Anticipazioni per la prossima settimana

Ciao a tutti, per “impegni civici” non riesco a proporvi un articolo con un’analisi esaustiva. Vi anticipo comunque che sto elaborando una strategia di recupero per il certificate presentato nel post “Potenziale 10% sulle public utilities europee” che fino alla giornata di giovedì era sopra barriera e che lo scrollone di venerdì ha portato sotto. Per cui chi fosse entrato su questo certificate o per chi stesse subendo significative perdite sul titolo Enel potrebbe trovare interessante il prossimo post… perciò stay tuned!

Alla prossima settimana.

Meglio prediligere la prudenza con i colossi del tech

Il rialzo dell’ultima seduta della settimana degli indici azionari europei è assolutamente un falso segnale da evitare. A mio avviso già da lunedì uno storno che si mangerà tutto o quasi il rialzo avvenuto venerdì.

Infatti, in maniera del tutto imprevista, non appena si è cominciato a parlare di Price cap in Europa la risposta russa è stata quella di chiudere il gasdotto nord stream 1. Strano vero? In altre parole se un compratore tenta di acquistare un bene senza avere potere contrattuale il venditore può tranquillamente rifiutarsi di venderglielo.

In realtà, esclusi gli ingenui, tutti bene sanno che la mossa del price cap non è finalizzata all’abbassamento del prezzo del gas, anzi il io suo effetto è esattamente il contrario e lo verificherete domani dall’andamento delle quotazioni, bensì quello di la guerra non dichiarata (ufficialmente) contro la Russia. Ricordate lo scorso post? “Russia out, Germany down”.

Naturalmente non si possono presentare sacrifici all’opinione pubblica prendendosi interamente la responsabilità, quindi presentare una proposta con il dichiarato intento di abbassare il prezzo del gas poi perseguire in realtà tutt’altro scopo (eterogenesi dei fini) è sicuramente un escamotage comunicativo apprezzabile. Ciò non toglie che la realtà dei fatti prima o poi prendi presenterà il proprio conto è sarà una recessione.

In questo contesto è sempre meglio mantenersi liquidi, anche se mi rendo conto che con questo tasso di inflazione non è una scelta facile né piacevole. Un’alternativa può essere quella di selezionare i prodotti a basso rischio che per lo meno possano attenuare la perdita di valore dovuta all’interazione. Uno di questi prodotti potrebbe essere il seguente:

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Recuperare le posizioni in perdita: una strategia da oltre 31% annuo

Eccoci al rientro delle vacanze estive proprio sulla chiusura dell’ultima giornata che ho fatto registrare dei fortissimi ribassi su tutti gli indici azionari, specialmente quelli americani. Tutti i giorni è successo sulla scia nelle dichiarazioni del governatore Powell: “Ridurre l’inflazione richiederà un periodo prolungato di crescita al di sotto del trend. Faremo di tutto per riportare in equilibrio domanda e offerta“.

Il 31 luglio in maniera paradossale e provocatoria scrissi: “…ora se l’idea folle delle banche centrali è quella di andare a comprimere la domanda perché è l’unica cosa che può fare, magari alla fine riusciranno anche a far abbassare l’inflazione ma con la bella soddisfazione di averci mandato in recessione. Insomma della serie: l’operazione è riuscita ma il paziente è morto.

Se queste sono le premesse non c’è sicuramente da essere ottimisti per quanto riguarda le politiche monetarie. L’ideologia secondo la quale banca centrale non possa coordinarsi con il governo per fare politiche industriali attive volte ad aumentare l’offerta piuttosto che comprimere la domanda sarà un problema che graverà sulle spalle di tutti, specialmente quelle categorie sociali che apparentemente si vogliono tutelare dal rialzo generalizzato dell’inflazione. A ciò si somma la situazione critica di guerra non dichiarata da parte dell’Europa occidentale contro la Russia chi porterà danni all’economia europea di cui ancora non si è preso pienamente coscienza.

Ricordo che, a dispetto della retorica imperante (aggettivo non scelto a caso), le sanzioni non servono mai per mettere in crisi il sanzionato, né tanto meno per far cadere un regime, bensì per demarcare una linea ben precisa tra i due schieramenti annullando gli spazi di ambiguità tra gli alleati. In particolare la politica USA nella regione europea dell’impero è sempre stata “Russia out, Germany down” e se ci pensate con le sanzioni si ottengono esattamente entrambi gli scopi: staccare il vecchio continente dai rapporti con la Russia e mettere in difficoltà l’economia tedesca che più di tutti dipende dalla sua energia.

La stessa spinta a voler costruire un rigassificatore in Italia è proprio inquadrabile in quest’ottica: creare una struttura che fornisce energia ad un prezzo maggiore dei gasdotti attualmente già funzionanti è una scelta anti-economica ma che ha una perfetta sua logica dal punto di vista geopolitico. In altre parole quando sentirete che verranno costruiti altri rigaassificatori, vi stanno sotto sotto dicendo che pagherete bollette più care non solo per la durata del conflitto Russo Ucraino bensì strutturalmente per i prossimi decenni.

Per cui, da un lato spingiamo l’inflazione con politiche energetiche tesi ad aumentare i prezzi, dall’altro facciamo politiche monetarie volte a comprimere la domanda.

Può piacere o meno, ma questo è lo scenario a cui andremo incontro nel prossimo futuro e su questo dovremmo trattare i nostri investimenti.

Vediamo invece un paio di notizie positive che riguardano certificate presentati precedentemente:

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Partire con Lufthansa per un 9% all’anno

Questa settimana il post sarà estremamente sintetico per un prodotto estremamente semplice e lineare. Si tratta di un Cash Collect che come unico sottostante ha il titolo Lufthansa. Anche se ultimamente non sia un grande fan dei titoli aerei ed in generale del settore turistico questo certificato mostra delle peculiarità che in ottica tattica lo rendono sicuramente interessante benché non sia ancora entrato.

Vediamone subito le caratteristiche:

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Nei momenti più difficili si fanno i migliori affari: un’occasione sulle banche

A differenza di quanto ipotizzato la scorsa settimana alla fine della fine del governo si è concretizzata. Poco male, sapete che le mie strategie sono pensate per uno scenario positivo che per quello negativo ed il certificato equipesato presentato un paio di settimane fa è ancora un prodotto estremamente valido. Aggiungo di più, proprio in questo clima di elevata volatilità nel mercato italiano è possibile trovare delle occasioni che normalmente nel campo dei derivati non pagherebbero i premi che pagano in questi giorni.

Il post di questa settimana sarà molto breve perché il prodotto che andiamo a presentare è molto semplice ma presenta un profilo rischio rendimento estremamente basso.

Anticipo un po’ di caratteristiche: Si tratta di un Fixed Cash collect, per cui le cedole sono sempre garantite ogni mese a prescindere da livelli dei sottostanti. Questo già è un elemento di protezione in sé ma ciò che lo rende ancora più protettivo il livello di barriera estremamente basso al 40% dello Strike iniziale, in altre parole il certificato rimborserà a prezzo pieno fino ad un ribasso del 60% del peggiori dei sottostanti, ossia le valutazioni possono anche più che dimezzarsi.

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Aggiornamento Portafoglio Italia

Come ogni inizio mese facciamo il punto sul Portafoglio Italia 2022. Tali analisi vanno effettuate soprattutto quando le condizioni di mercato si mostrano avverse. Iniziano col ricordare che il portafoglio Italia è nato come proposta di investimento per coloro che volevano garantirsi un rendimento cedolare significativo e allo stesso tempo conservare il più possibile il capitale investito, anzi vederlo crescere nel tempo, è possibile a cui pare che tale obiettivo sia stato fin qui raggiunto.

Riporto brevemente i criteri di selezione dei titoli.

Per comporre un portafoglio valido per l’anno Y si procede come segue:

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Anticipazioni del prossimo post

Mi scuso ma questo weekend non riesco proprio a scrivere l’articolo. Giusto il tempo per segnalare che forse non sono stato il solo a pensare che quello della BCE fosse una follia, per quanto poi la riunione straordinaria non abbia prodotto nulla.

Vi anticipo che il prossimo articolo presenterà un prodotto in cui, male che vada, il capitale verrà restituito per intero maggiorato del 4%. Quindi stay tuned!

Recuperare il 25% ed anche oltre

Questa settimana presenterò un’altra strategia recovery. A mio avviso è di fondamentale importanza nelle situazioni di alta volatilità come quella attuale non Abbandonarsi al fatalismo bensì avere un approccio attivo per poter recuperare quindi investimenti che non stanno dando i risultati sperati.

In particolare in questo post torneremo ad analizzare la posizione aperta in “Atlantia e Nexi per un 8.6% e tanta protezione”.

Purtroppo la brusca discesa di Nexi ha fatto sì che il titolo scendesse sotto il livello di barriera. Fortunatamente l’opzione airbag presentata nel post in questione ha fatto il suo dovere: Infatti a fronte di un meno 50% del titolo il certificato è sceso di poco più del 25% essendo liquidabile 74.60 euro. Questo è un aspetto fondamentale poiché è conservato buona parte del capitale chi permette di tentare di recuperare quello perso ossia circa €25. Inoltre va anche considerato che abbiamo ricevuto nel frattempo qualche cedola quindi la vera perdita sarebbe addirittura Inferiore.

Di seguito presenterò una strategia un po’ aggressiva che non solo potrebbe recuperare tutto il capitale perso ma anche fa guadagnare qualcosa in più. Alla fine dell’articolo darò l’ISIN di un certificato più conservativo ma che potenti può recuperare questi famosi €25. Al solito lascio a voi, a seconda del profilo di rischio, scegliere quale sia l’approccio più conforme alle sue esigenze.

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Occasione Amazon per un 16.5% annuo dopo i recenti ribassi

Oggi volevo condividere una strategia che si innesta su una mia visione di medio periodo: ossia che se negli anni precedenti il settore tecnologico viaggiava su multipli oggettivamente troppo elevati, questi forti ribassi degli ultimi tempi rappresentano un’opportunità per iniziare ad entrare in maniera estremamente graduale in varie forme.

Una è quella di iniziare un PAC su ETF o fondi ed è quello che ho personalmente iniziato a fare, ma magari ne parlerò in un altro post.

L’altra è quella di approfittare dell’elevata volatilità per cercare qualche certificate che presenti prezzi a sconto o quantomeno interessanti.

Quello che segue ne è un esempio:

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Sondaggio di Pasqua

Questa settimana nessuna nuova strategia ma mi prendo un po’ di riposo che ne ho veramente bisogno!

Nel frattempo introduco una piccola novità lanciando un sondaggio su quale sia l’argomento che preferite per il prossimo post: un’altra strategia di recovery per tentare di recuperare le perdite su un certificate presentato in Adattarsi alle situazioni: e-commerce cinese al 6,2% annuo oppure la presentazione di un nuovo tipo di certificate che permette di ricevere delle cedole investendo però solo metà del capitale nominale, una “sorta di cedole a leva”. Potete quindi votare il sondaggio qui sotto.

Colgo l’occasione infine per augurare a tutti buona Pasqua.

Quale degli argomenti preferisci per il prossimo articolo?
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