 ottobre è stata
particolarmente negativa e volatile. La variazione giornaliera degli
indici principali è stata la seguente:
– S&P 500:
–2,71 %.
– Nasdaq Composite: –3,56 %.
– Euro
Stoxx 50: –1,75 %.
– Indice VIX (volatilità):
+31,83 % (quotazione a 21,66).
In pratica, venerdì gli indici americani hanno subito cadute
consistenti: l’S&P 500 ha registrato la sua peggior seduta
dal 10 aprile, mentre il Nasdaq ha perso oltre il 3,5 %.
Contestualmente, il CBOE Volatility Index (VIX) ha chiuso ai massimi
da giugno 2025, riflettendo un’ondata di panico sui mercati. Anche
le borse europee hanno risentito di queste tensioni, in linea con il
calo segnalato per Piazza Affari e gli altri listini continentali.
Eccola qui la candela che ha segnalato l’esplosione della
volatilità:
Conferma profetica dell’articolo su VIX
Questi movimenti confermano appieno le previsioni pubblicate su questo sito. Nell’articolo del 7 settembre 2025 intitolato “Guadagnare fino all’85% sull’indice della paura” si sottolineava come fattori quali un rallentamento del mercato del lavoro USA, attese di tagli dei tassi Fed e contenziosi sui dazi potessero creare “terreno fertile per un aumento della volatilità” L’analisi proponeva anche una strategia basata su un certificato Turbo Long sul future del VIX con leva ~4×, calcolando che un rialzo del VIX intorno al 20% avrebbe potuto generare un potenziale +85% sul capitale investito. Alla luce della brusca impennata del VIX e del contemporaneo sell-off azionario, quelle indicazioni si sono rivelate profetiche: chi avesse seguito il suggerimento avrebbe potuto conseguire rendimenti straordinari sfruttando l’impennata del cosiddetto “indice della paura”, considerando un +31% siamo ben oltre il 100%. Raddoppiare il capitale investito in un mese è sempre una piccola soddisfazione.
Ora bisogna specificare un altro aspetto, in finanza non c’è
nulla di certo, fatta eccezione di una cosa: quando il VIX supera i
20 punti prima o poi torna sotto. Quindi qui si comincia a
prospettare un mezzo rigore a porta vuota, ossia andare short sul
VIX, ma sarà fondamentale trovare un prodotto che abbia una barriera
alta, sopra i 35 almeno, in modo tale da non vedersi buttati fuori
dal mercato prima che la volatilità si riassorba.
L’aumento della
volatilità ha anche l’effetto di far abbassare i prezzi dei
certificati creando così delle buone occasioni se ben valutate.
Questo perché, a parità di prezzo del sottostante, quando la
volatilità si riassorbe, il prezzo del certificato si apprezza
comunque, creando così quella asimmetria che a me piace tanto.
Il meccanismo
diventa ancora più accentuato nel tempo se nel certificato è
presente l’opzione step-down.
Ma prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Andamento di Ferrari e opportunità sul certificato step-down
purtroppo questa
settimana, causa forze maggiori, non riuscirò a completare
l’articolo.
Però due cose
permettetemi di scriverle:
innanzitutto fatemi
ringraziare Roby che ha contribuito con una donazione per questo
sito. Visto che ha espresso la preferenza di prodotti più
tranquilli, mi sembra giusto che il prossimo post vada in questa
direzione. Ricordo che per chiunque voglia contribuire, lo può fare
in diversi modi.
Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
La seconda cosa è che, per quanto riguarda la posizione sul VIX dello scorso articolo, ho aperto una posizione long praticamente sui livelli attuali ma, a differenza dell’articolo, ho utilizzato quest’altro certificato DE000VC3TCV6, che ha un livello di barriera più basso (e quindi anche una leva più contenuta).
Se poi l’indice scendesse sotto 15 aumenterò ulteriormente la mia esposizione.
Ci vediamo quindi la prossima settimana con un prodotto più adatto ai “cassettisti”, perciò stay tuned.
Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog,
questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì
un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.
Rieccoci qua dopo una lunga pausa estiva e ricominciamo con la nostra
consueta analisi dei mercati. Vi anticipo subito che ho deciso da ora
in poi di alternare i classici certificati a cedola periodica con
strategie più tattiche, che potremmo definire da trading “morbidi
e fuggi”. Queste queste strategie certificati a leva variabile
con una barriera knockout sotto la quale, o sopra la quale se il
prodotto è di tipo short, il valore del certificato si annulla,
perciò fate attenzione alla vostra allocazione del capitale!
Ma iniziamo prima
con un’analisi generale.
Negli ultimi giorni
emerge con chiarezza un quadro macroeconomico e geopolitico di
crescente complessità, che sta plasmando i mercati finanziari. Sul
fronte macro, i dati del mercato del lavoro statunitense mostrano un
rallentamento evidente: le buste paga non agricole e le revisioni
recenti indicano un indebolimento che ha convinto i mercati a
scontare con decisione un taglio dei tassi da parte della Fed già
nel prossimo meeting. Questo spostamento delle aspettative ha avuto
effetti immediati sui rendimenti: i Treasury a 2 anni si sono portati
ai minimi recenti, mentre anche la parte lunga della curva mostra
segnali di discesa; al contempo permane il dibattito su possibili
ripercussioni inflazionistiche e sul comportamento dei tassi a lunga
in caso di politiche fiscali o monetarie non convenzionali. Io è da
molto tempo che mi aspetto un abbassamento della curva, finora il
mercato non è andato in quella direzione, ma ora sembra che le cose
stiano cambiando.
La reazione dei
mercati è duplice: da un lato si osserva un forte interesse per
asset rifugio come l’oro, che ha raggiunto nuovi massimi storici,
sintomo di attese di “debasement” valutario e di tassi reali più
bassi; dall’altro vi è attenzione alle possibili tensioni fiscali
e geopolitiche che potrebbero riaccendere volatilità e margini di
incertezza sui mercati obbligazionari. Gli scenari di politica —
incluse misure protezionistiche e contenziosi commerciali —
aggiungono un ulteriore elemento di rischio per i flussi di capitale
e per le aspettative sui rendimenti reali.
Sul piano
geopolitico e strutturale, il confronto USA-Cina è descritto come
una partita tra “costruzione” e “litigio”: la Cina, con una
classe dirigente formata in larga parte da ingegneri, ha puntato su
capacità di realizzazione infrastrutturale e tecnologica su larga
scala; gli Stati Uniti, con una cultura istituzionale più legata
alla litigiosità e alla tutela legale, si stanno però mobilitando
per recuperare capacità produttive strategiche (chip, data center,
cantieri militari). Questo riassetto produttivo e le politiche
industriali di risposta possono generare sia opportunità sia shock
di breve termine, con impatti distinti su valuta, rendimenti e asset
risk-on/risk-off.
Nel complesso, la
combinazione di Fed orientata al taglio dei tassi, rischio
politico-fiscale e rivalità geopolitica crea uno scenario in cui
conviene monitorare la liquidità, privilegiare profili di duration
breve nel reddito fisso e mantenere esposizioni difensive (oro,
coperture di volatilità) come protezione contro shock imprevisti.
È proprio da qui
che parte la strategia di questa settimana.
Ma prima di iniziare vi ricordo che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code: