Cedole fisse e protezione fino a -42%. Tutto con un rendimento del +11.35%

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Storno per gli indici azionari, che in una sola settimana ci sono rimangiati i rialzi delle ultime due: vale sempre il principio per cui si sale con le scale e si scende con l’ascensore. L’indice italiano è ad esempio tornato sotto i 27.000 punti. Potrei dire l’avevo detto ma in realtà la mia chiamata è stata ad oggi comunque anticipata vediamo evoluzione delle prossime settimane per capire se si tratta di un ritracciamento in un trend positivo o un inversione di tendenza di più lungo termine.

La mia sensazione è che i mercati comincino a valutare più seriamente l’ipotesi che la fine del rialzo di tassi di interesse da parte delle banche centrali sia ancora in là da venire rispetto a quanto ipotizzato. Forse sarò blasfemo, ma il premio nobel Friedman ha fatto una serie innumerevole di danni. In particolare ha sostenuto che l’inflazione è sempre e ovunque un fenomeno monetario, ovvero che non può essere causato da fattori esterni come l’aumento dei prezzi del petrolio o degli alimentari, ma solo da un’eccessiva emissione di moneta. Pertanto, secondo Friedman, la politica monetaria dovrebbe essere guidata dalla stabilità dei prezzi, attraverso il controllo della quantità di moneta in circolazione. Figurarsi se essa può essere causata da un cambiamento dei rapporti di forza tra capitale (alias datore di lavoro) e lavoratore. In tal senso ho invece di recente scoperto una giovane economista, Clara Mattei, che ha ben delineato i mutamenti recenti che sono intervenuti nei rapporti di lavoro. Non ve la farò lunga, ma il cambiamento strutturale in termini geopolitici a cui stiamo assistendo sta già determinando una radicale riorganizzazione dei sistemi produttivi che inevitabilmente porteranno ad un aumento dei costi e dei salari (fortunatamente!) a prescindere dall’aumento di tassi di interesse.

Quindi gli ipotizzo che poiché chi governa le banche centrali è del tutto aderente all’ideologia monetarista continuerà a vedere un’infrazione forte, un mercato del lavoro altrettanto forte e quindi continuerà ad alzare i tassi di interesse.

Detto ciò questo aumento di tassi di interesse si sta comunque riverberando anche nel mercato dei certificati che iniziano a proporre dei prodotti veramente interessanti non pensabili fino a qualche tempo fa Soprattutto visto il basso livello di volatilità attuale. Uno di questi è quello che segue:

  • Tipo: Fixed Cash Collect
  • ISIN: DE000HC2YQ14
  • Sottostanti: Banco BPM SpA / DiaSorin S.p.A. / Tenaris S.A
  • Scadenza: 11/12/2025
  • Cedola: 0,7€ Mensile (8,4€ Annuo)
  • Barriera: 1,8205€ / 63,25€ / 7,8875€ (50%)

Le ragioni che mi portano ad entrare su questo certificate sono sostanzialmente le sue caratteristiche:

1) Cedole fisse a prescindere dall’andamento dei sottostanti

2) Barriera lontana

3) Rendimento di tutto rispetto: essendo acquistabile a 93,89 abbiamo un rendimento cedolare sicuro pari a 8,95% a cui va sommato il 6,57% potenziale da capitale in due anni e tre quarti che porta il rendimento complessivo al 11,35%

4) Il titolo peggiore (Diasorin) è totalmente assente in qualsiasi forma (sia diretta che derivata) nel mio portafoglio.

La barriera su Diasorin è estremamente lontana tanto da dover tornare indietro ai minimi del 2018 (che a sua volta era una resistenza del 2017):

Visto che ormai i prezzi hanno ormai scontato la fine del boom degli strumenti diagnostici legati al covid, le quotazioni attuali esprimono già prezzi più ragionevoli ed il livello di barriera è sicuramente importante sia in termini di distanza che in posizionamento.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.

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