Recuperare il 25% ed anche oltre

Questa settimana presenterò un’altra strategia recovery. A mio avviso è di fondamentale importanza nelle situazioni di alta volatilità come quella attuale non Abbandonarsi al fatalismo bensì avere un approccio attivo per poter recuperare quindi investimenti che non stanno dando i risultati sperati.

In particolare in questo post torneremo ad analizzare la posizione aperta in “Atlantia e Nexi per un 8.6% e tanta protezione”.

Purtroppo la brusca discesa di Nexi ha fatto sì che il titolo scendesse sotto il livello di barriera. Fortunatamente l’opzione airbag presentata nel post in questione ha fatto il suo dovere: Infatti a fronte di un meno 50% del titolo il certificato è sceso di poco più del 25% essendo liquidabile 74.60 euro. Questo è un aspetto fondamentale poiché è conservato buona parte del capitale chi permette di tentare di recuperare quello perso ossia circa €25. Inoltre va anche considerato che abbiamo ricevuto nel frattempo qualche cedola quindi la vera perdita sarebbe addirittura Inferiore.

Di seguito presenterò una strategia un po’ aggressiva che non solo potrebbe recuperare tutto il capitale perso ma anche fa guadagnare qualcosa in più. Alla fine dell’articolo darò l’ISIN di un certificato più conservativo ma che potenti può recuperare questi famosi €25. Al solito lascio a voi, a seconda del profilo di rischio, scegliere quale sia l’approccio più conforme alle sue esigenze.

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Il settore difesa per un 10% annuo

In tempi non sospetti avevo scritto un post intitolato Nuova opportunità sul settore della difesa

in cui sottolineavo come il settore della difesa fosse un settore su cui puntare per il futuro. Purtroppo gli eventi tragici che si sono verificati pochi mesi dopo hanno confermato questa previsione. In particolare nel post citato ho presentato due possibili strategie: una riguardava un ingresso diretto su Lockheed Martin l’altra era una strategia con un Top Bonus doppia barriera su Leonardo.

Entrambe le strategie hanno dato fin qui ottimi risultati, infatti sono entrato in Lockeed Martin a $330 ed oggi quota $461 mentre il certificato su Leonardo sconta praticamente già il bonus alla barriera superiore. Per tale motivo quindi a breve liquiderò il certificato su Leonardo che si vende attorno ai 107€ e andrò a investire il ricavato nel seguente che certificato:

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Come (provare) a recuperare gli investimenti non riusciti fino a 86%

Questa settimana è stata una settimana all’insegna del recupero dei listini azionari. Probabilmente tale recupero è ispirato a possibili soluzioni di piumati che riguardo la crisi tra la Russia e l’Ucraina.

Come spesso mi capita non sono assolutamente d’accordo con questa visione tutt’altro, ritengo invece che la questione debba essere posta sotto una diversa ottica: Innanzitutto il conflitto è tra Stati Uniti e Russia, l’Ucraina è diventato suo malgrado un mezzo per condurre uno scontro indiretto, o per dirla in maniera geopoliticamente più corretta una guerra per procura. Il fatto principale che avvalora questa tesi è principalmente il grande impegno economico che gli Stati Uniti stanno mettendo nell’aiutare militarmente l’Ucraina: non si arma così tanto un altro stato se all’orizzonte ci vuole una soluzione pacifica a breve termine. In questa ottica si spiegano anche le dichiarazioni di Biden su Putin che a molti osservatori sono sembrate solo delle gaffe invece a mio modesto avviso fanno parte di una strategia più ampia da parte degli Stati Uniti.

D’altro canto la Russia non arretrerà dei suoi obiettivi a meno di una disfatta totale che per ora sembra poco probabile. La conclusione di tale ragionamento è quindi che la guerra durerà molto proprio perché nessuno dei due attori principali ha nessun interesse a che finisca prima.

Molto cinicamente, lo ammetto, mi aspetto che i mercati tornino ad essere volatili quando la realtà dei fatti si scontrerà con le speranze campate in aria. Personalmente quindi terrò la percentuale di liquidità del mio portafoglio più alta del solito proprio per aiutare questi repentini movimenti che ritengo molto probabili nel prossimo futuro.

D’altra parte non è neanche possibile liquidare completamente tutti gli asset proprio perché nessuno possiede la sfera di cristallo, dobbiamo quindi imparare a recuperare posizioni che possono andare in perdita. Il post di oggi si pone proprio come obiettivo questa tipo di strategia prendiamo come esempio il post Il comparto alimentare per un 16% annuo.

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Proteggersi con l’oro ed incassare cedole per il 9% all’anno

Altra settimana di recupero per i listini azionari, in un contesto che non è sicuramente rassicurante né dal punto di vista geopolitico né, di riflesso, dal punto di vista economico. A conferma di ciò, nonostante le ultime due settimane di rialzo, gli indici, soprattutto quelli europei, hanno recuperato meno della metà di quanto perso dall’inizio della crisi dell’Ucraina.

In un contesto del genere un asset che non solo ha conservato il proprio valore ma anzi l’ha visto accrescere è stato l’oro. Non dico nulla di nuovo né di originale ricordando che trattandosi di un bene rifugio vede proprio nei periodi d’incertezza la sua massima utilità.

Non è invece così scontata la maniera in cui è stata sviluppata la strategia d’investimento su questo sottostante. Infatti, proprio grazie ai rialzi dell’oro, anche le aziende minerarie hanno visto apprezzarsi facendo scattare il rimborso anticipato per i certificate presentato nei post “Investire indirettamente sull’oro per aver ricche cedole” e “Altra posizione difensiva sull’oro per un 7% annuo” che quindi hanno addirittura fatto meglio di quanto prospettato.

Naturalmente mi è sorta l’esigenza di rimpiazzare tali prodotti con qualcosa di simile, le motivazioni sono analoghe a quelle presentate nei post citati e perciò rimando ad essi per ulteriori approfondimenti.

Veniamo quindi direttamente alla descrizione del certificate:

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Non serve panico, ma razionalità. Soprattutto in tempi di guerra

Non vi nascondo un certo imbarazzo nel trattare questioni di trading di fronte alle notizie di guerra che si stanno susseguendo. Diciamo che mi adeguo alla “risposta occidentale” che di fronte agli eserciti oppongo sanzioni economiche (verrebbe da ridere se la situazione non fosse così tragica).

Ammetto che, sebbene in tempi non sospetti avessi ventilato che la corsa agli armamenti sarebbe stata inevitabile, non avevo minimamente previsto che l’azione russa fosse così profonda.

Altra brutta notizia per i lettori del blog, si parva licet componere magnis, è che l’operazione di recupero su Saipem non è purtroppo andata a buon fine, poiché anche Saipem è stata vittima della volatilità di questa settimana ed ha toccato la barriera. Nel post citato avevo messo in chiaro che l’operazione era rivolta a chi fosse già investito sul titolo e che quindi non avrebbe perso nulla in termini comparativi con uno switch tra titolo e certificate.

La volatilità crea però anche buone opportunità che vanno comunque sfruttate quando si presentano. Il certificato di questa settimana è un esempio. Partiamo dalle tue caratteristiche:

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Difendersi dall’inflazione con il lusso: oltre il 15% annuo

Partiamo da un post di qualche mese fa dal titolo “nuove opportunità sul settore della Difesa”. In tale articolo affermavo: “Negli ultimi tempi mi sono sempre più fatto l’idea che dopo più di 10 anni di politiche monetarie ultra espansive e trent’anni di sbornie di libero commercio (in primis l’entrata della Cina nel WTO) avrebbe da un lato spinto ad ampliare la domanda di beni degli stati dall’altra avrebbe fatto nascere conflitti più o meno latenti.”

Quello che stiamo vivendo in questi giorni è proprio la realizzazione di quanto scritto sopra: da un lato le tensioni Stati Uniti – Russia, dall’altro la crescita molto importante dei prezzi delle materie prime dovuta all’aumento repentino della domanda. Ciò che molti catalogano come semplice inflazione in realtà è un fenomeno leggermente più complesso chiamato stagflazione. Per tale motivo continuo a ritenere che malgrado in gestione sia momentaneamente la Banca Centrale Europea non alzerà i tassi per tutto il 2022. Il motivo è molto semplice: aumentare i tassi di interesse non influirebbe minimamente sulle cause attuali dell’aumento dell’inflazione, al contrario soffocherebbe sul nascere l’inizio di ripresa dopo la pandemia (che ricordo a tutti non è ancora finita).

Ad ogni modo la nuova dinamica dei prezzi comunque tenuta in considerazione allocando così il capitale in quei settori che non risentono dell’aumento dell’inflazione o che addirittura ne beneficiano.

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Ancora ottime opportunità su Telecom Italia

Alla fine siamo arrivati al post pre-natalizio e visto che immagino che molti di voi saranno in giro a comprare regali (magari spero in parte con i soldi guadagnati con gli spunti che avete preso da questo blog), andrò diretto al punto senza perdermi in ciance.

Il certificate di oggi va a sostituire quello presentato in “Telecom: più del 20% in un anno e mezzo” che ha perfettamente rispettato le previsioni di redditività descritte nell’articolo.

Sappiamo tutti che il titolo è al centro delle attenzioni dopo la proposta d’acquisto ancora non formalizzata da parte di KKR.

Posso già anticiparvi che la bontà del certificate prescinde dai rumors che si susseguiranno inevitabilmente.

Veniamo alle caratteristiche:

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Un prodotto da 25.5% annuo

Dopo aver presentato un paniere di titoli italiani che ho definito “Portafoglio Italia 2021” che ha già distribuito il 6,88% in dividendi ed ha avuto una rivalutazione del capitale pari al +8,96%, torniamo a cogliere qualche occasione nel mercato dei certificate.

Vi avevo già accennato al fatto che l’aumento della volatilità avrebbe creato nuovi spazi d’investimento. Il prodotto che presenterò tra poco ne è un esempio. Al di là del certificate in sé, del quale, come al solito, analizzerò il pontenziale rendimento ed i possibili rischi, a mio avviso vale la pena cogliere alcuni concetti che vi potrebbero essere utili in generale per valutare voi, in tutta autonomia, altri prodotti.

Veniamo allora subito alla caratteristiche:

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Nei momenti difficili non serve il panico ma gli investimenti giusti

Ultima seduta complicata che dite ragazzi/e? Benché ben sapete che predico prudenza da tempo ormai, è evidente che il colpo di ieri era imparabile.

Detto ciò, l’ultima cosa da fare è farsi prendere dal panico. Prima di tutto perché “Il mercato azionario è l’unico mercato in cui quando le cose vanno in svendita tutti i clienti scappano via dal negozio”, poi, male che vadano le cose, la storia l’abbiamo già vissuta sia a livello sanitario che economico/finanziario.

Sappiamo già che, in caso di ritorno al lockdown, le banche centrali continueranno a supportare la liquidità del mercato con buona pace degli inflaziofobici (neologismo appena coniato) e dei seguaci della teoria quantitativa della moneta. Certo, alcuni titoli subiranno ribassi maggiori di altri, ma ormai conosciamo quegli strumenti che ci permetteranno di ridurre i rischi senza dover forzatamente rimanere alla finestra, anzi sono sicuro che nei prossimi giorni gli emittenti, in virtù della elevata volatilità, usciranno con dei certificate interessanti.

Nel frattempo si può già iniziare ad approfittare del ribasso di alcuni prodotti già emessi.

Quello che ho messo sotto osservazione oggi è il seguente:

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