In una settimana frenetica come quella appena trascorsa, il tempo per l’analisi profonda di nuove strategie è venuto a mancare. Tuttavia, nel trading e nell’investimento, non operare è a tutti gli effetti una scelta operativa. In questa fase di mercato, rimanere liquidi non è un segno di indecisione, ma un’ottima alternativa strategica che permette di attendere il setup perfetto senza subire la volatilità erratica.
I risultati delle ultime settimane confermano che la qualità dell’analisi conta più della quantità delle operazioni. La strategia sul VIX, condivisa lo scorso 10 gennaio, si è rivelata un grande successo: l’ingresso sul certificato Mini Long a 0,319€ e l’uscita a 0,552€ hanno generato un rendimento del +73%. Un risultato eccezionale che premia la lettura corretta sulla fine dell’eccessivo ottimismo dei mercati. Se tornasse sui livelli dell’articolo, riaprirei una posizione analoga.
Allo stesso modo, la strategia su Stellantis, dopo il crollo della stessa, impostata a fine dicembre può considerarsi conclusa in anticipo. Con il certificato che quota vicino a 114, non appena lo spread denaro-lettera tornerà su livelli standard, chiuderò la posizione. Portare a casa il profitto ora, nonostante l’orizzonte iniziale di sei mesi, permette di capitalizzare il movimento velocemente e liberare risorse.
In attesa di nuovi spunti operativi, la parola d’ordine resta prudenza e gestione della liquidità.
La prima domanda che mi viene da fare è: ma l’avete seguita la
strategia del mese scorso “Guadagnare fino allo 85% sull’indice
della paura!” e sulla percentuale diciamo che mi ero tenuto basso…
se ho pensato ad un prodotto che andava fuori dello “standard” di
questo sito un motivo c’era! Ma andiamo con ordine.
Mercati finanziari: tensione
e volatilità in USA ed Europa
Panoramica
settimanale
La settimana terminata l’11 ottobre 2025
ha visto un netto ritorno dell’incertezza sui mercati azionari
globali. Le tensioni commerciali tra USA e Cina hanno dominato il
sentiment: è stata registrata anche una corsa all’oro sui massimi
storici, segnale di forte avversione al rischio. Anche Wall Street ha
chiuso in forte ribasso, con l’S&P 500 che ha registrato il
maggior calo giornaliero dal 10 aprile. Nel complesso, sui mercati ha
pesato un mix di dati macro incerti (dal lavoro USA alle decisioni
delle banche centrali) e di rinnovata avversione al rischio.
Venerdì 10 ottobre: picco di volatilità
La seduta di venerdì 10 ottobre è stata
particolarmente negativa e volatile. La variazione giornaliera degli
indici principali è stata la seguente:
– S&P 500:
–2,71 %.
– Nasdaq Composite: –3,56 %.
– Euro
Stoxx 50: –1,75 %.
– Indice VIX (volatilità):
+31,83 % (quotazione a 21,66).
In pratica, venerdì gli indici americani hanno subito cadute
consistenti: l’S&P 500 ha registrato la sua peggior seduta
dal 10 aprile, mentre il Nasdaq ha perso oltre il 3,5 %.
Contestualmente, il CBOE Volatility Index (VIX) ha chiuso ai massimi
da giugno 2025, riflettendo un’ondata di panico sui mercati. Anche
le borse europee hanno risentito di queste tensioni, in linea con il
calo segnalato per Piazza Affari e gli altri listini continentali.
Eccola qui la candela che ha segnalato l’esplosione della
volatilità:
Conferma profetica dell’articolo su VIX
Questi movimenti confermano appieno le previsioni pubblicate su questo sito. Nell’articolo del 7 settembre 2025 intitolato “Guadagnare fino all’85% sull’indice della paura” si sottolineava come fattori quali un rallentamento del mercato del lavoro USA, attese di tagli dei tassi Fed e contenziosi sui dazi potessero creare “terreno fertile per un aumento della volatilità” L’analisi proponeva anche una strategia basata su un certificato Turbo Long sul future del VIX con leva ~4×, calcolando che un rialzo del VIX intorno al 20% avrebbe potuto generare un potenziale +85% sul capitale investito. Alla luce della brusca impennata del VIX e del contemporaneo sell-off azionario, quelle indicazioni si sono rivelate profetiche: chi avesse seguito il suggerimento avrebbe potuto conseguire rendimenti straordinari sfruttando l’impennata del cosiddetto “indice della paura”, considerando un +31% siamo ben oltre il 100%. Raddoppiare il capitale investito in un mese è sempre una piccola soddisfazione.
Ora bisogna specificare un altro aspetto, in finanza non c’è
nulla di certo, fatta eccezione di una cosa: quando il VIX supera i
20 punti prima o poi torna sotto. Quindi qui si comincia a
prospettare un mezzo rigore a porta vuota, ossia andare short sul
VIX, ma sarà fondamentale trovare un prodotto che abbia una barriera
alta, sopra i 35 almeno, in modo tale da non vedersi buttati fuori
dal mercato prima che la volatilità si riassorba.
L’aumento della
volatilità ha anche l’effetto di far abbassare i prezzi dei
certificati creando così delle buone occasioni se ben valutate.
Questo perché, a parità di prezzo del sottostante, quando la
volatilità si riassorbe, il prezzo del certificato si apprezza
comunque, creando così quella asimmetria che a me piace tanto.
Il meccanismo
diventa ancora più accentuato nel tempo se nel certificato è
presente l’opzione step-down.
Ma prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Andamento di Ferrari e opportunità sul certificato step-down
Rieccoci qua dopo una lunga pausa estiva e ricominciamo con la nostra
consueta analisi dei mercati. Vi anticipo subito che ho deciso da ora
in poi di alternare i classici certificati a cedola periodica con
strategie più tattiche, che potremmo definire da trading “morbidi
e fuggi”. Queste queste strategie certificati a leva variabile
con una barriera knockout sotto la quale, o sopra la quale se il
prodotto è di tipo short, il valore del certificato si annulla,
perciò fate attenzione alla vostra allocazione del capitale!
Ma iniziamo prima
con un’analisi generale.
Negli ultimi giorni
emerge con chiarezza un quadro macroeconomico e geopolitico di
crescente complessità, che sta plasmando i mercati finanziari. Sul
fronte macro, i dati del mercato del lavoro statunitense mostrano un
rallentamento evidente: le buste paga non agricole e le revisioni
recenti indicano un indebolimento che ha convinto i mercati a
scontare con decisione un taglio dei tassi da parte della Fed già
nel prossimo meeting. Questo spostamento delle aspettative ha avuto
effetti immediati sui rendimenti: i Treasury a 2 anni si sono portati
ai minimi recenti, mentre anche la parte lunga della curva mostra
segnali di discesa; al contempo permane il dibattito su possibili
ripercussioni inflazionistiche e sul comportamento dei tassi a lunga
in caso di politiche fiscali o monetarie non convenzionali. Io è da
molto tempo che mi aspetto un abbassamento della curva, finora il
mercato non è andato in quella direzione, ma ora sembra che le cose
stiano cambiando.
La reazione dei
mercati è duplice: da un lato si osserva un forte interesse per
asset rifugio come l’oro, che ha raggiunto nuovi massimi storici,
sintomo di attese di “debasement” valutario e di tassi reali più
bassi; dall’altro vi è attenzione alle possibili tensioni fiscali
e geopolitiche che potrebbero riaccendere volatilità e margini di
incertezza sui mercati obbligazionari. Gli scenari di politica —
incluse misure protezionistiche e contenziosi commerciali —
aggiungono un ulteriore elemento di rischio per i flussi di capitale
e per le aspettative sui rendimenti reali.
Sul piano
geopolitico e strutturale, il confronto USA-Cina è descritto come
una partita tra “costruzione” e “litigio”: la Cina, con una
classe dirigente formata in larga parte da ingegneri, ha puntato su
capacità di realizzazione infrastrutturale e tecnologica su larga
scala; gli Stati Uniti, con una cultura istituzionale più legata
alla litigiosità e alla tutela legale, si stanno però mobilitando
per recuperare capacità produttive strategiche (chip, data center,
cantieri militari). Questo riassetto produttivo e le politiche
industriali di risposta possono generare sia opportunità sia shock
di breve termine, con impatti distinti su valuta, rendimenti e asset
risk-on/risk-off.
Nel complesso, la
combinazione di Fed orientata al taglio dei tassi, rischio
politico-fiscale e rivalità geopolitica crea uno scenario in cui
conviene monitorare la liquidità, privilegiare profili di duration
breve nel reddito fisso e mantenere esposizioni difensive (oro,
coperture di volatilità) come protezione contro shock imprevisti.
È proprio da qui
che parte la strategia di questa settimana.
Ma prima di iniziare vi ricordo che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:
Ci eravamo lasciati a fine anno con un mercato ben intonato seppure i
contesti macroeconomici fossero alquanto in certi. Con l’anno nuovo
mi verrebbe di affermare che le cose non sono poi cambiate tanto: è
vero gli indici azionari globali hanno in qualche seduta dato qualche
segnale di debolezza ma tutto sommato il Trend positivo non sembra
ancora essere intaccato. D’altro canto il contesto macroeconomico
economico e geopolitico si è addirittura leggermente aggravato,
poiché, gli attacchi in Mar Rosso, sotto il mero con testo
economico, potrebbero contribuire a tenere alta l’inflazione
rimandando così ulteriormente la abbassamento dei tassi di interesse
da parte delle banche centrali.
In questo periodo di vacanze la mia
operatività è stata sostanzialmente nulla. Nella giornata di
giovedì ho invece effettuato la mia prima operazione dell’anno 2024
e mi piaceva condividerla con voi in questo post. Non tratterò però
un certificato come di solito faccio, bensì direttamente un’azione e
per di più americana. L’azione in questione non ha sicuramente
bisogno di presentazioni visto che si tratta di PepsiCo.
Da tempo stavo monitorando il titolo
PepsiCo per poterlo inserire nel mio portafoglio di lungo termine. In
questo portafoglio tendo a mettere quei titoli che sono frutto di una
analisi ispiratami da Benjamin Grahaam, in particolare dal suo
famosissimo libro ” l’investitore intelligente”.
Aggiornamento flash. Questa mattina ho aperto una posizione short sul
FTSE-MIB tramite un certificate Turbo Open End Put. Da questi livelli
ritengo che ci siano pochi spazi di ulteriore rialzo e soprattutto si
sta ancora sottovalutando l’impatto della pandemia che non potrà
che aggravarsi nelle prossime settimane. Le caratteristiche del
prodotto sono:
ISIN: DE000HV4CJ58
Sottostante: FTSE-MIB
Strike: 23121,033875
Barriera: 23121,033875
Io sono entrato a 19710 punti di FTSE-MIB acquistandolo a 3,5€.
Obbiettivo 19500 come primo livello ma potrei anche provare ad
arrivare a 18900.
Non ho mai trattato questo tipo di prodotto nel blog, quindi se non
lo conoscete vi consiglio di non fare nulla! Si tratta di un prodotto
a leva variabile (io l’ho preso con 5,65 di leva) e barriera
knock-out, ossia se tocca la barriera perdete TUTTO il capitale.
Forse nel prossimo post troverò il tempo di approfondire l’argomento
in modo tale da aggiungere un ulteriore tassello al nostro bagaglio
culturale – finanziario. Nel frattempo mi è sembrato utile
rendervi partecipi di questa operazione.
Questo post toccherà vari aspetti vista la gran confusione che regna sotto il cielo. Partiamo dal nostro Portafoglio Italia: la “resilienza” del Portafoglio Italia si è nuovamente manifestata mettendo a segno una performance positiva di +0,54% contro una negativa del FTSE-MIB di -0,38%. Il trend prosegue bene come potete notare Continua a leggere…
Settimana non positiva per l’indice FTSE MIB che torna a quota 22289 punti facendo segnare un -2,49%. Il nostro Portafoglio Italia fa leggermente meglio con un -2,46%. Maggiore rimane la distanza se si considera l’inizio del Portafoglio, infatti a fronte di un -4,87% del FTSE MIB il nostro Portafoglio Italia 2018 dimezza le perdite con un -2,15%.
Per rendere più evidente il paragone tra l’indice ed il Portafoglio Italia 2018, nelle serie settimanali scaricabili qui, abbiamo evidenziato in verde le settimane in cui è stato battuto l’indice ed in rosso il contrario. A voi valutare le performance.
Il portafoglio è scaricabile qui, mentre il contributo dei singoli titoli lo trovate qui.
Ricordiamo infine che il Portafoglio Italia è scaricabile qui e che per coloro che vogliano rimanere tempestivamente aggiornati consigliamo di iscriversi alla mailing list qui a destra.
Settimana di sostanziale consolidamento da parte sia del FTSE MIB che del nostro Portafoglio Italia 2018 con un +0,49% contro un -0,15%. Riportando i risultati dall’inizio del rilascio, il nostro Portafoglio Italia sta battendo l’indice FTSE MIB con un +0,32% contro un pesante -2,44%.
Potete trovare le serie settimanali qui ed il dettaglio dell’apporto di ogni titolo al portafoglio qui.
In questa settimana di lateralità ci sono due notizie degne di nota:
1 – Snam ha chiuso il 2017 con un utile di 940 milioni, +11,2% rispetto al 2016. A fronte di ciò il dividendo è stato portato a 0,2155€ per azione. Per informazioni dettagliati vi rimandiamo a questa notizia.
2 – A seguito dell’incontro dell’AD di ENI con gli investitori il titolo è balzato del +2,1%. Anche in questo caso è stato annunciato un aumento del dividendo da 0,8€ a 0,83€ per azione. Cosa forse anche più importante è stato ipotizzato un buy back utilizzando la cassa in eccesso. Qui trovate maggiori informazioni.
Ricordiamo infine che il Portafoglio Italia è scaricabile qui e che per coloro che vogliano rimanere tempestivamente aggiornati consigliamo di iscriversi alla mailing list qui a destra.
In attesa dei risultati delle elezioni di questa notte, proponiamo una strategia estremamente semplice e conservativa per chi volesse passare indenne i prossimi mesi senza rinunciare ad un po’ di guadagno.
Partiamo dall’analizzare brevemente la situazione tecnica del FTSE MIB.
Come avrete notato l’indice si è fermato nella giornata di venerdì attorno Continua a leggere…
A distanza di 6 settimane dalla pubblicazione del nostro Portafoglio Italia 2018 ci sembra opportuno fare un primo bilancio di come si stia comportando in relazione al suo indice di riferimento FTSE MIB. Tale analisi risulta anche più significativa visto il recente periodo di turbolenza dei mercati azionari. Infatti, a nostro avviso, la bontà di un portafoglio è data dalla capacità di assorbire le perdite piuttosto che salire quando tutto sale indiscriminatamente.