Guadagnare il 12% l’anno con una protezione del -70%

Nella settimana chiusa il 3 luglio i listini azionari USA hanno chiuso in moderato rialzo: l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato circa l’1-1,2%. L’EuroStoxx 50 ha segnato un lieve calo (-0,3%), mentre l’MSCI Emerging Markets ha guadagnato circa lo 0,7%. Il petrolio è rimasto sostanzialmente stabile, e l’oro ha superato quota 3.300 $/oncia (+0,1% settimanale). Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito verso il 4,33% (circa +12 centesimi di punto), mentre il Bund tedesco decennale è sceso verso il 2,57% (–3 bp). Il Dollar Index ha chiuso attorno a 96,8 punti (praticamente invariato).

Indice Chiusura Variazione settimanale
S&P 500 6.279,35 +1,2%
Nasdaq Composite 20.601,10 +1,1%
EuroStoxx 50 5.288,81 –0,3%
MSCI Emerging Markets 1.231,63 +0,7%
Treasury 10Y (yield) 4,33% +0,12 % (salita)
Bund 10Y (yield) 2,57% –0,03 % (discesa)
Gold (USD/oncia) 3.346,50 +0,1%
Dollar Index 96,82 0,0%

La chiusura positiva di Wall Street è avvenuta nonostante dati macro contrastanti. Venerdì l’ISM servizi USA è sceso a 49,7 (in territorio di contrazione) dopo aspettative più alte, evidenziando un rallentamento della fiducia delle imprese. Al tempo stesso l’ISM manifatturiero è salito a 49,0 (contro 48,5 atteso). Il mercato del lavoro mostra ancora segnali di solidità (JOLTS a 7,77 mln a giugno, ben oltre le previsioni). A Sintra il presidente Powell ha ribadito che l’economia US resta solida e invita la Fed alla pazienza: per ora la Fed mantiene una politica moderatamente restrittiva, monitorando la situazione prima di cambiare i tassi.

Sul versante politico-economico, l’attenzione si è concentrata sul “Big Beautiful Bill” voluto da Trump – un pacchetto fiscale da oltre 3.400 miliardi $ di tagli alle tasse e spending cuts – approvato alla Camera e ora in Senato. Questo piano introduce un grande stimolo fiscale (con aumento del tetto del debito di 5.000 miliardi) e potrà influenzare inflazione e dinamica dei tassi, ma ce ne occuperemo tra poco. Nei giorni precedenti i mercati hanno reagito con cautela alle notizie: l’oro ha raggiunto nuovi massimi (oltre 3.350 $) spinto dall’incertezza fiscale e dalle tensioni commerciali, mentre il dollaro ha recuperato parte del suo calo dopo l’avanzamento del Bill. In Europa gli indici hanno corretto (-1% il DAX, –0,6% il FTSE MIB) in una settimana di incertezza sulle trattative commerciali con gli USA.

“Big Beautiful Bill”: rischi inflazione, obbligazionario e tail risk

Lo stratega Scott Bessent, oggi segretario al Tesoro USA e una delle poche figure razionali dell’amministrazione Trump , aveva un anno fa proposto il piano “3-3-3” (crescita reale al 3%, produzione petrolifera +3 mb/giorno, deficit al 3% del PIL). Invece oggi solo il prezzo del petrolio è sensibilmente diminuito (circa 6 $ sotto i valori di gennaio) grazie a fattori geopolitici. Sulla crescita la prima metà 2025 è intorno all’1% annuo (ben al di sotto del 3%), e il deficit federale è previsto salire verso l’8% del PIL nel 2026. Sulla sua news letter Fugnoli osserva che Bessent ha quindi rinunciato alla componente fiscale del 3-3-3, puntando ora sulla “crescita a tappe forzate” finanziata dal disavanzo e dalla probabile politica monetaria più accomodante della Fed.

In pratica il piano originale è stato sostituito da misure espansive ancora più forti: alcuni ironizzano sul nuovo obiettivo “8-8-8” (deficit 8%, inflazione 8%, crescita nominale 8%). Secondo Fugnoli i mercati stanno assorbendo bene il nuovo orientamento: vedono il deficit come “generosamente espansivo, ma non così eccessivo da generare serie preoccupazioni” sull’inflazione o sulla domanda di titoli di Stato. Si pensa infatti che qualsiasi rallentamento economico sarà prontamente compensato da una Fed destinata a interrompere la sua fase restrittiva e addirittura tagliare i tassi nel 2026. Lo scenario che ne emerge è quello di un “mini-2021” nel 2026: politiche fiscali e monetarie ben allineate in senso espansivo, con le banche domestiche USA (grazie a nuove regole di leva) pronte ad assorbire gran parte dei Treasuries emessi. Anche in Europa alcune banche centrali (es. Cina, Giappone) mostrano orientamenti espansivi analoghi, rafforzando l’idea di una fase globale di sostegno congiunto.

Questa stessa lettura, benché ottimista e non tiene conto di quanto sia cambiata la posizione del dollaro negli ultimi anni, non esclude tuttavia rischi al rialzo per inflazione e volatilità obbligazionaria. Si stima che il nuovo pacchetto fiscale finale costerà circa lo 0,4% del PIL, ma spingerà comunque il deficit USA oltre il 6-8% del PIL nei prossimi anni. Naturalmente un tale deterioramento fiscale aumenta la volatilità dei mercati obbligazionari. In uno scenario estremo di tail risk, se la Fed non riuscisse a domare un’impennata dei rendimenti, la monetizzazione del debito americano potrebbe portare a un balzo dell’inflazione e a un forte deprezzamento del dollaro. In sintesi, il “Big Beautiful Bill” stimola la crescita potenziale ma innalza i rischi inflazionistici: sarà cruciale l’equilibrio fra stimolo fiscale e controllo dei prezzi. Gli investitori si attendono perciò che la Fed mantenga l’attuale restrizione solo finché serve, per poi concedere spazio a orientamenti più accomodanti in caso di rallentamento economico.

In questo quadro complesso, i mercati azionari restano sostenuti dalle prospettive di crescita e da banche centrali pazienti, ma scontano gradualmente i timori su inflazione e politiche fiscali USA. La settimana passata ha visto oscillazioni moderate: il rialzo degli indici US riflette la fiducia su una Fed più tollerante verso la spinta fiscale, mentre i future sui bond riflettono il possibile aumento dell’offerta debitoria. Le tensioni sul fronte commerciale e le politiche daziarie (ad esempio sui metalli) alimentano pressioni inflazionistiche settoriali, come evidenziato dalla nuova ascesa dell’oro oltre i 3.300$.

Il prodotto che andrò a presentare di seguito presenta proprio un profilo di resilienza molto profondo per i motivi sopra enunciati.

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Questo certificato è emesso Barclays Bank PLC è un Phoenix Memory Step-Down su un basket worst-of di quattro azioni bancarie (BPER Banca, Banca MPS, Banco BPM e Commerzbank) .

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Il certificato che resiste anche a -70% con cedole fisse e airbag

La settimana è stata dominata dall’escalation militare tra Israele e Iran. Giovedì sera, Israele ha lanciato una serie di raid contro siti nucleari e militari in Iran (Operazione “Rising Lion”), provocando la reazione iraniana con missili balistici e droni lanciati verso Tel Aviv e Gerusalemme. Questo intensificarsi delle tensioni ha nuovamente aperto il dibattito sul rischio di un conflitto regionale più ampio, con timori forti sul controllo del traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz .

Wall Street ha chiuso in calo netto venerdì: Dow -1,8 %, S&P500 -1,1 %, Nasdaq -1,3 % . Il Dow ha perso circa 770 punti, mentre il Nasdaq e l’indice S&P si sono ritirati da un piccolo guadagno settimanale . Le vendite hanno colpito in particolare settori sensibili al petrolio e ai viaggi (compagnie aeree, crociere), mentre difesa ed energia hanno beneficiato del clima bellico In Europa e Asia si sono registrate perdite comparabili: in Germania e Francia ogni indice ha perso circa l’1 %, così come le borse asiatiche in Giappone, Corea del Sud e Hong Kong .

Contrariamente alle aspettative di flussi verso i titoli di Stato considerati rifugio sicuro, i rendimenti dei Treasury USA sono saliti lievemente a fine settimana, con il decennale che ha toccato il 4,42 % (+6,5 punti base). Secondo gli analisti, questo comportamento riflette una combinazione di sfiducia sulle dinamiche fiscali statunitensi, incertezza sulla traiettoria del conflitto sul lungo termine e l’avvicinarsi della riunione Fed di giugno .

Sul fronte dei commodities, si è assistito a una corsa del petrolio: il WTI ha superato i 73 $/barile (+7‑14 % settimanale), con il Brent intorno a 74 $ . Questa escalation è guidata dal rischio di interruzioni nell’export mediorientale, soprattutto nello Stretto di Hormuz .

Gli investitori si sono rifugiati anche in oro, che ha raggiunto livelli record attorno a 3.431‑3.500 $/oncia, anche perché gli acquisti su Treasury sono stati limitati . Il dollaro, sebbene inizialmente consolidato come safe haven, ha perso terreno nella seconda parte della settimana a causa di fattori fiscali interni USA.

Mai come oggi bisogna rimanere cauti: se l’escalation dovesse allargarsi e coinvolgere alleanze o bloccare lo Stretto di Hormuz, i prezzi energetici e l’inflazione ne risentirebbero significativamente, costringendo la Fed (ma anche la BCE) a rivedere la propria strategia .

L’ultima settimana ha confermato che i mercati finanziari sono sensibili a episodi geopolitici, anche quando di breve durata. La robusta risposta iniziale del petrolio e dell’oro, unita alla debolezza dei bond governativi, segnalano una spaccatura nelle logiche tradizionali di safe‑haven. Gli investitori ora saranno all’erta per la direzione della Fed e gli sviluppi sul terreno mediorientale.

Capite come in una situazione del genere sono andato a pescare tra i certificati per struttura più “resilienti” sul mercato: Fixed Cash Collect Airbag Step-Down.

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Questa settimana ho deciso di presentare il certificato in maniera un po’ diversa dal solito, spero vi piaccia.

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I titoli di stato USA per oltre il 13%

La Banca Centrale Europea ha deciso di ridurre i tassi d’interesse di 25 punti base, portando il totale dei tagli a 125 punti base. Il tasso sui depositi è ora fissato al 2,75%, segnando una divergenza rispetto alla Federal Reserve, che ha scelto di mantenere invariata la propria politica monetaria. Questa scelta della BCE riflette la debolezza dell’economia europea, con i dati sul PIL del quarto trimestre 2024 che mostrano una contrazione dello 0,1% in Francia, dello 0,2% in Germania e una crescita nulla in Italia, segnalando una fase di stagnazione.

Christine Lagarde ha riconosciuto che l’inflazione nel settore dei servizi rimane elevata, ma si è detta fiduciosa in un rallentamento della crescita salariale, uno dei principali fattori di pressione sui prezzi. Gli investitori attendevano indicazioni sulla traiettoria futura dei tassi sia in Europa che negli Stati Uniti, e da entrambe le banche centrali è emerso che i tassi restano in territorio restrittivo, lasciando intendere che il ciclo di riduzioni non sia ancora concluso. Negli Stati Uniti si stima un livello di equilibrio intorno al 3%, mentre in Europa Lagarde aveva in precedenza indicato un intervallo compreso tra l’1,75% e il 2,25%. Il 7 febbraio, la BCE pubblicherà un’analisi su questo tema, sebbene si tratti di un concetto teorico, in quanto il livello preciso dei tassi di equilibrio resta incerto.

Negli Stati Uniti, la crescita economica ha deluso le aspettative: il PIL è aumentato del 2,3%, contro il 2,7% atteso. Tuttavia, i mercati non hanno reagito negativamente, grazie alla solida espansione dei consumi, in crescita del 4,2%. Il rallentamento è stato determinato da un calo degli investimenti privati e delle esportazioni, portando la crescita complessiva del PIL per il 2024 al 2,8%, leggermente inferiore al 2,9% registrato nel 2023.

Sul fronte del commercio internazionale, Donald Trump ha confermato l’imposizione di tariffe del 25% su 900 miliardi di dollari di importazioni dal Canada e dal Messico, a partire da domani. Tuttavia, potrebbe escludere il petrolio da queste misure, riducendone così l’impatto complessivo. La reazione dei mercati è stata piuttosto contenuta. Anche nei confronti della Cina potrebbero essere introdotte nuove tariffe, con un’aliquota ipotizzata intorno al 10%.

Nel frattempo, i titoli tecnologici cinesi stanno registrando performance positive, grazie a un atteggiamento meno aggressivo di Trump nei confronti di Pechino e ai progressi nel settore dell’intelligenza artificiale. Alibaba, in particolare, ha guadagnato oltre il 21% dall’inizio dell’anno, dopo aver annunciato un modello di intelligenza artificiale che ha superato le prestazioni di quelli sviluppati da Meta e DeepSeek.

Nella settimana appena conclusa ho trovato un certificato veramente interessante che forse ha un unico difetto: è in bid-only, ossia il liquidity provider (Leonteq Securities) acquista solamente ma non vende più. Malgrado ciò il certificato ha comunque una buona liquidità perché diversi retail continuano a scambiarlo. Io personalmente sono riuscito ad acquistarne un po’ proprio una paio di giorni fa a 1006€.

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Vediamo quindi ora i dettagli del certificato:

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Essere molto prudenti ma guadagnare il 10%

La settimana appena trascorsa è stata sicuramente caratterizzata dal ribasso dei tassi di interesse da parte della FED di 50 punti base.

Nella giornata successiva all’annuncio l’indice italiano ha conosciuto una spinta che però non ha invalidato il trend laterale delle ultime settimane. Come si può notare dal grafico sottostante l’indice è ancora lontano da rompere i massimi precedenti, anzi possiamo notare tre massimi decrescenti.

Discorso diverso per l’indice S&P 500 che, anche se di poco, ha aggiornato i propri massimi. Attenzione però perché se si guarda l’oscillatore stocastico si può notare l’inizio di una divergenza (ossia nuovi massimi sui prezzi massimi decrescenti sull’oscillatore). Naturalmente per verificare se tale divergenza si realizzerà occorrerà attendere che la linea veloce dello stocastico incroci dall’alto verso il basso quella lenta.

In una situazione intermedia si trova invece l’indice NASDAQ che si è fermato proprio sulla resistenza dell’ultimo massimo.

In questo clima di incertezza la mia attenzione si è focalizzata in particolar modo su un certificato estremamente prudente ma che presenta comunque un potenziale rendimento non trascurabile.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento ricordo che chiunque voglia contribuire al proseguimento di questo blog lo può fare per effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee.

Il prodotto selezionato è:

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Opportunità con il boost su STM

Altro post estivo e quindi il più possibile sintetico. Partiamo dal fatto che è stato rimborsato in questa settimana il certificato presentato nell’articolo “Proteggersi da ribassi di oltre il 60% e guadagnare più del 11% all’anno: Moderna, Nvidia, Tesla”, essendo stato rimborsato anticipatamente Naturalmente il rendimento annualizzato è anche superiore a quello presentato nell’articolo stesso.

Ora come al solito si possono effettuare due scelte: aumentare la quota di liquidità nel portafoglio (cosa comunque saggia vista la stagionalità e quanto hanno corso i mercati fino ad oggi) oppure rewie stile su un altro prodotto. Per chi fosse della seconda opinione questo certificato presenta sicuramente delle caratteristiche interessanti

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4 Banche per un 14.4% annuo ma con tanta protezione

Questa settimana si è concluso anche il mese di maggio. È possibile affermare che questo ultimo mese ha confermato comunque lo spunto rialzista dei mercati azionari anche se ho visto una più marcata lateralizzazione.

Il grafico indice italiano rende evidente tale situazione:

Va poi ricordato che questo andamento laterale è ancora più accentuato da un fatto puramente tecnico e cioè che il mese di luglio è stato anche il mese dello stacco dei dividendi di molte azioni italiane che quindi ha depresso ulteriormente il valore nominale dell’indice (se lo rettificassimo con gli indici staccati saremmo ad un livello più alto).

In questo contesto in cui molti si aspettano comunque un ritracciamento da dei livelli estremamente elevati (anche io sono uno tra questi), ho trovato un certificato estremamente interessante che coniuga un ottimo grado di protezione con un rendimento veramente ragguardevole.

Prima di entrare nel merito del certificato ricordo anche che chi volesse contribuire tramite una donazione a far rimanere indipendente la nostra communty, può farlo tramite una donazione a questo link.

Il certificato di questa settimana è il seguente:

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Guadagnare anche a fronte di un -70%, si può!

La settimana appena trascorsa ha confermato la fase di ritracciamento già avviata nelle scorse settimane. Siamo ancora lontanissimi dal potere definire questo movimento come un’inversione di tendenza, bensì siamo ancora di fronte ad un riassorbimento dell’ipercomprato generato nei mesi passati.

Prendendo come esempio il FTSE MIB possiamo notare che finché non si vada a rompere la quota 30000 punti, evidenziata dalla Linea Blu più in alto, non si potrà certo parlare di inversione di tendenza.

Per quanto riguarda il Nasdaq il ribasso è anche più marcato e vi faccio notare che il formaggio di nuovi massimi crescenti in corrispondenza di massimi decrescenti sull’indice stocastico, ha, alla fine, spostato il ribasso che stiamo osservando nelle ultime sedute.

Avevo già individuato questo tipo di divergenza a fine gennaio / inizio febbraio, ma ci sono voluti ancora circa 3 mesi prima che questo Pattern si realizzasse.

Fatta questa prima analisi generale dei mercati permettetemi di illustrarmi la novità di questa settimana che avevo anticipato nello scorso post.

Come hai scritto la volta scorsa chi tengo affinché questo blog rimanga sia gratuito sia indipendente, ossia che i prodotti qui presentati non vengano sponsorizzati da alcun emittente.

Fortunatamente mi trovo nelle condizioni di poter scegliere e quindi di non dovere a tutti i costi rincorrere le varie proposte di monetizzazione di questo sito. Ad ogni modo, fa sempre piacere avere dei feedback di apprezzamento da parte di voi lettori che immagino siate anche investitori.

Ho deciso così di avviare una raccolta fondi del tutto volontaria, ossia nessun contenuto di questo sito sarà sottoposto a un pagamento di qualsiasi tipo. Quindi se apprezzate qualche articolo o se seguendo alcune analisi riportate in questo sito avete guadagnato una certa cifra potete pensare di lasciare una donazione (se volete anche simbolica) cliccando sul link in alto a destra. Potete pagare sia con carta di credito che con PayPal da quello che ho visto.

Affinché la trasparenza sia massima ho voluto riportare in questo sito la cifra che mano a mano si andrà a raccogliere.

Detto ciò veniamo al certificato della settimana.

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Come resistere anche a ribassi monster!

Questa settimana si è verificata la rottura del canale laterale del FTSE MIB che da diverse settimane si era andato a configurare. Anche in questo blog avevamo seguito questa figura tecnica dicendo che una rottura in un verso o nell’altro avrebbe determinato il corso delle sedute successive. In questo caso abbiamo in effetti ha assistito ad un caso da manuale: Alla rottura del canale superiore di cognizione su base giornaliera i prezzi si sono mantenuti al di sopra di tale livello trasformando così quello che era una resistenza in un supporto. Tale dinamica può essere poi difficilmente rilevata nei grafico sottostante:

Ancora maggiore è la forza dimostrata dall’indice NASDAQ che ha fatto registrare i suoi massimi storici andando in inequivocabilmente ad invalidare un timido finale di debolezza manifestato nelle sedute precedenti. Anche questa configurazione è facilmente deducibile dal grafico sottostante:

Fin qui l’analisi tecnica parla chiaro e in questo caso non lascia spazio ad interpretazioni diverse.

Altra prospettiva invece è quella che proviene dall’analisi fondamentale. Molti titoli azionari, soprattutto quelli americani, presentano dei multipli P/E estremamente elevati soprattutto in considerazione del fatto che il mercato obbligazionario offre delle alternative più che valide con questi tassi di interesse. Prima o poi questa anomalia dovrà essere riservata o con un brusco abbassamento di tasti di interesse o con una riduzione dei prezzi delle azioni (non è neanche escluso che i due fenomeni si presentino contemporaneamente!).

È proprio sulla scia di questa incertezza che propongo il seguente che certificato che il quarto e ultimo della selezione che dovrebbe essere tenuta per tutto l’anno:

  • Tipo: Fixed Cash Collect Airbag
  • ISIN: IT0006761578
  • Sottostante: Banco BPM / Societe Generale / Unicredit / Deutschebank
  • Scadenza: 11/01/2029
  • Cedola: 0,584 Mensile 7% Annuo
  • Barriera: 2.3975€ / 11,7675€ / 12.8075€ / 6,1€

Cerchiamo di mettere in fila tutte le caratteristiche di questo certificate che secondo me è veramente ottimo:

  • Flusso di premi incondizionati: Il certificato offre un flusso di premi mensili garantiti dello 0,584% (7% annuo) fino a scadenza (gennaio 2029), indipendentemente dalla performance dei sottostanti.
  • Possibilità di rimborso anticipato: A partire da gennaio 2025, il certificato può essere rimborsato anticipatamente al valore nominale (1.000 euro) se tutti i titoli del basket si trovano al di sopra del 100% degli strike price.
  • Effetto Airbag: Il premio di emissione scontato (960 euro) offre un ulteriore livello di protezione, pari a circa il 35% del valore nominale.
  • Rendimento potenziale: Il rendimento potenziale annuo, considerando appunto che è attualmente acquistabile a 965€, è stimato intorno all’8,2% in caso di lateralità del mercato e fino al -45% del peggiore dei sottostanti.
  • Protezione del capitale: La struttura del certificato offre un’elevata protezione del capitale, con un rendimento negativo limitato al -4% circa anche in caso di un calo del 70% di uno dei sottostanti.

Ora l’unica cosa che si potrebbe optare è che per questi quattro certificati si era posto un obiettivo di guadagno a doppia cifra. Questo naturalmente è vero ma bisogna avere una prospettiva globale: il certificato appena presentato ha una resilienza che quasi nessun altro ha, ma soprattutto l’obiettivo del guadagno deve essere visto complessivamente nel portafoglio. Mi spiego meglio: Nel post precedente ho analizzato un prodotto che offriva più del 14% annuo, se lo mediamo con quest’altro rendimento siamo comunque abbondantemente sopra il 10% di guadagno complessivo (11.5%) ma con un profilo di rischio sicuramente inferiore a quello che avremmo ottenuto con un unico certificato che avrebbe offerto un analogo rendimento.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.

Spero di aver fatto cosa gradita lasciando link diretti a tutti i dati senza passare per servizi di pubblicità. Per questo mi auguro che siate così gentili, vista la completa gratuità del sito, di fare almeno un click su un banner presente nella pagina e mettere un like se l’articolo è di vostro gradimento.

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Un’occasione da 14.4% e una protezione da ribassi fino al 50%

Riprendiamo da dove avevamo lasciato la scorsa settimana. Partiamo dall’indice FTSE MIB, il corridoio individuato precedentemente ha confermato la propria validità al centesimo come potete osservare anche voi dal grafico sottostante:

Appena è stata toccata la resistenza individuata dall’estremo superiore del canale l’indice ha ritracciato con la candela rossa dell’ultima seduta. Naturalmente non vi faccio le analisi a fatti già avvenuti, ma potete verificare voi stessi quanto detto nello scorso post.

Per quanto riguarda l’indice NASDAQ avevo detto che la situazione era un po’ più complessa e che fosse necessario attendere la conferma del minimo decrescente sull’oscillatore stocastico. In effetti nella giornata successiva abbiamo assistito ad un ribasso nell’indice stesso ma tra la seduta di giovedì e quella di venerdì l’indice ha nuovamente riacquistato forza come si evince dal grafico sottostante:

Con questo movimento il massimo dell’oscillatore stocastico è sostanzialmente in linea con quello precedente quindi si può affermare che il pattern ipotizzato non si è verificato. Con altrettanta sicurezza però va notato che la salita dell’indice NASDAQ si è interrotta proprio sui massimi precedenti, sarà quindi estremamente importante verificare nelle prossime sedute tali massimi verranno rotti oppure assisteremo ad un ripiegamento.

Forza questa analisi, presentiamo quindi il terzo dei quattro certificati che ho individuato da mettere nel mio portafoglio per tutto il 2024:

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Ultima strategia dell’anno: 14.24% annuo su Banco BPM

Probabilmente questo è l’ultimo post dell’anno, poi Vacanze di Natale e Capodanno ci faranno trascorrere una meritata pausa. È naturalmente anche tempo di bilanci e grossolanamente mi sento di poter affermare che chi ha seguito le mie strategie durante il corso del 2023 difficilmente si può per aumentare, complice naturalmente anche il buon andamento dei mercati.

Certo alcuni prodotti non sono andati come si sperava, stiamo parlando di una piccola quantità, ma solitamente le strategie di recovery hanno poi permesso di recuperare la situazione.

Come ha firmato la scorsa settimana per quanto mi riguarda non effettuerò più operazioni da qui a fine anno, proprio perché il mercato sta recentemente esprimendo dei multipli che, quantomeno nel breve termine, e rendendolo i prezzi delle azioni abbastanza care, soprattutto se si considera che attualmente il mercato obbligazionario esprime dei rendimenti di gran lunga superiore a quelli di un paio di anni fa. In un paio di post nei mesi precedenti mi sono proprio preoccupato di quanto fosse conveniente attualmente aumentare la propria esposizione nel mercato obbligazionario e chi ha seguito i miei consigli sicuramente non se ne è pentito.

Per Chi avesse un po’ di tempo libero durante le vacanze ed è un appassionato lettore consiglio un libro: “L’investitore intelligente” di Benjamin Graham in cui sono proprio affrontati con intelligenza e lungimiranza tutti gli aspetti che un investitore dovrebbe analizzare prima di acquistare o vendere titoli obbligazionari od azionari ehi come dovrebbe allocare le percentuali del proprio portafoglio a seconda delle condizioni di mercato (tanto per chiarirci non ho nessuna convenienza economica o di altro genere affinché compriate questo libro; è giusto un consiglio, come tutto ciò che viene scritto in questo blog).

Concludiamo l’anno con un certificato di cui è molto parlato nei giorni recenti su diversi canali per un motivo molto specifico che andremo ad analizzare. Partiamo dalla sua descrizione:

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