Il settore dei semiconduttori per quasi un 13% all’anno

Rieccoci qua, dopo le varie festività natalizie. Com’è evoluta la situazione dei mercati in queste due settimane? Quello che posso darvi è una mia visione degli scenari, molto breve.

Molte delle giornate di questo periodo sono state caratterizzate da volumi veramente bassi tipici dei momenti prefestivi. L’inizio anno invece si è aperto con un rialzo veramente spumeggiante che mi ha colto decisamente di sorpresa.

Infatti ritengo che attualmente il mercato stia largamente sottovalutando in primis l’impatto che la variante Omicron ha ed avrà nei prossimi mesi su tutti i sistemi produttivi occidentali.

Il ragionamento è abbastanza semplice: ammesso e non concesso che tale variante abbia una virulenza ridotta rispetto alla Delta di un fattore 3 è chiaro ed evidente a tutti che se i contagi vanno sopra il triplo della precedente ondata (e già ci siamo o ci stiamo arrivando a gran velocità) ci troveremo nuovamente nella situazione già vissuta. Questo confuta inoltre l’argomento usato da vari soggetti (poco acuti) che sostengono la non efficacia dei vaccini dato l’alta percentuale di vaccinati. Infatti, benché in termini percentuali i ridotti, in valore assoluto la popolazione suscettibile è comunque estremamente numerosa e con un tasso di contagiosità maggiore (basta fare una moltiplicazione) si arriverà nuovamente alla stessa pressione sugli ospedali. È notizia recente che a Londra è stato chiamato l’esercito per rafforzare il sistema sanitario messo in difficoltà dai nuovi ricoveri.

Altro aspetto critico sarà la politica monetarie che seguirà la FED (visto che la BCE, anche se nessuno lo ammette, ha le mani legate per almeno tutto il 2022, poiché se facesse solamente paventare un rialzo dei tassi, si romperebbe il giocattolo europeo e recovery funds vari).

Anche in questo caso è recente notizia che la FED ha intenzione di accelerare il tapering e di prevedere ben tre rialzi dei tassi nel 2022. Proprio questa notizia ha decisamente stemperato gli entusiasmi innescando in prima battuta un ribasso generalizzato degli indici e nelle sedute successive abbiamo invece assistito ad uno spostamento dei flussi dal Nasdaq al Dow Jones.

Ormai lo dovreste sapere che quando aumenta la volatilità, si creano buone opportunità nel mondo dei certificati. Il seguente ne è un esempio:

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Apple ed AMD per un quasi 12% annuo

Settimana di leggero ritracciamento un po’ per tutti gli indici azionari. Nulla di sconvolgente per ora.

Ben diversa è invece la situazione dell’economia reale. Tempo fa, ad inizio marzo, all’inizio della pandemia, scrissi un articolo dal titolo “La caduta degli dei. Come comportarsi quando tutto cambia”, sottolineavo come, banalmente, le banche centrali ben poco avrebbero potuto nell’incidere sulla situazione sanitaria e così è stato. Il concentrarsi esclusivamente sugli stimoli monetari lasciando al mercato la produzione e la distribuzione dei vaccini ci ha portato in tutta Europa ad avere ritardi in entrambi i fronti. Tutto ciò per perseverare nell’ideologia odierna per cui lo stato non deve mai occuparsi direttamente di produzione. Gli effetti li abbiamo sotto gli occhi di tutti.

Conclusione, dovremmo tenerci la pandemia ancora per molto tempo, con buona pace di tutte quelle anime candide che ancora credono nell’efficienza della mano invisibile.

A questo punto, non resta da far altro che prendere atto della situazione ed agire di conseguenza.

Per questo ho rivolto la mia attenzione oltre oceano, Continua a leggere…