Prima di entrare nel vivo degli argomenti di questa settimana fatemi comunicare due cose.
La prima riguarda la mia posizione Long sul petrolio: è evidente che le dinamiche della settimana appena trascorsa abbiano clamorosamente confessato la mia visione, malgrado ciò io rimango comunque rialzista da questi livelli. Secondo me il sottostante fisico sconterà un problema di offerta fino alla fine dell’anno.
La seconda riguarda invece i destini di questo blog. Ancora non ho preso una decisione definitiva ma sto pensando che entro la fine dell’estate questo blog possa chiudere. A questo punto avrei due possibilità: smettere completamente di pubblicare o aprire un account su Substack. Sarei molto curioso di sapere cosa ne pensiate anche voi. Ma veniamo ora agli argomenti di questa settimana.
L’ecosistema globale dei semiconduttori, tracciato in modo rappresentativo dal Philadelphia Semiconductor Index (spesso replicato tramite l’ETF SOXX), continua a correre a ritmi che sfidano la gravità. L’indice di settore abbia registrato performance sbalorditive: oltre il 108% di rialzo da inizio anno e un +134% su base annua. Non ci troviamo di fronte a una singola “stock story” fortunata, ma a un intero comparto industriale composto dai 30 principali player globali che sta trainando i listini mondiali.
Alla base di questa impennata ci sono i fondamentali ciclopici legati allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Gli hyperscaler americani (come Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta) hanno pianificato e impegnato tra i 600 e i 750 miliardi di dollari in spese in conto capitale (CapEx) entro il 2026, con circa il 75% di questi fondi destinati esplicitamente a infrastrutture AI. L’intero mercato globale dei chip viaggia ormai verso il trilione di dollari, e la componente AI ne assorbe la metà. Solo quindici anni fa, questa specifica categoria di semiconduttori praticamente non esisteva.
Questa massiccia polarizzazione della domanda ha innescato un fenomeno macroeconomico inedito definito “Chip Inflation” (inflazione da chip). Dopo oltre un decennio di costante deflazione tecnologica, i prezzi delle memorie DRAM e dei sistemi SSD enterprise sono aumentati di sei volte nell’ultimo anno. Il paradosso industriale è evidente: nonostante la capacità produttiva di DRAM cresca a ritmi del 30%, si stima un deficit del 15% per l’industria dei PC e del 12% per gli smartphone. L’assorbimento vorace di silicio da parte delle GPU e dei server AI sta drenando risorse dagli usi tradizionali, spingendo al rialzo i prezzi dell’elettronica di consumo e alterando la nostra comprensione del ciclo economico tecnologico.
I flussi finanziari confermano l’entusiasmo: gli ETF legati al comparto tech e semiconduttori continuano a registrare afflussi record (oltre 12 miliardi in singole settimane), a testimonianza di un posizionamento istituzionale e retail fortemente “Long”. L’80% dei gestori intervistati dalla Global Fund Manager Survey di BofA indica i semiconduttori come il trade più affollato e strategico del momento.
Il rischio valutazioni: la strada si fa stretta
Tuttavia, come evidenziato da alcuni report di Goldman Sachs e Morgan Stanley, il mercato inizia a “scontare la perfezione”. I margini netti del settore hanno toccato il record storico del 41%, ma l’espansione dei multipli (Price/Earnings) ha raggiunto livelli di tensione estrema. Il framework quantitativo è chiaro: ogni punto percentuale di ROE in più giustifica l’attuale espansione dei multipli, ma se la redditività degli hyperscaler dovesse anche solo contrarsi marginalmente, il repricing verso il basso potrebbe essere violento.
Il recente sell-off scatenato dai risultati di Broadcom – eccellenti ma “non sufficientemente superiori” alle aspettative iper-estese – è un campanello d’allarme. Il mega-trend strutturale è solido, le basi della crescita sono reali, ma in questa fase di mercato il risk management non è più un’opzione: è l’unica via. Passare a strumenti derivati asimmetrici, in grado di partecipare all’upside offrendo al contempo una protezione tangibile sul capitale, diventa l’approccio ingegneristico per eccellenza.
Parte II: Strutturare l’asimmetria. Focus sul Certificato IT0005712515
Come si coniuga la necessità di non perdere il treno tecnologico con l’esigenza matematica di gestire un potenziale drawdown sistemico? La risposta risiede nell’architettura dei certificati di investimento. Se nel video veniva citato un certificato a capitale protetto incondizionato con rimborso asimmetrico (Shark Rebate), vogliamo qui traslare questo concetto di efficienza esplorando un prodotto di recente emissione sul secondario, capace di offrire flussi di cassa enormi e un pricing di ingresso estremamente vantaggioso.
Parliamo del certificato Equity Premium Autocallable emesso da Banco BPM (ISIN: IT0005712515).
Per declinare il tema dei semiconduttori, questo strumento non si rivolge ai colossi USA iper-comprati, ma guarda all’Europa: il sottostante è Infineon Technologies AG, leader globale e partner strategico per i chip legati all’automotive e all’Internet of Things, settori vitali che beneficeranno indirettamente del riassetto delle supply chain globali analizzato nella prima parte.
La forza del Singolo Sottostante
In puro stile Investment Engineering, la prima caratteristica strutturale da premiare in questo prodotto è l’assenza dell’opzione Worst Of. Il certificato è costruito su un unico sottostante. Nel panorama attuale, saturo di basket settoriali in cui il rischio di correlazione si trasforma sistematicamente in distruzione di valore (basta che una sola azione crolli per compromettere l’intero certificato), avere un’esposizione diretta e non mediata su un singolo titolo rappresenta un vantaggio probabilistico clamoroso per l’investitore. Il rischio si concentra solo su Infineon, rendendo la stima della volatilità implicita e del rischio barriera un esercizio lineare e pulito.
Il pricing sotto la pari e le cedole fisse: l’ingegneria del “Cuscinetto”
Il certificato ha una scadenza fissata a dicembre 2027 ed è attualmente acquistabile sul mercato secondario (Cert-X) a un prezzo lettera di circa 97,20 €, garantendo un immediato rendimento implicito in conto capitale in caso di rimborso (capital gain del 2,88%).
L’architettura del payoff prevede una Barriera di protezione del capitale profonda, posta al 55% del Valore Iniziale (strike), e una Soglia Cedola al 60%. Ma la vera perla ingegneristica risiede nel piano cedolare: il certificato paga premi mensili dell’1,60% (1,60 € per certificato). E qui interviene la gestione del rischio: le prime sei cedole sono incondizionate (garantite).
Questo dettaglio non è una semplice “ciliegina”, ma una variabile fondamentale di risk mitigation. Indipendentemente da cosa farà Infineon nei primi sei mesi di vita del prodotto, l’investitore incasserà un flusso di cassa totale pari a 9,60 €. Questo ammontare funge da vero e proprio cuscinetto. Qualora lo scenario macro-tecnologico descritto nella prima metà del nostro articolo dovesse deteriorarsi e Infineon dovesse scendere drammaticamente al di sotto della barriera del 55% a scadenza, questo incasso garantito (unito all’acquisto a sconto a 97,20 €) va ad abbattere drasticamente il Break Even Point (punto di pareggio) dell’operazione, ammortizzando di fatto la perdita in conto capitale. Dal settimo mese in poi, le cedole diventano condizionate alla soglia del 60%, ma supportate dal fondamentale Effetto Memoria.
Analisi dei Rendimenti e Opzione Autocall
Dal sesto mese di rilevazione (dicembre 2026), si attiva la clausola Autocall: se Infineon si troverà a un livello pari o superiore al 100% del Valore Iniziale, il certificato scadrà anticipatamente rimborsando il valore nominale (100 €) più l’ultima cedola.
Acquistando oggi a 97,20 €, il rendimento sul capitale allocato risulta essere di primissimo livello, sfiorando rendimenti annualizzati ben oltre la media di mercato. Abbiamo calcolato i diversi scenari di rimborso nella seguente tabella:
| Scenario di Rimborso | Mese di Rilevazione | Flusso Cedolare Cumulato (€) | Flusso di Cassa Totale (€) | Rendimento Cumulato (su 97,20€) | Rendimento Annualizzato (Approssimato) |
| Autocall Dicembre 2026 | Mese 6 | 9,60 € | 109,60 € | +12,75% | ~25,50% |
| Autocall Marzo 2027 | Mese 9 | 14,40 € | 114,40 € | +17,69% | ~23,59% |
| Autocall Giugno 2027 | Mese 12 | 19,20 € | 119,20 € | +22,63% | ~22,63% |
| Scadenza (Dicembre 2027) | Mese 18 | 28,80 € | 128,80 € | +32,51% | ~21,67% |
(Nota: i calcoli ipotizzano l’incasso di tutte le cedole condizionate nei mesi successivi al sesto, ovvero con il sottostante al di sopra del 60% dello strike).
Sintesi Operativa
Di fronte a una “Chip Inflation” e a un mercato dei semiconduttori che sconta tassi di crescita perfetti, l’acquisto diretto dei titoli equity espone il portafoglio a una volatilità direzionale che molti investitori faticano a sopportare. Attraverso lo strumento IT0005712515, si sostituisce l’ansia da prestazione dei massimi storici con una logica di rendimento asimmetrica: si abbandona l’extra-rendimento illimitato di un titolo azionario per garantirsi flussi di cassa stellari (19,2% annuo nominale), protetti da una barriera profonda su una singola azione, un pricing di vantaggio e un cuscinetto incondizionato del 9,6%. Questa è la vera quintessenza della strutturazione di portafoglio: estrarre valore dalla volatilità del mercato, imponendo le proprie regole matematiche al rischio.
Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.
Eh no!Dicci piuttosto quanto può costare al mese.Ho già fatto piccola offerta in passato,ma era veramente piccola.Che è Substack???
Si anche a me può interessare una forma di abbonamento ad un servizio d’investimento ai certificates ed eventualmente a qualche obbligazione.Cos’e’ Substack?
Il formato blog non è sbagliato, anzi, è lo spazio canonico per condividere analisi approfondite. Manca uno stimolo alla discussione con la base utenti, la grafica ed il funzionamento del blog stesso sono datati, la newsletter viene bloccata da thunderbird e non si vedono i contenuti remoti.
Servirebbe sistemare la strategia di marketing, soprattutto in questo periodo dove la SEO è stata sostituita dalle risposte veloci IA. Inoltre sarebbe utile la monetizzazione, il pay per click non ha mai pagato realmente. Se ne può discutere.
Se tu chiudessi il blog mi dispiacerebbe davvero perchè è molto interessante. Ma siccome sei molto bravo ed è un piacere leggere le tue analisi e le tue indicazioni di investimento, non esiterei a seguirti su qualsiasi sito (francamente non so cosa sia Substack) di cui ci comunicherai le indicazioni di accesso. Dicci inoltre cosa possiamo fare per supportarti