Ancora ottime opportunità su Telecom Italia

Alla fine siamo arrivati al post pre-natalizio e visto che immagino che molti di voi saranno in giro a comprare regali (magari spero in parte con i soldi guadagnati con gli spunti che avete preso da questo blog), andrò diretto al punto senza perdermi in ciance.

Il certificate di oggi va a sostituire quello presentato in “Telecom: più del 20% in un anno e mezzo” che ha perfettamente rispettato le previsioni di redditività descritte nell’articolo.

Sappiamo tutti che il titolo è al centro delle attenzioni dopo la proposta d’acquisto ancora non formalizzata da parte di KKR.

Posso già anticiparvi che la bontà del certificate prescinde dai rumors che si susseguiranno inevitabilmente.

Veniamo alle caratteristiche:

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Un prodotto da 25.5% annuo

Dopo aver presentato un paniere di titoli italiani che ho definito “Portafoglio Italia 2021” che ha già distribuito il 6,88% in dividendi ed ha avuto una rivalutazione del capitale pari al +8,96%, torniamo a cogliere qualche occasione nel mercato dei certificate.

Vi avevo già accennato al fatto che l’aumento della volatilità avrebbe creato nuovi spazi d’investimento. Il prodotto che presenterò tra poco ne è un esempio. Al di là del certificate in sé, del quale, come al solito, analizzerò il pontenziale rendimento ed i possibili rischi, a mio avviso vale la pena cogliere alcuni concetti che vi potrebbero essere utili in generale per valutare voi, in tutta autonomia, altri prodotti.

Veniamo allora subito alla caratteristiche:

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Nei momenti difficili non serve il panico ma gli investimenti giusti

Ultima seduta complicata che dite ragazzi/e? Benché ben sapete che predico prudenza da tempo ormai, è evidente che il colpo di ieri era imparabile.

Detto ciò, l’ultima cosa da fare è farsi prendere dal panico. Prima di tutto perché “Il mercato azionario è l’unico mercato in cui quando le cose vanno in svendita tutti i clienti scappano via dal negozio”, poi, male che vadano le cose, la storia l’abbiamo già vissuta sia a livello sanitario che economico/finanziario.

Sappiamo già che, in caso di ritorno al lockdown, le banche centrali continueranno a supportare la liquidità del mercato con buona pace degli inflaziofobici (neologismo appena coniato) e dei seguaci della teoria quantitativa della moneta. Certo, alcuni titoli subiranno ribassi maggiori di altri, ma ormai conosciamo quegli strumenti che ci permetteranno di ridurre i rischi senza dover forzatamente rimanere alla finestra, anzi sono sicuro che nei prossimi giorni gli emittenti, in virtù della elevata volatilità, usciranno con dei certificate interessanti.

Nel frattempo si può già iniziare ad approfittare del ribasso di alcuni prodotti già emessi.

Quello che ho messo sotto osservazione oggi è il seguente:

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Vento, sole ed una stella per quasi il 15% l’anno

Nelle ultime sedute della settimana qualche segnale di stanchezza si è iniziato ad avvertire nei listini azionari, nulla di eclatante e sarà interessante capire se è un piccolo storno per poter prendere la rincorsa per il rally di natale o sarà qualcosa di più profonda. Io personalmente propendo per la prima ipotesi ma al tempo stesso mi tutelo dall’avverarsi della seconda.

L’articolo di oggi ha l’ambizione di avere un taglio didattico oltre che operativo proprio perché io credo molto in quel detto cinese che recita:

Date a un uomo un pesce e mangerà un giorno. Insegnategli a pescare e mangerà tutta la vita”.

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Tre giganti del web per oltre il 13%

A costo di risultare pedante la situazione è sempre un po’ lo stesso, i mercati azionari continuano a salire come se non ci fosse un domami. Per carità, di vedere crescere i nostri investimenti siamo tutti contenti, allo stesso tempo è necessario aumentare i margini di protezione.

Sembra un’affermazione banale ma questo tipo d’approccio è proprio ciò che fa la differenza tra un approccio professionale all’investimento e uno che assomiglia di più alle scommesse.

I cardini della gestione del rischio sono la diversificazione e la riduzione della volatilità.

Quello che segue è un certificate che sto monitorando ma ancora non ho acquistato in attesa di uno storno anche limitato. La caratteristiche del certificate sono le seguenti:

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Un prodotto da quasi il 20% annuo

Dopo una settimana di pausa rieccoci ad analizzare una nuova strategia d’investimento con quell’opportunismo necessario per massimizzare i profitti e ridurre i rischi (od almeno provarci).

Prima di entrare nei dettagli del prodotto di oggi, che già vi anticipo penso sia molto interessante, fatemi dare un aggiornamento ed una considerazione generale.

L’aggiornamento riguarda la strategia descritta nel post “La nuova tecnologia a mRNA utilizzata per i vaccini può farci guadagnare fino al 14% annuo” che si è conclusa venerdì scorso con il rimborso anticipato del certificate portando gli incassi ipotizzati nel post stesso. Tempismo perfetto poiché i due titoli sottostanti hanno poi subito un brusco calo proprio nella giornata di ieri dopo l’uscita della notizia che Pfizer ha sviluppato una pillola anti-covid con un’efficacia del 89%, facendo pensare agli operatori di mercato che i vaccini possano passare in secondo piano. Personalmente non condivido questa visione, ma questo poco conta, ciò che è invece più importante è il fatto che anche se il certificate non fosse scaduto prima della discesa dei titoli, aver investito su un prodotto che ci garantiva un flusso cedolare certo e una barriera molto distante, anche dopo lo storno, avrebbe comunque salvaguardato l’investimento.

Da qui parto per la mia considerazione: gli indici azionari questa settimana hanno fatto registrare nuovi massimi e di questo siamo tutti contenti, ma dobbiamo anche aumentare la prudenza e quindi essere ancora più accorti nella scelta dei prodotti.

Proprio in quest’ottica il seguente prodotto presenta delle caratteristiche interessanti, vediamole quindi:

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Le consegne a domicilio per il 10% all’anno

Questa settimana si è presentata una buona opportunità e quindi ho deciso di condividerla con voi, soprattutto perché ritengo che il titolo che andrò a presentare sia poco presente nei portafogli e potrebbe rappresentare un’ulteriore fonte di diversificazione.

In realtà, come chi mi segue ormai sa, non sono entrato direttamente sul titolo ma su un certificate che ha il titolo come sottostante e ci garantisce una notevole protezione. Vediamone subito le caratteristiche:

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Altri telefonici per un 13%

Il mercato ha iniziato a dare quantomeno segnali di rallentamento. Ci sarebbero molti temi interessanti da affrontare: dal Portafoglio Italia agli investimenti ESG, dai certificati sulla CO2 a come aver investito su certificate su titoli petroliferi tipo ENI invece che direttamente sulle azioni si stia rivelando una strategia estremamente vantaggioso. Mi prometto di affrontare tali temi nei prossimi post, oggi, per ragioni di tempo, mi devo limitare a fornirvi una sostituzione di un certificate segnalato anche su questo blog che è stato richiamato in anticipo, portando così a compimento i target di guadagno prefissati.

Il certificate in questione è quello trattato in “Le telecomunicazioni per un 8.8% annuo” presentato proprio meno di tre mesi fa.

Lo rinnoviamo con un altro certificate sullo stesso settore e con una struttura simile. La differenza maggiore è data dal numero di sottostanti, passiamo da uno a quattro:

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Altra strategia su Enel per un 8.6%

Come già anticipato la scorsa settimana, torniamo sul tema Enel. Già in un post di un paio di settimane fa ho discusso di come sarei entrato direttamente sul titolo quando avesse raggiunto i 7,55€. Tale livello è stato toccato ed anzi è stato ampiamente infranto soprattutto a causa delle notizie che stanno attraversando un po’ tutta l’Europa (Spagna ed Italia in primis) riguardo il rincaro delle bollette.

Nel già citato articolo su Enel avevo premesso che la mia posizione era da intendersi nel medio-lungo e che quindi ulteriori ribassi non l’avrebbero messo in discussione.

Ora mi sento anche di affermare che se da un lato penso che “il rincaro delle bollette” sia un fatto congiunturale che sarà riassorbito nel giro di qualche mese, dall’altro io sono tra i pochi che ritegno che, specialmente in Europa, i tassi d’interesse rimarranno strutturalmente bassi (il mio primo post fu proprio su questo punto ed a distanza di anni non sono stato ancora smentito).

Quindi l’unico vero problema che le utility potrebbero incontrare, dato il loro alto livello d’indebitamento, ossia il maggior costo del debito, è un’eventualità per me assai remota.

In quest’ottica, quando il titolo Enel ha subito ulteriori ribassi, ho iniziato a cercare uno strumento che mi permesse di espormi ulteriormente verso Enel ma che allo stesso tempo mi offrisse una protezione verso ulteriori ribassi. Il prodotto scelto è quello che segue:

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Investire sull’abbigliamento sportivo per oltre il 12.5% annuo

Partiamo dalle note “dolenti”, il titolo Enel segnalato un paio di settimane fa ha ulteriormente approfondito il suo ribasso portandosi a circa 7€ contro i 7,55€ del mio prezzo d’entrata. I rumors secondo i quali il governo spagnolo stia pensando di scaricare gli aumenti dell’energia sulle utility stesse ha fatto sì che il titolo venisse penalizzato ancor di più. Personalmente ritengo ancora valida l’analisi fatta nel post citato ed a conferma di ciò ho messo in atto una strategia su Enel tramite un certificate che presenterò la prossima settimana, perciò stay tuned!

Questa settimana invece vi segnalo un altro certificate che ho inserito in portafoglio in sostituzione del certificate presentato in Abbigliamento per un 10% annuo od anche di più che ci ha dato ottime soddisfazioni.

Parlo di sostituzione proprio perché il certificate in questione ha forti analogie per sottostanti, struttura e rendimenti. Vediamo quindi subito le caratteristiche:

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