Analisi di Mercato: La “Quiete”
Apparente e la Rotazione Sotterranea
La
settimana appena trascorsa sui mercati finanziari potrebbe essere
archiviata, a uno sguardo superficiale, come un periodo di
transizione privo di spunti direzionali. Gli indici azionari
principali, sia sulle sponde dell’Atlantico che in Europa, hanno
chiuso l’ottava sostanzialmente flat, con variazioni
percentuali che in molti casi non superano lo “zero virgola”.
Tuttavia, fermarsi a questo dato sintetico sarebbe un errore
grossolano per l’investitore consapevole. Sotto la superficie di
indici “poco mossi”, infatti, abbiamo assistito a una
violenta rotazione settoriale, un fenomeno che spesso precede
i nuovi trend di medio periodo.
I
flussi di capitale si sono mossi con decisione uscendo dai comparti
Growth e Momentum, che avevano trainato i rialzi
precedenti, per riversarsi su titoli Value e settori
difensivi, oltre che sulle Small Caps. È la classica dinamica
di “risk-off” mascherata: l’indice non scende perché il
denaro non esce dal mercato, ma si riposiziona. Le Utilities e
i titoli ad alto dividendo hanno sovraperformato nettamente il
settore Tecnologico, che ha mostrato segni di affaticamento tecnico
nonostante fondamentali ancora solidi.
Sul
fronte obbligazionario, la situazione rispecchia questa incertezza. I
rendimenti dei governativi si sono mossi in un range
ristretto, ma la curva dei rendimenti ha mostrato un lieve
irripidimento (steepening).
Il mercato sta prezzando un contesto in cui le banche centrali
potrebbero mantenere i tassi stabili più a lungo del previsto,
raffreddando l’entusiasmo per i bond a lunga scadenza ma mantenendo
interesse sulla parte breve e media della curva. In sintesi: la
volatilità implicita (VIX) resta compressa, ma la volatilità
realizzata sui singoli titoli è in aumento. È il contesto ideale
per strumenti che offrono rendimenti asimmetrici e non direzionali.
Io
sono molto prudente attualmente in queste condizioni ed il
certificato che presenterò a breve va proprio in questa direzione:
difficilmente ricordo un certificato con un grado di resilienza così
profondo ed un rendimento di tutto rispetto!
Prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Rieccoci
qua dopo una settimana di stop. Come permesso il posto di questa
settimana riguarderà un certificato con un profilo estremamente
protettivo. Ho deciso inoltre che, ogni tanto, sia anche giusto
spiegare nuovamente quali siano i meccanismi base del funzionamento
di un certificato a cedole condizionate. Quindi magari questo
articolo potrebbe risultare un po’ prolisso per chi già conosce a
fondo questo tipo di prodotto, ma ciò non toglie che il certificato
trattato può essere interessante sia per i più esperti che per i
neofiti.
Colgo subito l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Questa
volta non vi parlerò dei punti salienti della settimana, perché mi
vorrei proprio concentrare sull’aspetto divulgativo.
Permettetemi,
in un mondo finanziario che spesso spinge a decisioni impulsive, di
ritornare su un concetto a me molto caro: l’importanza di analizzare
in modo trasparente e senza filtri ogni singolo strumento che entra
nel nostro raggio di interesse. La missione che io, il sottoscritto,
cerco di portare avanti è quella di fornire gli strumenti per una
comprensione autentica, al di là del marketing, perché sono
convinto che solo una conoscenza profonda possa portare a scelte
consapevoli.
Nella
settimana chiusa il 3 luglio i listini azionari USA hanno chiuso in
moderato rialzo: l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno
guadagnato circa l’1-1,2%. L’EuroStoxx 50 ha segnato un lieve
calo (-0,3%), mentre l’MSCI Emerging Markets ha guadagnato circa lo
0,7%. Il petrolio è rimasto sostanzialmente stabile, e l’oro ha
superato quota 3.300 $/oncia (+0,1% settimanale). Sul fronte
obbligazionario, il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito
verso il 4,33% (circa +12 centesimi di punto), mentre il Bund tedesco
decennale è sceso verso il 2,57% (–3 bp). Il Dollar Index ha
chiuso attorno a 96,8 punti (praticamente invariato).
Indice
Chiusura
Variazione settimanale
S&P 500
6.279,35
+1,2%
Nasdaq
Composite
20.601,10
+1,1%
EuroStoxx 50
5.288,81
–0,3%
MSCI
Emerging Markets
1.231,63
+0,7%
Treasury 10Y
(yield)
4,33%
+0,12 % (salita)
Bund 10Y
(yield)
2,57%
–0,03 % (discesa)
Gold
(USD/oncia)
3.346,50
+0,1%
Dollar Index
96,82
0,0%
La chiusura positiva di Wall Street è avvenuta nonostante dati
macro contrastanti. Venerdì l’ISM servizi USA è sceso a 49,7 (in
territorio di contrazione) dopo aspettative più alte, evidenziando
un rallentamento della fiducia delle imprese. Al tempo stesso l’ISM
manifatturiero è salito a 49,0 (contro 48,5 atteso). Il mercato del
lavoro mostra ancora segnali di solidità (JOLTS a 7,77 mln a giugno,
ben oltre le previsioni). A Sintra il presidente Powell ha ribadito
che l’economia US resta solida e invita la Fed alla pazienza: per
ora la Fed mantiene una politica moderatamente restrittiva,
monitorando la situazione prima di cambiare i tassi.
Sul versante politico-economico, l’attenzione si è concentrata
sul “Big Beautiful Bill” voluto da Trump – un pacchetto fiscale
da oltre 3.400 miliardi $ di tagli alle tasse e spending cuts –
approvato alla Camera e ora in Senato. Questo piano introduce un
grande stimolo fiscale (con aumento del tetto del debito di 5.000
miliardi) e potrà influenzare inflazione e dinamica dei tassi, ma ce
ne occuperemo tra poco. Nei giorni precedenti i mercati hanno
reagito con cautela alle notizie: l’oro ha raggiunto nuovi massimi
(oltre 3.350 $) spinto dall’incertezza fiscale e dalle tensioni
commerciali, mentre il dollaro ha recuperato parte del suo calo dopo
l’avanzamento del Bill. In Europa gli indici hanno corretto (-1% il
DAX, –0,6% il FTSE MIB) in una settimana di incertezza sulle
trattative commerciali con gli USA.
“Big Beautiful Bill”: rischi inflazione,
obbligazionario e tail risk
Lo stratega Scott Bessent, oggi segretario al Tesoro USA e una
delle poche figure razionali dell’amministrazione Trump , aveva un
anno fa proposto il piano “3-3-3” (crescita reale al 3%,
produzione petrolifera +3 mb/giorno, deficit al 3% del PIL). Invece
oggi solo il prezzo del petrolio è sensibilmente diminuito
(circa 6 $ sotto i valori di gennaio) grazie a fattori geopolitici.
Sulla crescita la prima metà 2025 è intorno all’1% annuo (ben al
di sotto del 3%), e il deficit federale è previsto salire verso l’8%
del PIL nel 2026. Sulla sua news letter Fugnoli osserva che Bessent
ha quindi rinunciato alla componente fiscale del 3-3-3, puntando ora
sulla “crescita a tappe forzate” finanziata dal disavanzo e dalla
probabile politica monetaria più accomodante della Fed.
In pratica il piano originale è stato sostituito da misure
espansive ancora più forti: alcuni ironizzano sul nuovo obiettivo
“8-8-8” (deficit 8%, inflazione 8%, crescita nominale 8%).
Secondo Fugnoli i mercati stanno assorbendo bene il nuovo
orientamento: vedono il deficit come “generosamente espansivo, ma
non così eccessivo da generare serie preoccupazioni”
sull’inflazione o sulla domanda di titoli di Stato. Si pensa
infatti che qualsiasi rallentamento economico sarà prontamente
compensato da una Fed destinata a interrompere la sua fase
restrittiva e addirittura tagliare i tassi nel 2026. Lo scenario che
ne emerge è quello di un “mini-2021” nel 2026: politiche fiscali
e monetarie ben allineate in senso espansivo, con le banche
domestiche USA (grazie a nuove regole di leva) pronte ad assorbire
gran parte dei Treasuries emessi. Anche in Europa alcune banche
centrali (es. Cina, Giappone) mostrano orientamenti espansivi
analoghi, rafforzando l’idea di una fase globale di sostegno
congiunto.
Questa stessa lettura, benché ottimista e non tiene conto di
quanto sia cambiata la posizione del dollaro negli ultimi anni, non
esclude tuttavia rischi al rialzo per inflazione e volatilità
obbligazionaria. Si stima che il nuovo pacchetto fiscale finale
costerà circa lo 0,4% del PIL, ma spingerà comunque il deficit USA
oltre il 6-8% del PIL nei prossimi anni. Naturalmente un tale
deterioramento fiscale aumenta la volatilità dei mercati
obbligazionari. In uno scenario estremo di tail risk, se la
Fed non riuscisse a domare un’impennata dei rendimenti, la
monetizzazione del debito americano potrebbe portare a un balzo
dell’inflazione e a un forte deprezzamento del dollaro. In sintesi,
il “Big Beautiful Bill” stimola la crescita potenziale ma innalza
i rischi inflazionistici: sarà cruciale l’equilibrio fra stimolo
fiscale e controllo dei prezzi. Gli investitori si attendono perciò
che la Fed mantenga l’attuale restrizione solo finché serve, per
poi concedere spazio a orientamenti più accomodanti in caso di
rallentamento economico.
In questo quadro complesso, i mercati azionari restano sostenuti
dalle prospettive di crescita e da banche centrali pazienti, ma
scontano gradualmente i timori su inflazione e politiche fiscali USA.
La settimana passata ha visto oscillazioni moderate: il rialzo degli
indici US riflette la fiducia su una Fed più tollerante verso la
spinta fiscale, mentre i future sui bond riflettono il possibile
aumento dell’offerta debitoria. Le tensioni sul fronte commerciale
e le politiche daziarie (ad esempio sui metalli) alimentano pressioni
inflazionistiche settoriali, come evidenziato dalla nuova ascesa
dell’oro oltre i 3.300$.
Il prodotto che andrò a presentare di seguito presenta proprio un
profilo di resilienza molto profondo per i motivi sopra enunciati.
Prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Soprattutto condividete gli articoli sui vostri social!
Questo certificato è emessoBarclays Bank PLC è un Phoenix Memory Step-Down su un basket worst-of di quattro azioni bancarie (BPER Banca, Banca MPS, Banco BPM e Commerzbank) .
La
settimana è stata dominata dall’escalation militare tra
Israele e Iran. Giovedì sera, Israele ha lanciato una serie
di raid contro siti nucleari e militari in Iran (Operazione “Rising
Lion”), provocando la reazione iraniana con missili balistici e
droni lanciati verso Tel Aviv e Gerusalemme. Questo intensificarsi
delle tensioni ha nuovamente aperto il dibattito sul rischio di un
conflitto regionale più ampio, con timori forti sul controllo del
traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz .
Wall Street ha chiuso in calo netto venerdì: Dow
-1,8 %, S&P500 -1,1 %, Nasdaq -1,3 % . Il Dow ha perso
circa 770 punti, mentre il Nasdaq e l’indice S&P si sono
ritirati da un piccolo guadagno settimanale . Le vendite hanno
colpito in particolare settori sensibili al petrolio e ai viaggi
(compagnie aeree, crociere), mentre difesa ed energia hanno
beneficiato del clima bellico In Europa e Asia si sono registrate
perdite comparabili: in Germania e Francia ogni indice ha perso circa
l’1 %, così come le borse asiatiche in Giappone, Corea del Sud e
Hong Kong .
Contrariamente alle aspettative di flussi verso i titoli di Stato
considerati rifugio sicuro, i rendimenti dei Treasury USA sono saliti
lievemente a fine settimana, con il decennale che ha toccato il
4,42 % (+6,5 punti base). Secondo gli analisti, questo
comportamento riflette una combinazione di sfiducia sulle
dinamiche fiscali statunitensi, incertezza sulla
traiettoria del conflitto sul lungo termine e l’avvicinarsi
della riunione Fed di giugno .
Sul fronte dei commodities, si è assistito a una corsa del
petrolio: il WTI ha superato i 73 $/barile (+7‑14 %
settimanale), con il Brent intorno a 74 $ . Questa escalation è
guidata dal rischio di interruzioni nell’export mediorientale,
soprattutto nello Stretto di Hormuz .
Gli investitori si sono rifugiati anche in oro, che ha raggiunto
livelli record attorno a 3.431‑3.500 $/oncia, anche perché
gli acquisti su Treasury sono stati limitati . Il
dollaro, sebbene inizialmente consolidato come safe haven, ha perso
terreno nella seconda parte della settimana a causa di fattori
fiscali interni USA.
Mai come oggi bisogna rimanere cauti: se l’escalation dovesse
allargarsi e coinvolgere alleanze o bloccare lo Stretto di Hormuz, i
prezzi energetici e l’inflazione ne risentirebbero
significativamente, costringendo la Fed (ma anche la BCE) a rivedere
la propria strategia .
L’ultima settimana ha confermato che i mercati finanziari
sono sensibili a episodi geopolitici, anche quando di breve
durata. La robusta risposta iniziale del petrolio e dell’oro, unita
alla debolezza dei bond governativi, segnalano una spaccatura nelle
logiche tradizionali di safe‑haven. Gli investitori ora saranno
all’erta per la direzione della Fed e gli sviluppi sul terreno
mediorientale.
Capite come in una situazione del genere sono andato a pescare tra
i certificati per struttura più “resilienti” sul mercato: Fixed
Cash Collect Airbag Step-Down.
Prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Soprattutto condividete gli articoli sui vostri social!
Questa settimana ho deciso di presentare il certificato in maniera
un po’ diversa dal solito, spero vi piaccia.
Per ragioni di tempo il post di questa settimana sarà in formato più ridotto.
Colgo subito l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso la
settimana in calo, influenzati dalla volatilità dei titoli di Stato
e dalle rinnovate tensioni commerciali. L’S&P 500 e il Dow
Jones sono tornati in territorio negativo da inizio anno, mentre il
Nasdaq ha contenuto le perdite (-2,47%). La debolezza è stata
accentuata da un’asta deludente di titoli del Tesoro a 20 anni, che
ha fatto salire i rendimenti, raggiungendo il livello più alto dal
2023 per i titoli trentennali. Le preoccupazioni sono aumentate dopo
il downgrade del debito sovrano USA da parte di Moody’s e
l’approvazione di una legge fiscale del presidente Trump, vista
come potenzialmente espansiva per il debito pubblico.
I mercati sono scesi ulteriormente dopo che Trump ha annunciato
nuove tariffe del 50% sulle importazioni dall’UE, a partire dal 1°
giugno, e ha minacciato tariffe del 25% sugli iPhone se Apple non
trasferirà la produzione negli USA.
Nel frattempo, l’attività economica statunitense è migliorata
a maggio. L’indice PMI dei servizi è salito da 50,8 a 52,3, mentre
quello manifatturiero è cresciuto a 52,3, segnando una ripresa
rispetto ad aprile. Tuttavia, i prezzi sono aumentati al ritmo più
alto da agosto 2022, legati in gran parte ai dazi.
Nel settore immobiliare, le vendite di case esistenti sono scese
ai minimi da aprile 2009, mentre le vendite di nuove case sono salite
inaspettatamente a 743.000 unità. I tassi ipotecari a 30 anni hanno
toccato i livelli più alti da metà febbraio.
In Europa, l’indice STOXX Europe 600 ha perso lo 0,75% dopo
l’annuncio delle tariffe USA. Gli indici principali di Germania,
Francia e Italia sono scesi, mentre il FTSE 100 del Regno Unito ha
guadagnato. Il PMI dell’Eurozona è sceso sotto 50, indicando
contrazione. La Commissione Europea ha rivisto al ribasso la crescita
del 2025 allo 0,9%.
Io in questo contesto continuo a mantenermi molto liquido, vendo
dollari in tutte le suo forme (ETF in USD, azioni e obbligazioni),
compro oro con hedge in euro e prodotti che mi garantiscano un
importante flusso di cassa a fronte di una buona protezione.
Il certificato di questa settimana si inquadra proprio in questo
contesto.
La settimana appena trascorsa è facilmente sinteticabile nei due
grafici sotto riportati che illustrano l’andamento dell’indice FTSE
MIB su scala giornaliera e settimanale:
Questo primo grafico
giornaliero ci indica come la giornata di giovedì abbia iniziato a
dare un primo segnale ribassista, per poi effettuare una candela
inside che ben rispecchia l’incertezza del momento. Da notare Come
l’oscillatore stocastico sia in zona di ipercomprato e che abbia
cominciato ad incrociare ben sopra area 80.
Il grafico
settimanale ci illustra una situazione complementare, nel senso che
completa la visione parziale del grafico giornaliero. Infatti anche
qui troviamo un oscillatore stocastico in ampia zona di ipercomprato
che ha appena accennato un incrocio. Inoltre l’ultima candela
assomiglia molto ad una shooting Star, anche se tecnicamente forse
sarebbe meglio parlare di una Doji con la chiusura inferiore alla
apertura.
Solitamente tutti
questi indicatori messi insieme fanno presagire una inversione di
trend, per lo meno nel breve periodo. Ad oggi, seppur di poco la
decisione di sospendere il portafoglio Italia in attesa di prezzi più
vantaggiosi si è rivelata azzeccata, vediamo se i pattern
d’inversione avranno conferma anche nei pressi delle prossime sedute.
In questa situazione
l’indice che invece ha performato meglio è stato il Nasdaq ulteriore
conferma che aver puntato su certificati sui tecnologici nelle ultime
settimane si è rivelata una buona strategia.
Oggi invece cambiamo
sia settore sia tipologia di certificato andando a Puntale ad una
banca con un top bonus invece che con un cash collect.