Portafoglio Italia 2022: 10 titoli ad alto dividendo su cui puntare

Finalmente ci siamo, ecco il nuovo Portafoglio Italia 2022 che indica un paniere di 10 titoli ad alto dividendo ed a bassa volatilità complessiva su cui puntare per questo anno. Questo portafoglio, lo sapete, è adatto a quegli investitori che tengono ad avere un flusso cedolare importante e limitare le oscillazioni del capitale.

Prima però penso sia doveroso fare un commento suppletivo allo scorso post su Netflix. Questa settimana sono usciti i risultati trimestrali ed il mercato li ha accolti decisamente male facendo perdere al titolo poco più del 20%. Poiché questo articolo è dedicato ad un altro argomento non penso sia opportuno dilungarmi in analisi al riguardo, ci tengo solo a precisare che, a mio avviso, la reazione del mercato è stata eccessiva da una parte e dall’altra il certificate è ancora più che valido visto che il ribasso si è arrestato proprio sul supporto individuato la settimana scorsa che coincide con la barriera stessa.

Detto ciò veniamo al nostro Portafoglio Italia. Iniziamo con il tirare le somme del 2021. Proprio questa settimana è stato rotto il massimo storico portando il controvalore a 13100€, ricordando che eravamo partiti nel 2018 con una somma di riferimento pari a 10000€. A fronte di un +31%, il FTSE-MIB a messo a segno poco più del 15%, insomma in tre anni con il tipo di selezione adottata ho raddoppiato la performance dell’indice stesso. L’andamento complessivo di entrambe è riportato sul grafico sottostante:

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Netflix per un 11.5% annuo

Il post di questa settimana è sulla stessa scia di quello precedente, ossia sfruttare al massimo la recente volatilità e debolezza che sta colpendo i titoli tecnologici. Come avete visto dal titolo del post, il sottostante è un’azienda ben nota, che conosciamo tutti e di cui mi sono già occupato in vari post tra cui: Netflix per un potenziale 12% annuo, Un potenziale 36% con Netflix in due anni.

Tutte le considerazioni fatte riguardo Netflix negli articoli sopra citati per quanto riguarda l’azienda ed il suo modello di business sono per me ancora del tutto valide, perciò vi rimando a tali post se siete desiderosi di approfondire l’argomento (anche perché sono entrambi andati a buon fine).

Il certificate di oggi è veramente molto semplice e questo è un ulteriore motivo che mi ha portato ad entrare proprio nelle giornate di venerdì. Vediamone quindi subito le caratteristiche:

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Il settore dei semiconduttori per quasi un 13% all’anno

Rieccoci qua, dopo le varie festività natalizie. Com’è evoluta la situazione dei mercati in queste due settimane? Quello che posso darvi è una mia visione degli scenari, molto breve.

Molte delle giornate di questo periodo sono state caratterizzate da volumi veramente bassi tipici dei momenti prefestivi. L’inizio anno invece si è aperto con un rialzo veramente spumeggiante che mi ha colto decisamente di sorpresa.

Infatti ritengo che attualmente il mercato stia largamente sottovalutando in primis l’impatto che la variante Omicron ha ed avrà nei prossimi mesi su tutti i sistemi produttivi occidentali.

Il ragionamento è abbastanza semplice: ammesso e non concesso che tale variante abbia una virulenza ridotta rispetto alla Delta di un fattore 3 è chiaro ed evidente a tutti che se i contagi vanno sopra il triplo della precedente ondata (e già ci siamo o ci stiamo arrivando a gran velocità) ci troveremo nuovamente nella situazione già vissuta. Questo confuta inoltre l’argomento usato da vari soggetti (poco acuti) che sostengono la non efficacia dei vaccini dato l’alta percentuale di vaccinati. Infatti, benché in termini percentuali i ridotti, in valore assoluto la popolazione suscettibile è comunque estremamente numerosa e con un tasso di contagiosità maggiore (basta fare una moltiplicazione) si arriverà nuovamente alla stessa pressione sugli ospedali. È notizia recente che a Londra è stato chiamato l’esercito per rafforzare il sistema sanitario messo in difficoltà dai nuovi ricoveri.

Altro aspetto critico sarà la politica monetarie che seguirà la FED (visto che la BCE, anche se nessuno lo ammette, ha le mani legate per almeno tutto il 2022, poiché se facesse solamente paventare un rialzo dei tassi, si romperebbe il giocattolo europeo e recovery funds vari).

Anche in questo caso è recente notizia che la FED ha intenzione di accelerare il tapering e di prevedere ben tre rialzi dei tassi nel 2022. Proprio questa notizia ha decisamente stemperato gli entusiasmi innescando in prima battuta un ribasso generalizzato degli indici e nelle sedute successive abbiamo invece assistito ad uno spostamento dei flussi dal Nasdaq al Dow Jones.

Ormai lo dovreste sapere che quando aumenta la volatilità, si creano buone opportunità nel mondo dei certificati. Il seguente ne è un esempio:

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