Non mi fido della situazione, ma non rinuncio alle occasioni

Che dire, sono stato una facile Cassandra? Forse, ma non è stato poi così difficile. L’evidente sottovalutazione del problema Covid-19 e la nozione di come sia fatta una funzione esponenziale non potevano far altro che portare alle conclusioni che poi si stanno puntualmente verificando. D’altro canto nulla di quello che scrissi in “nuova crisi, vecchie ricette ” è stato realizzato. Questo vale sia per il settore pubblico che per quello privato. E certo che, lo ripeto nuovamente, sarebbe bastato andare ad analizzare ciò che fosse accaduto in Canada dopo la fine del lockdown:

e questo è ciò che sta avvenendo:

Certo, ne sono consapevole, le differenze a livello sanitario ci sono sia rispetto alla precedente situazione in Canada, sia rispetto a quella di Marzo-Aprile, ma l’aspetto qualitativo della diffusione è sostanzialmente analoga.

In un contesto del genere, come ormai avrete notato, ho abbassato notevolmente l’asticella del rischio tenendomi più liquido del solito ed Continua a leggere…

Come gestire i BTP della nonna

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine e sembra che un po’ tutto il mondo si stia nuovamente accorgendo che c’è in giro un piccolissimo problema che si chiama Covid 19. È notizia recente che adesso il governo italiano ha deciso di impiegare addirittura l’esercito per controllare il rispetto delle norme durante la movida. Cioè fino a poco tempo fa erano aperte, la settimana scorsa si valutava la possibilità di aumentare gli ingressi negli stadi ed oggi chiamiamo l’esercito. Un po’ d’equilibrio ed un minimo di lungimiranza farebbero bene a tutti.

L’altra notizia d’impatto globale è stata la positività del presidente Trump, che, senza usare diplomazia, è stato il re dei negazionisti. Molti hanno parlato di un sorta di giustizia narrativa. Questa visione è altrettanto irrazionale come quello dei negazionisti: semplicemente se non prendi le precauzioni necessarie è più probabile venire contagiato. Le pandemie si propagano così.

Probabilmente in questo modo, Donald Trump ha fortemente diminuito Continua a leggere…

Mettiamoci il paracadute e puntiamo al 16%

Brutta settimana per l’indice FTSE-MIB, un bruttissimo -4,24% lo ha riportato sotto quota 19000 punti. Magra consolazione può considerazione il fatto che il Portafoglio Italia abbia contenuto le perdite a -3,72%. Ormai non dovrebbe più sorprendere nessuno che in condizioni di forte aumento della volatilità e discese delle quotazioni la risposta del Portafoglio Italia è migliore dell’indice stesso. Da segnalare è lo stacco dell’acconto del dividendo di ENI di 0,12€ che si sommano agli 0,43€ già incassati.

La cosa positiva per quanto mi riguarda, ma spero ormai lo sia per quelli di voi che mi seguono, è che questo ribasso l’ho visto arrivare da lontano, soprattutto le sue cause. Due sono i punti su cui ho insistito ripetutamente:

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Decollare per un 40% all’anno!

Questo post, per chi ci segue da un po’, potrà sembrare contraddittorio rispetto a quanto sostenuto finora. In realtà ci auguriamo che alla fine dell’articolo saremo riusciti a far comprendere meglio come effettuiamo le nostre scelte.

Da tempo esprimiamo profondo scetticismo rispetto ai recenti rialzi azionari sottolineando come l’emergenza sanitaria sia tutt’altro che risolta. I dati provenienti dal mondo (USA in primis e ve l’avevamo detto in tempi non sospetti) sembrano darci ragione. Anche in Europa le cose stanno leggermente peggiorando, in Spagna e Portogallo sono tornati a dei lock down mirati, ed in Italia siamo tornati con un Rt > 1 come media nazionale.

Bene, in questo contesto, abbiamo deciso di entrare in un certificate con sottostanti tre linee aeree. Visto che linee aeree sono le più colpite dalla pandemia, direte voi: Continua a leggere…

Nova volatilità, nuovi farmaceutici!

Sembra che tutto di un tratto ci si sia svegliati e ci si sia accorti che il PIL di tutti i paesi sono in contrazione e che il problema del COVID-19 è ancora lontano dall’essere risolto. Per chi ci segue da un po’ sa che siamo molto scettici sulla possibilità che le sole banche centrali possano risolvere la crisi in atto (leggasi qui). Si è confusa una crisi sanitaria, che ha a che fare con fenomeni biologici, con una delle periodiche crisi economiche scegliendo così i soliti strumenti puramente finanziari. Se volete si è confusa la mancanza di ricavi con la mancanza di liquidità. Oggi stiamo vivendo la prima ma vogliamo curare la seconda.

In questo contesto di nuovo aumento della volatilità, il Portafoglio Italia ha fatto il proprio dovere riducendo le perdite a -5,9% contro il -6,44% del FTSE-MIB.

Proprio in virtù della ritrovata volatilità e del fatto che prima o poi bisognerà prendere atto della centralità dell’aspetta sanitario, proponiamo un’altra strategia riguardante il settore farmaceutica, che può essere affiancata a quella già proposta in questo post.

Le caratteristiche del certificate sono le seguenti:

  • Tipo: Memory Cash collect Autocall Express

  • ISIN: DE000VE66PV8

  • Sottostanti: Sanofi / Teva

  • Scadenza: 18/02/25

  • Strike: 92,22€ / 12,04$

  • Barriera: 46,11€ / 6,02€

  • Cedola: 2,73€ Trimestrale (10,92€ annuo).

Andiamo subito a valutare il rendimento potenziale del certificate. Poiché lo abbiamo acquistato a 91,8€, il rendimento cedolare è pari al 11,9% annuo a cui vanno sommati 8,2€ di rendimento al momento del rimborso, portando il rendimento a circa il 12,5%.

Essendo inoltre presente l’opzione autocall, è possibile che il rimborso avvenga prima della scadenza aumentando così ulteriormente il rendimento. Per completezza facciamo anche notare la presenza della memoria che fa sì che anche se al momento della rilevazione uno dei due sottostanti dovesse trovarsi sotto la barriera, la cedola non andrebbe comunque persa ma accumulata per la successiva rilevazione.

Concludiamo con una breve analisi dei sottostanti:

come vedete per Sanofi bisogna tornare indietro al 2012 per vedere il livello di barriera, livello dal quale è poi prontamente rimbalzata.

Situazione un po’ diversa per Teva in cui il livello di barriera è stato avvicinato sia ad agosto 2019 che a marzo 2020. Anche in questo caso tale livello si è rivelato una forte resistenza da cui il titoli è rimbalzato.

Per questi motivi riteniamo che tale certificate presenti un ottimo rapporto rischio rendimento ed una buona soluzione di diversificazione del portafoglio.

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Candido e la realtà: una strategia sul FTSE-MIB

Vi anticipiamo subito che il post di questa settimana verterà su aspetti un po’ più generali del solito, ma se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo presenteremo anche un certificate estremamente difensivo che può tornare utile in questo periodo.

Ci sembra importante e necessario, se non addirittura doveroso, cercare di inquadrare le nostre strategie in un quadro globale, soprattutto quando, in una situazione così anomala, la nostra percezione si discosta da quella maggioritaria.

Partiamo perciò dalla situazione del contagio Covid-19 con la sempre valida premessa che non siamo né virologi né epidemiologi ed infatti ci limitiamo ad analizzare i dati.

Avrete sicuramente notato come il motto (o hashtag come si suol dire adesso) “iorestoacasa” sta venendo sostituito con la Continua a leggere…

Quando c’è troppa isteria meglio puntare su business solidi

In attesa che il nostro paese rinsavisca, rivolgiamo il nostro focus oltreoceano. Abbiamo scelto un certificate che, a nostro avviso, è molto interessante sia in termini di bassa rischiosità ma anche in termini di rendimento. Inoltre il sottostante è un ben noto marchio d’abbigliamento USA, quindi un titolo al di fuori dell’attuale perdita di senno in atto in Italia. Non solo: lo strumento del certificate, come già visto per Tesla, Continua a leggere…

Meglio una FCA oggi che un Cristiano Ronaldo domani

Qualche settimana fa avevamo consigliato l’acquisto di un certificato sulla Juventus, con la prospettiva di portarlo a scadenza fino a Dicembre. La notizia del probabile arrivo di Cristiano Ronaldo ha fatto impennare il titolo portando così il certificato già al livello del bonus. Per questo motivo nella giornata di venerdì abbiamo liquidato la posizione a 114€, rinunciando quindi ai 2€ in quasi sei mesi. Abbiamo comunque messo a segno un ottimo 14% in tre mesi (56% annualizzato).

La liquidità così ottenuta la reinvestiremo sfruttando la recente debolezza del titolo FCA.

Come sempre il nostro investimento pondera attentamente il rapporto rischio rendimento. Per tale motivo abbiamo scelto  Continua a leggere…