Proteggersi fino a -80% di ribassi per oltre il 14% sui semiconduttori

La Nostra View Confermata: Il De-risking Inevitabile del Nasdaq

Investire senza comprendere le dinamiche strutturali dei flussi di cassa è un puro esercizio di speranza. Chi segue regolarmente le analisi di Investment Engineering sa bene che avevamo lanciato un avviso ai naviganti con largo anticipo: i violenti ribassi che hanno investito i mercati azionari internazionali, travolgendo in particolare il Nasdaq e l’intero comparto dei semiconduttori, erano ampiamente prevedibili.

Nelle nostre ultime note operative avevamo evidenziato una palese anomalia nel premio al rischio e una divergenza fondamentale insostenibile: valutazioni aggregate tirate a multipli storici estremi, euforia ingegnerizzata e una concentrazione di mercato pericolosamente polarizzata su pochissimi nomi legati alla narrativa dell’Intelligenza Artificiale. Il mercato scambiava per certezze quelle che erano solo opzioni call su flussi di cassa futuri e altamente speculativi. La correzione in corso, lungi dall’essere un mero incidente di percorso, rappresenta il necessario richiamo della gravità finanziaria sui fondamentali delle aziende tech.

Il Catalizzatore Broadcom e l’Architettura dei Numeri “Fugazi”

A innescare la capitolazione del settore sono state le Forward Guidance di Broadcom, rilasciate sensibilmente sotto le aspettative di Wall Street. Questo singolo evento ha rimosso il velo di ipocrisia dai modelli di valutazione degli analisti, agendo da detonatore per una struttura macroeconomica che poggia su fondamenta intrinsecamente fragili.

Se si analizza in profondità la filiera dell’AI, emerge un meccanismo macro-finanziario che evoca le più grandi distorsioni del passato, un sistema che potremmo definire “fugazi”: polvere di fata, numeri che appaiono come crescita organica dirompente ma che, dietro la facciata dei bilanci, nascondono una fitta rete di finanziamenti circolari (vendor financing).

Il circuito si articola attraverso passaggi bizantini ma concettualmente lineari:

  • I colossi tecnologici e i produttori di hardware investono massicciamente, sia in equity che in debito, in startup focalizzate sullo sviluppo di modelli di Intelligenza Artificiale.
  • Queste startup utilizzano immediatamente i capitali ricevuti per acquistare o noleggiare potenza di calcolo, GPU e servizi infrastrutturali dagli stessi colossi che le hanno finanziate.
  • Di conseguenza, i ricavi dei fornitori tecnologici registrano incrementi artificiali. Questi dati eccezionali giustificano multipli di borsa ipertrofici, i quali consentono di attrarre nuova liquidità sul mercato o di emettere nuovo debito strutturato per alimentare nuovamente il ciclo.

In questa architettura finanziaria, lo stesso soggetto economico ricopre simultaneamente il ruolo di investitore, fornitore e cliente. La liquidità reale non esce mai dal perimetro dell’ecosistema, mentre il rischio di insolvenza viene sistematicamente spinto al di fuori dei bilanci societari ordinari.

Attraverso l’intervento dei giganti del private credit (come Apollo e Blackstone) e la costituzione di complesse società veicolo (SPV) localizzate in giurisdizioni off-shore, il debito necessario per l’espansione dei data center viene cartolarizzato e collocato sul mercato. Destinatari finali di queste emissioni obbligazionarie sono spesso le compagnie di assicurazione e i veicoli che gestiscono le rendite vitalizie dei fondi pensione.

Il legame con la recente correzione è diretto: in operazioni colossali come quella strutturata per finanziare l’infrastruttura di Antropic con chip proprietari (i TPU di Google), Broadcom interviene come garante terzo del valore residuo dei chip stessi al termine del contratto di locazione. Nel momento in cui Broadcom riduce le proprie stime di crescita, l’intera catena delle garanzie strutturate subisce un de-rating immediato. Considerato che le analisi indipendenti stimano che ben il 95% dei progetti enterprise legati all’AI non stia generando alcun ritorno economico misurabile (ROI), lo scenario più probabile per il comparto non è un crash repentino, bensì uno sgonfiamento lento e doloroso dei multipli di borsa su un orizzonte di 18-24 mesi.

L’Ingegneria dei Certificati: Vendere Volatilità Quando il Mercato Trema

Nel paradigma di Investment Engineering, l’incremento del rischio e il panico degli investitori direzionali rappresentano le condizioni ideali per implementare strategie asimmetriche. Il crollo del Nasdaq ha provocato un’impennata della volatilità implicita sulle opzioni azionarie. Quando i mercati scendono rapidamente, il costo per assicurare i portafogli si impenna a dismisura.

Un investitore consapevole sa che acquistare un certificato a capitale condizionatamente protetto equivale a vendere volatilità. Chi inserisce questi strumenti in portafoglio sta assumendo la posizione del “banco”, vendendo implicitamente opzioni Put al desk di strutturazione dell’emittente. Poiché in questo momento la volatilità è prezzata a livelli estremi, la banca è costretta a riconoscerci premi straordinariamente ricchi e, al contempo, a posizionare i livelli di protezione a distanze siderali. È l’applicazione della pura razionalità matematica contro l’emotività della massa.

Focus Operativo: una Protezione Impressionante

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Una posizione tattica su STM con rendimenti molto alti

Il panorama finanziario e geopolitico globale si trova attualmente in una fase di transizione critica, dove la retorica del conflitto frontale inizia a mostrare i primi segni di logoramento, lasciando spazio a una diplomazia della necessità che appare, tuttavia, carica di incertezze e contraddizioni. La transizione da un ultimatum atomico a un tavolo negoziale a Islamabad rappresenta un momento di singolarità per i mercati, un punto di flesso in cui la percezione del rischio oscilla tra la speranza di una de-escalation e il timore di un fallimento strutturale dei colloqui. In questo scenario, la gestione dei portafogli richiede non solo una profonda comprensione delle dinamiche macroeconomiche, ma anche una capacità di riallocazione tattica che sfrutti le asimmetrie create dalla volatilità, come dimostrato nella strategica verso strumenti come il certificato che andrò a presentare.

Il Precipizio di Aprile: Dalla Minaccia di Trump al Cessate il Fuoco

Il mese di aprile 2026 è iniziato sotto l’ombra di quello che molti analisti hanno definito come l’ultimatum finale dell’amministrazione statunitense nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran. La tensione ha raggiunto il suo apice martedì 7 aprile, quando la presidenza Trump ha minacciato esplicitamente la cancellazione della civiltà iraniana nel caso in cui lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto completamente e in sicurezza entro una finestra temporale di poche ore. La dichiarazione, diffusa attraverso i canali social presidenziali, delineava uno scenario apocalittico, prefigurando attacchi devastanti sulle infrastrutture civili, le centrali elettriche e i ponti strategici del paese.

Tuttavia, meno di due ore prima della scadenza di tale ultimatum, la mediazione del primo ministro pakistano ha permesso di siglare un cessate il fuoco provvisorio di due settimane. Questo evento ha innescato una reazione violenta e immediata sui mercati energetici, portando al maggiore crollo giornaliero del prezzo del petrolio dai tempi della pandemia di COVID-19, con una flessione del 16% in una singola sessione. Nonostante questo sollievo temporaneo, la stabilità dell’accordo è apparsa subito fragile, minata da azioni militari collaterali in Libano che hanno rischiato di far deragliare i colloqui ancor prima del loro inizio formale.

Le Dinamiche Negoziali a Islamabad: Un Tavolo di Distanze Incolmabili

L’apertura dei negoziati a Islamabad, in Pakistan, vede contrapposte due delegazioni con mandati e obiettivi che appaiono, allo stato attuale, quasi inconciliabili. Da una parte, gli Stati Uniti, guidati dal vicepresidente Vance, presentano una lista di richieste che mira a una ristrutturazione radicale dell’influenza iraniana nella regione. Washington esige l’apertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, lo smantellamento del programma nucleare, una riduzione drastica dell’arsenale missilistico e la fine del sostegno ai gruppi proxy come Hezbollah e gli Houthi.

Dall’altra parte, la delegazione iraniana, guidata dallo speaker del Parlamento Ghalibaf e dal ministro degli esteri Araghchi, punta a obiettivi diametralmente opposti: la fine permanente di ogni attacco militare, il risarcimento dei danni di guerra subiti, la cancellazione totale delle sanzioni economiche e il riconoscimento della sovranità iraniana sulla gestione dello Stretto di Hormuz. L’analisi di queste posizioni rivela che molti dei punti sul tavolo appartengono alla sfera della tattica negoziale estrema; l’Iran è consapevole dell’impossibilità di ottenere riparazioni belliche, così come le minacce di distruzione totale di Trump erano finalizzate a forzare la mano dell’avversario.

Il mio scetticismo riguardo al successo di questi negoziati è alimentato dalla discrepanza tra le percezioni di forza delle parti. Teheran opera sotto la consapevolezza che sta vivendo una guerra esistenziale che ha ricompattato assieme la società, compresa anche gran parte delle opposizioni. Gli Stati Uniti, invece, faticano a uscire dallo schema di una trattativa commerciale unilaterale, non comprendendo appieno che il fattore tempo e la complessità delle nuove alleanze globali non giocano più a loro favore. La realtà sul campo indica che, anche in caso di un accordo formale, la normalizzazione del traffico navale attraverso Hormuz richiederebbe settimane o mesi, mantenendo elevata la pressione sulle supply chain globali.

Richieste degli Stati UnitiRichieste della Repubblica Islamica dell’Iran
Apertura sicura e immediata dello Stretto di HormuzFine permanente degli attacchi USA e israeliani
Smantellamento del programma nucleareCancellazione totale delle sanzioni economiche
Limitazione drastica dei missili balisticiRiparazione dei danni di guerra subiti
Stop al sostegno ai proxy (Hezbollah, Houthi)Sovranità nella gestione dello Stretto di Hormuz
Cessate il fuoco regionale duraturoDiritto all’arricchimento dell’uranio a fini civili

L’Economia di Guerra e il Paradigma Stagflazionistico

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Guadagnare 12% all’anno anno anche con un crollo del -70%

Rieccoci qua dopo una settimana di stop. Come permesso il posto di questa settimana riguarderà un certificato con un profilo estremamente protettivo. Ho deciso inoltre che, ogni tanto, sia anche giusto spiegare nuovamente quali siano i meccanismi base del funzionamento di un certificato a cedole condizionate. Quindi magari questo articolo potrebbe risultare un po’ prolisso per chi già conosce a fondo questo tipo di prodotto, ma ciò non toglie che il certificato trattato può essere interessante sia per i più esperti che per i neofiti.

Colgo subito l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:

Questa volta non vi parlerò dei punti salienti della settimana, perché mi vorrei proprio concentrare sull’aspetto divulgativo.

Permettetemi, in un mondo finanziario che spesso spinge a decisioni impulsive, di ritornare su un concetto a me molto caro: l’importanza di analizzare in modo trasparente e senza filtri ogni singolo strumento che entra nel nostro raggio di interesse. La missione che io, il sottoscritto, cerco di portare avanti è quella di fornire gli strumenti per una comprensione autentica, al di là del marketing, perché sono convinto che solo una conoscenza profonda possa portare a scelte consapevoli.

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Opportunità con il boost su STM

Altro post estivo e quindi il più possibile sintetico. Partiamo dal fatto che è stato rimborsato in questa settimana il certificato presentato nell’articolo “Proteggersi da ribassi di oltre il 60% e guadagnare più del 11% all’anno: Moderna, Nvidia, Tesla”, essendo stato rimborsato anticipatamente Naturalmente il rendimento annualizzato è anche superiore a quello presentato nell’articolo stesso.

Ora come al solito si possono effettuare due scelte: aumentare la quota di liquidità nel portafoglio (cosa comunque saggia vista la stagionalità e quanto hanno corso i mercati fino ad oggi) oppure rewie stile su un altro prodotto. Per chi fosse della seconda opinione questo certificato presenta sicuramente delle caratteristiche interessanti

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Strategia per un 17% su NVIDA ed altri

Possiamo definire la settimana appena conclusa come una settimana interlocutoria. Per essere più analitici possiamo dire che abbiamo assistito ad un movimento laterale su tutti gli gli indici con la differenza che il FTSE MIB italiano sta la lateralizzando all’interno di un movimento di ritracciamento, mentre quelli americani sono in una fase laterale ma con un limite superiore coincidente con i massimi storici.

Se poi sommiamo a ciò il fatto che stiamo entrando in una periodo stagionale statisticamente non favorevole ai corsi azionari possiamo concludere che è meglio muoversi con estrema prudenza in questo periodo.

Quindi dopo avervi annoiato la settimana scorsa con un’analisi approfondita delle dinamiche dei prezzi sul mercato obbligazionario (che ripeto attualmente presenta delle occasioni veramente irripetibili paragonabili a quello che è successo durante il periodo della crisi del debito sovrano), torniamo ad occuparci di un bel prodotto con airbag che può addirittura servire come strategia di recovery.

Prima di iniziare vi ricordo che potete contribuire a fare rimanere attivo questo blog con una donazione al seguente link. Questo mi seguirà anche come feedback per capire se vale la pena continuare a scrivere questi articoli o se tutto sommato gli interessi non è poi così alto.

Il certificato di questa settimana presenta l’opzione airbag ma allo stesso tempo una cedola veramente alta pari al 1,42% mensile. Prima di addentrarci nella struttura, vi riporto qual è la mia strategia attuale: mi sto liberando dei certificati senza opzioni aggiuntive per andare ad acquistare certificati che abbiano od un airbag o delle cedole incondizionate. Il certificato di oggi rientra nella prima categoria:

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Investire nei semiconduttori per oltre il 12.5% e tanta protezione

Settimana contestata sui mercati azionari in cui possiamo individuare la prima metà come accelerazione della collezione già in atto la settimana scorsa, per poi nelle ultime due sedute ritentare un rimbalzo verso l’alto. Un esempio di questo andamento è sicuramente l’indice Nasdaq Come riportato nei grafico sottostante:

La frase collettiva potrà dirsi conclusa se andremo a superare i massimi recenti, altrimenti è destinata a proseguire. Anche in quest’ultimo caso staremo comunque parlando di un ritracciamento all’interno di una configurazione rialzista.

Prima di venire alla strategia di questa settimana voglio ricordarvi che chiunque voglia contribuire all’indipendenza e alla continuazione di questo blog, può farlo con una donazione volontaria cliccando qui.

Oggi ci andremo ad occupare di un settore che negli ultimi anni è stato sempre sulla cresta dell’onda e che con tutta probabilità rimarrà tale anche nei prossimi anni, ossia quello dei semi conduttori.

Il certificato proposto è il seguente:

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Guadagnare anche a fronte di un -70%, si può!

La settimana appena trascorsa ha confermato la fase di ritracciamento già avviata nelle scorse settimane. Siamo ancora lontanissimi dal potere definire questo movimento come un’inversione di tendenza, bensì siamo ancora di fronte ad un riassorbimento dell’ipercomprato generato nei mesi passati.

Prendendo come esempio il FTSE MIB possiamo notare che finché non si vada a rompere la quota 30000 punti, evidenziata dalla Linea Blu più in alto, non si potrà certo parlare di inversione di tendenza.

Per quanto riguarda il Nasdaq il ribasso è anche più marcato e vi faccio notare che il formaggio di nuovi massimi crescenti in corrispondenza di massimi decrescenti sull’indice stocastico, ha, alla fine, spostato il ribasso che stiamo osservando nelle ultime sedute.

Avevo già individuato questo tipo di divergenza a fine gennaio / inizio febbraio, ma ci sono voluti ancora circa 3 mesi prima che questo Pattern si realizzasse.

Fatta questa prima analisi generale dei mercati permettetemi di illustrarmi la novità di questa settimana che avevo anticipato nello scorso post.

Come hai scritto la volta scorsa chi tengo affinché questo blog rimanga sia gratuito sia indipendente, ossia che i prodotti qui presentati non vengano sponsorizzati da alcun emittente.

Fortunatamente mi trovo nelle condizioni di poter scegliere e quindi di non dovere a tutti i costi rincorrere le varie proposte di monetizzazione di questo sito. Ad ogni modo, fa sempre piacere avere dei feedback di apprezzamento da parte di voi lettori che immagino siate anche investitori.

Ho deciso così di avviare una raccolta fondi del tutto volontaria, ossia nessun contenuto di questo sito sarà sottoposto a un pagamento di qualsiasi tipo. Quindi se apprezzate qualche articolo o se seguendo alcune analisi riportate in questo sito avete guadagnato una certa cifra potete pensare di lasciare una donazione (se volete anche simbolica) cliccando sul link in alto a destra. Potete pagare sia con carta di credito che con PayPal da quello che ho visto.

Affinché la trasparenza sia massima ho voluto riportare in questo sito la cifra che mano a mano si andrà a raccogliere.

Detto ciò veniamo al certificato della settimana.

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Guadagnare anche con un -60% sui semiconduttori

Come analizzato la settimana precedente in questo post, il livello dei 28.000 punti si è rivelato nuovamente cruciale per il proseguimento del rialzo dell’indice italiano. Ad oggi possiamo solo constatare che tale Resistenza non è stata ancora infranta ma, al contrario i prezzi sono stati respinti su questo livello. Dico andiamo inoltre che domani sarà la giornata di stacco di dividendi per diversi titoli delle listino per cui seppure solo dal punto di vista tecnico, l’indice subirà un ulteriore arretramento.

Sempre nell’articolo precedente ho fatto menzione di tre settori che secondo me possono avere buone prospettive nel medio termine. Abbiamo già visto la strategia che riguarda il petrolio, oggi ci occuperemo dei semiconduttori.

La carenza di chip sta piano piano rientrando, ma soprattutto il tragico percorso di guerra che l’ordine mondiale sembra avere intrapreso spingerà questo settore adesso sempre più strategico e finanziato direttamente dai al di là dei suoi valori di mercato in ambito civile. Mi spiegava un esperto che oggi qualsiasi missile lanciato ha una dotazione elettronica paragonabile alunno modello smartphone per lo meno in termini di capacità di calcolo.

Ricordate quando i tempi non sospetti segnalavo come il settore della Difesa fosse a quel momento uno dei più interessanti su cui investire? Potete farvi un’idea leggendo il post in questione e calcolando quale sia stato il profitto di coloro che fossero entrati su Lockheed Martin al momento della recinzione riportata in Nuova opportunità sul settore della difesa.

D’altra parte però va anche considerato il forte rialzo che i mercati azionari hanno finora realizzato, per questo invece che direttamente sul settore preferisco agire su un certificato con una barriera estremamente bassa ossia del 40% dal prezzo iniziale (o se volete un buffer di protezione del 60%).

Vediamone le caratteristiche:

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La tecnologia come rimedio alla follia della BCE: +14%

Le sedute di giovedì e venerdì sono state due giornate di ordinaria follia. L’aspetto più grave è che tale follia si è stata scaturita dalla istituzione che dovrebbe invece stabilizzare il sistema economico e finanziario vale a dire la Banca Centrale Europea. I giornali hanno imputato tali brusche discese degli indici azionari all’annuncio della Lagarde di un doppio innalzamento dei tassi di interesse nei prossimi mesi. Ciò è vero solo in parte, infatti il mercato scontava già un rialzo dei tassi di interesse, la vera mazzata è arrivata con l’annuncio della fine della degli acquisti netti dei titoli di Stato, o meglio la dismissione del programma App dal 1 luglio 2022.

Solidalmente all’annuncio del rialzo dei tassi gli unici titoli che ne beneficiano Sono proprio quelli bancari, questa volta è successo l’esatto contrario: I titoli bancari sono stati i peggiori ed hanno trascinato con loro tutto l’indice MIB.

Questa è l’ulteriore conferma di quanto la politica monetaria della Banca Centrale Europea sia sfasata rispetto agli obiettivi che si deve porre: Sono passati 10 anni dal famoso Whatever it takes di Mario Draghi in cui è stato inaugurato il periodo di politica monetaria espansiva nell’area euro, malgrado ciò fino a pochi mesi fa non si è vista traccia di inflazione. Guarda caso l’inflazione si è alzata alla fine (presunta) di una pandemia ed alla crisi geopolitica più importante del secolo.

Conclusione: le politiche monetarie nulla hanno potuto quando si doveva alzare l’inflazione e poco potrà per il suo ribasso, questo per il semplice motivo che questa non è un’inflazione generata da eccessiva liquidità, bensì di scarsità di offerta rispetto alla domanda (e le ultime sanzioni hanno aggravato la situazione).

Quindi laddove servirebbe un maggiore impiego di investimenti per superare ad esempio l’aumento dei costi dell’energia o della scarsità di semiconduttori si costringerà gli stati ad attuare le ben note politiche restrittive che tanto bene hanno fatto negli anni passati.

Qui mi fermo perché il discorso ci porterebbe lontano, faccio solo notare che in questa situazione il vero cruccio del governo dei Migliori è la legge sulle concessioni balneari.

Non è un caso che ho parlato di semiconduttori, infatti ho deciso che per un po’ di tempo concentrerò la mia attenzione su quei settori indispensabili per l’economia e preferibilmente oltre oceano, il prodotto di seguito ne è un esempio:

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Il settore dei semiconduttori per un 14% annuo

Era il 9/8/2020 e scrivevo : “[l’età media dei contagi] tornerà ad alzarsi non appena l’esercito dei millennials dopo essersi dimenticati a casa i nonni per l’estate, finiti i soldi delle vacanze torneranno a batter cassa per la paghetta ed i pranzi della domenica.”. Seguiva poi il famoso grafico che riportava l’andamento dei contagi dell’epidemia di SARS di circa 15 anni fa in Canada prima e dopo il lockdown:

Come è andata ad oggi? Continua a leggere…