Quattro eccellenze italiane per oltre il 13% annuo

Continuo anche questa settimana con una parte più “didattica” degli articoli in modo tale (o meglio nella speranza di) rendere più accessibile lo strumento dei certificati anche ai meno esperti.

Ma prima facciamo una breve sintesi dei mercati finanziari della settimana:

Azionario americano

La settimana è cominciata con nuovi massimi storici sui listini USA, spinti soprattutto dai titoli tecnologici e dalle attese sull’IA. Lunedì l’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in rialzo (rispettivamente +0,44% e +0,70%), trainati da Nvidia (+3,9% dopo l’annuncio di un maxi-investimento in OpenAI) e da Apple (+4,3% su buone prospettive di vendita di iPhone). Tuttavia da martedì i mercati hanno accusato presa di beneficio. Mercoledì a Destù la Fed ha mantenuto un tono prudente: Powell ha sottolineato la necessità di bilanciare inflazione e occupazione, lasciando aperta la porta a ulteriori tagli ma senza indicare tempistiche precise. In questo contesto mercoledì/giovedì i principali indici hanno perso terreno (Nasdaq -0,5%/0,9%). Venerdì l’inflazione PCE di agosto è risultata in linea con le attese (2,7% annuo), consolidando le speranze di tagli dei tassi Fed nei prossimi mesi. In chiusura la Borsa ha moderatamente recuperato (+0,59% l’S&P 500), mentre i rendimenti obbligazionari lunghi salgono leggermente. Complessivamente la settimana si chiude con un lieve calo complessivo sui livelli di inizio settimana

Azionario italiano

Anche Piazza Affari ha mostrato moderati guadagni. Il FTSE MIB ha incamerato circa +0,8% nel periodo (chiudendo venerdì a 42.646 punti, +0,96% in giornata). A trainare sono stati soprattutto i titoli finanziari: le banche di medio-piccola capitalizzazione e in generale il settore assicurativo hanno fatto bene. Per esempio Generali ha guadagnato +2,48% venerdì e Unipol +2,86%, mentre nel comparto bancario hanno brillato BPER, Popolare di Sondrio, Intesa e Unicredit con rialzi intorno al 2%. Fra i ribassi, Brunello Cucinelli ha pagato speculazioni negative sul suo business russo (–1,74% venerdì). In sintesi, il supporto di banche e assicurazioni ha bilanciato qualche scarsa performance tecnologica e reso la settimana dell’indice complessivamente positiva. Lo spread BTP-Bund è rimasto basso (sui ~85-87 punti) e il rendimento del BTP a 10 anni ha oscillato intorno al 3,6%firstonline.info, riflettendo la fiducia degli investitori nella gestione del debito pubblico e la stabilità politica.

Obbligazionario

Sul fronte obbligazionario USA i rendimenti dei titoli di Stato sono leggermente saliti, riflettendo i dati economici solidi. Il decennale americano rende intorno al 4,2% (era 4,18% venerdì dopo il PCE). Questo suggerisce che, pur con Fed pronta a tagliare, i mercati credono in una crescita ancora vivace. In Europa, il decennale italiano a 10 anni rendeva circa il 3,6%, mentre lo spread con il Bund decennale tedesco è rimasto su livelli contenuti (sotto i 90 punti). In breve, i mercati obbligazionari riflettono aspettative di tassi ancora bassi nel tempo ma un’economia USA che resta resistente: i rendimenti salgono solo leggermente, anche grazie a una domanda di rifugio su asset con cedole più interessanti.

Oro

L’oro ha registrato una forte crescita, spinto dalle speranze di tassi più bassi. Quotato in dollari, il metallo prezioso è salito di circa il 2,5% nella settimana, attestandosi attorno ai 3.780 $/oncia venerdì (toccando un picco record di ~3.790 $ a metà settimana). La dinamica è stata sostenuta dai dati di inflazione USA in linea col previsto, che hanno alimentato le attese di tagli dei tassi Fed: così l’oro – tradizionale bene rifugio – ne ha beneficiato. In breve, i movimenti sui mercati internazionali (Fed, consumi, tariffe) hanno alimentato in settimana la domanda di asset “sicuri”: oltre all’oro, ne hanno beneficiato anche argento e platino, anch’essi a livelli di prezzo molto elevati.

Ed ora veniamo al certificato della settimana, ma prima colgo l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:

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Guadagnare 12% all’anno anno anche con un crollo del -70%

Rieccoci qua dopo una settimana di stop. Come permesso il posto di questa settimana riguarderà un certificato con un profilo estremamente protettivo. Ho deciso inoltre che, ogni tanto, sia anche giusto spiegare nuovamente quali siano i meccanismi base del funzionamento di un certificato a cedole condizionate. Quindi magari questo articolo potrebbe risultare un po’ prolisso per chi già conosce a fondo questo tipo di prodotto, ma ciò non toglie che il certificato trattato può essere interessante sia per i più esperti che per i neofiti.

Colgo subito l’occasione per ricordarvi che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:

Questa volta non vi parlerò dei punti salienti della settimana, perché mi vorrei proprio concentrare sull’aspetto divulgativo.

Permettetemi, in un mondo finanziario che spesso spinge a decisioni impulsive, di ritornare su un concetto a me molto caro: l’importanza di analizzare in modo trasparente e senza filtri ogni singolo strumento che entra nel nostro raggio di interesse. La missione che io, il sottoscritto, cerco di portare avanti è quella di fornire gli strumenti per una comprensione autentica, al di là del marketing, perché sono convinto che solo una conoscenza profonda possa portare a scelte consapevoli.

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Aggiornamenti ed anticipazioni

Salve,

purtroppo questa settimana, causa forze maggiori, non riuscirò a completare l’articolo.

Però due cose permettetemi di scriverle:

innanzitutto fatemi ringraziare Roby che ha contribuito con una donazione per questo sito. Visto che ha espresso la preferenza di prodotti più tranquilli, mi sembra giusto che il prossimo post vada in questa direzione. Ricordo che per chiunque voglia contribuire, lo può fare in diversi modi.

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La seconda cosa è che, per quanto riguarda la posizione sul VIX dello scorso articolo, ho aperto una posizione long praticamente sui livelli attuali ma, a differenza dell’articolo, ho utilizzato quest’altro certificato DE000VC3TCV6, che ha un livello di barriera più basso (e quindi anche una leva più contenuta).

Se poi l’indice scendesse sotto 15 aumenterò ulteriormente la mia esposizione.

Ci vediamo quindi la prossima settimana con un prodotto più adatto ai “cassettisti”, perciò stay tuned.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.

Guadagnare fino allo 85% sull’indice della paura!

Rieccoci qua dopo una lunga pausa estiva e ricominciamo con la nostra consueta analisi dei mercati. Vi anticipo subito che ho deciso da ora in poi di alternare i classici certificati a cedola periodica con strategie più tattiche, che potremmo definire da trading “morbidi e fuggi”. Queste queste strategie certificati a leva variabile con una barriera knockout sotto la quale, o sopra la quale se il prodotto è di tipo short, il valore del certificato si annulla, perciò fate attenzione alla vostra allocazione del capitale!

Ma iniziamo prima con un’analisi generale.

Negli ultimi giorni emerge con chiarezza un quadro macroeconomico e geopolitico di crescente complessità, che sta plasmando i mercati finanziari. Sul fronte macro, i dati del mercato del lavoro statunitense mostrano un rallentamento evidente: le buste paga non agricole e le revisioni recenti indicano un indebolimento che ha convinto i mercati a scontare con decisione un taglio dei tassi da parte della Fed già nel prossimo meeting. Questo spostamento delle aspettative ha avuto effetti immediati sui rendimenti: i Treasury a 2 anni si sono portati ai minimi recenti, mentre anche la parte lunga della curva mostra segnali di discesa; al contempo permane il dibattito su possibili ripercussioni inflazionistiche e sul comportamento dei tassi a lunga in caso di politiche fiscali o monetarie non convenzionali. Io è da molto tempo che mi aspetto un abbassamento della curva, finora il mercato non è andato in quella direzione, ma ora sembra che le cose stiano cambiando.

La reazione dei mercati è duplice: da un lato si osserva un forte interesse per asset rifugio come l’oro, che ha raggiunto nuovi massimi storici, sintomo di attese di “debasement” valutario e di tassi reali più bassi; dall’altro vi è attenzione alle possibili tensioni fiscali e geopolitiche che potrebbero riaccendere volatilità e margini di incertezza sui mercati obbligazionari. Gli scenari di politica — incluse misure protezionistiche e contenziosi commerciali — aggiungono un ulteriore elemento di rischio per i flussi di capitale e per le aspettative sui rendimenti reali.

Sul piano geopolitico e strutturale, il confronto USA-Cina è descritto come una partita tra “costruzione” e “litigio”: la Cina, con una classe dirigente formata in larga parte da ingegneri, ha puntato su capacità di realizzazione infrastrutturale e tecnologica su larga scala; gli Stati Uniti, con una cultura istituzionale più legata alla litigiosità e alla tutela legale, si stanno però mobilitando per recuperare capacità produttive strategiche (chip, data center, cantieri militari). Questo riassetto produttivo e le politiche industriali di risposta possono generare sia opportunità sia shock di breve termine, con impatti distinti su valuta, rendimenti e asset risk-on/risk-off.

Nel complesso, la combinazione di Fed orientata al taglio dei tassi, rischio politico-fiscale e rivalità geopolitica crea uno scenario in cui conviene monitorare la liquidità, privilegiare profili di duration breve nel reddito fisso e mantenere esposizioni difensive (oro, coperture di volatilità) come protezione contro shock imprevisti.

È proprio da qui che parte la strategia di questa settimana.

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Che cos’è l’indice VIX e perché potrebbe salire

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