Aggiornamento Portafoglio Italia 2018: altro storno

Settimana non positiva per l’indice FTSE MIB che torna a quota 22289 punti facendo segnare un -2,49%. Il nostro Portafoglio Italia fa leggermente meglio con un -2,46%. Maggiore rimane la distanza se si considera l’inizio del Portafoglio, infatti a fronte di un -4,87% del FTSE MIB il nostro Portafoglio Italia 2018 dimezza le perdite con un -2,15%.

Per rendere più evidente il paragone tra l’indice ed il Portafoglio Italia 2018, nelle serie settimanali scaricabili qui, abbiamo evidenziato in verde le settimane in cui è stato battuto l’indice ed in rosso il contrario. A voi valutare le performance.

Il portafoglio è scaricabile qui, mentre il contributo dei singoli titoli lo trovate qui.

Ricordiamo infine che il Portafoglio Italia è scaricabile qui e che per coloro che vogliano rimanere tempestivamente aggiornati consigliamo di iscriversi alla mailing list qui a destra.

Aggiornamento Portafoglio Italia: due buone notizie

Settimana di sostanziale consolidamento da parte sia del FTSE MIB che del nostro Portafoglio Italia 2018 con un +0,49% contro un -0,15%. Riportando i risultati dall’inizio del rilascio, il nostro Portafoglio Italia sta battendo l’indice FTSE MIB con un +0,32% contro un pesante -2,44%.
Potete trovare le serie settimanali qui ed il dettaglio dell’apporto di ogni titolo al portafoglio qui.
In questa settimana di lateralità ci sono due notizie degne di nota:

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Due investimenti a prova di elezioni

In attesa dei risultati delle elezioni di questa notte, proponiamo una strategia estremamente semplice e conservativa per chi volesse passare indenne i prossimi mesi senza rinunciare ad un po’ di guadagno.

Partiamo dall’analizzare brevemente la situazione tecnica del FTSE MIB.

Come avrete notato l’indice si è fermato nella giornata di venerdì attorno  Continua a leggere…

Portafoglio Italia 2018: per i cassettisti deboli di cuore

A distanza di 6 settimane dalla pubblicazione del nostro Portafoglio Italia 2018 ci sembra opportuno fare un primo bilancio di come si stia comportando in relazione al suo indice di riferimento FTSE MIB. Tale analisi risulta anche più significativa visto il recente periodo di turbolenza dei mercati azionari. Infatti, a nostro avviso, la bontà di un portafoglio è data dalla capacità di assorbire le perdite piuttosto che salire quando tutto sale indiscriminatamente.

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Volatilità ed ENI: fino al 24% annuo di profitti

Nel precedente post abbiamo rivolto l’attenzione su una che caratteristica dei mercati di cui ci eravamo scordati l’esistenza: la volatilità.

Nelle ultime settimane si è invece manifestata in tutta la sua forza. Ad esempio l’indicatore VIX (che misura la volatilità di un indice) del S&P 500 ha fatto un balzo da circa 12 a più di 50! la forza di tale movimento è apprezzabile dal grafico sotto riportato.

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Aggiornamento Portafoglio Italia: calma e sangue freddo sono sempre ottimi consiglieri

La settima appena conclusa è stata una delle peggiori degli ultimi anni per il FTSE MIB che ha fatto segnare un -4,46%. Il ribasso (per chi ci segue da un po’ lo sa) non ci coglie sorpresi, infatti già da qualche settimana predicavamo l’insostenibilità dei tassi di crescita dei mercati azionari di inizio anno. Va anche detto che una così forte rapidità nella discesa era comunque poco prevedibile.

Ciò che stiamo notando è un mutamento della natura dei mercati azionari che stanno riscoprendo un’alta volatilità, che invece è stata completamente compressa negli ultimi anni. Torneremo su questo aspetto, con diverse strategie, in diversi prossimi post.

Per quanto riguarda il FTSE MIB invece, Continua a leggere…

Telecom Italia: un investimento a doppia cifra

Nel precedente post (e non solo) abbiamo già analizzato la situazione dei mercati azionari ed il loro stato di iper-comprato nel breve termine. Solo la settimana appena trascorsa ha iniziato a riportare gli indici verso livelli più accettabili.

Ormai saprete che quando la volatilità aumenta è sempre saggio (perlomeno nel breve-medio termine) evitare di investire direttamente in azioni, dove i punti d’ingresso e d’uscita divengono sempre più difficili da individuare, ma guardare ai certificati che ci garantiscono sia date certe di scadenza del nostro investimento che range di prezzi ampi entro i quali il nostro investimento risulta comunque profittevole. Non serve quindi azzeccare “il prezzo giusto” ma basta che un certo titolo non scenda sotto un certo prezzo definito barriera.

In particolare oggi analizzeremo due tipi di certificati:

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Mercati azionari: Tanto tuonò che piovve!

È proprio il caso di dirlo: tanto tuonò che piovve! Per chi ha iniziato a seguire il nostro Portafoglio Italia, un portafoglio di 10 titoli ad alto dividendo e sottovalutati, sa che da inizio anno sosteniamo che i ritmi di crescita degli indici azionari non erano proseguibili e così è stato. Siccome la crescita è stata molto spinta, la discesa è stata, come quasi sempre accade, ancor più repentina.

Il FTSE MIB ha fatto un bel -2,75% in una sola settimana, portando il livello dell’indice a -0,97% dal 12/01/2018, data in cui abbiamo rilasciato il nostro portafoglio. Il portafoglio Italia si è, anche questa settima, comportato meglio dell’indice di riferimento con -2,58% settimanale e soprattutto con una performance dall’inizio ancora positiva con un +0,41% (le serie storiche sono scaricabili qui).

Una delle principali ragioni del ribasso generalizzato degli indici azionari di tutto il mondo, oltre che la ragione tecnica di iper-comprato, è l’aumento del rendimento del T-Bond a 10 anni che ormai inizia a pagare cedole superiori ai dividendi di molte azioni. Se così è, allora il nostro portafoglio che garantisce dividendi superiori alla media e minore volatilità dovrebbe continuare a fare meglio del proprio benchmark.

Infine date un’occhiata al precedente post “UBI Banca: una posizione contrarian dal 17% in quattro mesi e mezzo” e constatate voi stessi la bontà della nostra strategia e la sua profittabilità.

Così come abbiamo predicato prudenza nelle settimane scorse, allo stesso modo evitate il panico in questa fase di ribasso visto che era del tutto prevedibile e fisiologico.

Nel prossimo post presenteremo un’altra strategia di medio termine (4/5 mesi) che tenta di neutralizzare eventuali ulteriori ribassi nelle prossime settimane.

UBI Banca: una posizione contrarian dal 17% in quattro mesi e mezzo

Ieri abbiamo fornito un aggiornamento sui risultati superiori alle attese di un titolo presente nel Portafoglio Italia 2018 di Investment Engineering. Con l’occasione abbiamo anche aggiornato sia l’andamento del FTSE MIB (+0,48%) che del Portafoglio Italia 2018 (+1,16%) della settimana appena trascorsa. Le serie storiche di entrambi sono scaricabili qui.

Siamo molto felici sia che l’indice italiano mostri questa forza sia che il Portafoglio Italia 2018 finora abbia fatto meglio dell’indice stesso.

Allo stesso tempo non possiamo fare a meno di constatare che l’apprezzamento dell’indice è avvenuto in un tempo troppo breve e che quindi ci aspettiamo un imminente storno o fase laterale. Ciò non significa per altro che l’impostazione rialzista di fondo debba essere compromessa. Diciamo che ci aspettiamo più una pausa dal rialzo ininterrotto di inizio anno.

È questa l’ottica con cui proponiamo la seguente strategia.

La settimana scorsa, nel post su Azimut, abbiamo visto come funziona un Bonus Cap. Oggi utilizzeremo invece esattamente il suo contrario: il Reversed Bonus Cap.

In realtà, per coloro che ci seguono da un po’, questo tipo di certificato non è nuovo: ad esempio in Come ti strangolo la banca, abbiamo proposto una strategia che prevedeva l’acquisto di un Bonus Cap od un Cash Collect assieme ad un Reversed Bonus Cap. Tra l’altro ricordiamo che la strategia su Banco BPM è andata a buon fine e quella su BPER è ancora in essere e sta dando ottimi risultati.

Ma cos’è in sostanza un Reversed Bonus Cap? Si può spiegare in poche parole: esattamente come nel caso del Bonus Cap si ha diritto ad un bonus se alla data di scadenza di certificato il titolo non è MAI andato sotto un certo prezzo detto barriera, nel Reversed Bonus Cap avviene il contrario: si ha diritto al bonus se il titolo non è mai andato sopra un certo prezzo detto barriera. Continua a leggere…

Azimut: strategia per un altro 7% in cinque mesi malgrado i recenti rialzi

Terza settimana consecutiva di rialzo per l’indice italiano FTSE MIB che ha fatto segnare un +1,36%. Il nostro Portafoglio Italia 2018 (che potete scaricare qui) ha sovrapperformato l’indice con un +1,89%.

Benché siamo sicuramente soddisfatti delle performance fin qui ottenute, dobbiamo nuovamente ribadire che questi ritmi di crescita sono, nel breve, non sostenibili e che un ritracciamento verso prezzi più bassi sia sempre più imminente. Probabilmente lo shutdown in USA potrebbe essere un’ottima scusa per i gestori di realizzare i profitti di inizio anno.

Il post di questa settimana ha proprio lo scopo di proporre una strategia da utilizzare quando i mercati hanno già corso molto e un investitore si trova di fronte ad un dilemma amletico: entrare ora con il rischio di un’immediata discesa od aspettare con il rischio di perdere il treno per un ulteriore rialzo? (Insomma una riedizione di “essere o non essere?”).

Per rispondere a questa domanda prendiamo proprio un titolo presente nel nostro Portafoglio Italia 2018: Azimut. Continua a leggere…