Alcune semplici regole a cui attenersi

Non pensavamo fosse necessario scrivere post di questo genere ma evidentemente la nostra fiducia verso il resto dell’umanità è evidentemente eccessiva.

Riportiamo un commento ricevuto recentemente (case-sensitive incluso): “MA SCRIVILO QUESTO ISIN SU ENI- INTESA , CHE NON SI VEDE !”

Precisiamo quindi alcune semplici regole di valenza generale:

  1. I commenti sono ben accetti, ma devono rientrare nei canoni minimi dell’educazione
  2. Chiunque si esprima in modi analoghi a quelli sopra riportati non solo non riceverà risposta, ma verrà bloccato anche per i prossimi commenti
  3. Se ciò che state cercando è una “pappa pronta” probabilmente non è questo il sito per le vostre esigenze. Fin dall’inizio questo spazio è nato con l’intento di creare un luogo dove le idee circolino e nascano a seguito di ragionamenti articolati, non di fornire semplici imbeccate.
  4. Verrà risposto, nei limiti del nostro tempo, a qualunque commento, anche a quelli eventualmente critici (anzi ne saremmo contenti perché ci fornirebbero ulteriori spunti di riflessione), purché sia inerente al post e venga espresso nei termini di cui al punto 1.

Ci spiace dover fare appunti di questo genere che possono apparire eccessivi ma, benché consci che in rete ormai tutto sembra concesso, in questo sito alcuni atteggiamenti non sono accettati.

Ringraziamo tutti per la disponibilità.

Portafoglio Italia: un ottimo rimbalzo

Dopo l’affondo della scorsa settimana, il FTSE-MIB rimbalza soprattutto grazie alla conferma che la BCE continuerà, o meglio riprenderà, politiche monetarie espansive. La cosa non ci sorprende, fin dagli inizi di questo blog abbiamo affermato come la struttura economica europea per rimanere coesa non possa far altro che immettere liquidità nel sistema e come l’inflazione sia l’ultimo dei problemi. Un problema sarà invece Continua a leggere…

Come volevasi dimostrare, anche Draghi lo ammette

Poco meno di un mese fa abbiamo iniziato questo blog prendendo posizione contro quello che allora sembrava un dato scontato per la gran parte degli operatori e dei mass media. Il primo articolo rifletteva su alcuni aspetti, magari evidenti, ma, chissà perché, poco messi in evidenza dal “main stream”. Nelle settimane successive abbiamo avuto delle conferme a quanto detto che potete trovare qui e qui.

Però lo ammetto, le parole pronunciate ieri dal governatore della BCE Mario Draghi, sono quelle che mi hanno dato maggior soddisfazione. Di seguito ne riporto alcuni stralci:

Un problema che frena l’inflazione, ha aggiunto Draghi, è che i salari nominali restano in ritardo rispetto alla crescita dell’economia, per una serie di ragioni, fra cui bassa produttività, ma anche le strategie sindacali che in questi anni hanno puntato più a garantire la sicurezza del lavoro anziché l’aumento delle retribuzioni

Per quel che conta, il sottoscritto si dissocia completamente dai motivi addotti riguardo il mancato aumento dei salari (rimane comunque il dato oggettivo della deflazione salariale). E ancora:

L’inflazione crescerà al ritmo dell’1,5% nel 2017, dell’1,2% nel 2018 e dell’1,5% nel 2019.

A giugno, a Tallinn, l’Eurotower aveva previsto un +1,5% dei prezzi quest’anno, seguito poi da +1,3% nel 2018 e +1,6% nel 2019.

Dulcis in fundo:

Il quantitative easing non si ferma, restiamo impegnati a preservare il grado molto sostanziale di accomodamento monetario necessario ad assicurare una convergenza sostenuta dell’inflazione verso livelli sotto ma vicino al 2% nel medio termine

Per concludere analizzare i fatti, invece che seguire bovinamente opinioni di persone per lo più poco informati od in malafede, alla fine paga sempre e sarà sempre la metodologia che questo blog applicherà.

Alla luce di ciò, nel prossimo post analizzeremo come quanto detto fin qui influirà sul mercato immobiliare e come investire su esso senza dover necessariamente comprare direttamente una casa.