Strategia combinata su Stellantis: le possibilità sono molte, sia al ribasso che al rialzo!

Per chi pensava che l’incontro tra Xi e Trump potesse risolvere tutto e avremmo ricominciato a vivere tutti quanti d’economia (e non di potenza tra nazioni), s’è risvegliato venerdì un po’ scosso.

Il panorama macroeconomico e geopolitico del 2026 si configura come un ecosistema in cui le vecchie certezze della globalizzazione cooperativa sono state definitivamente sostituite da quella che definiamo una “stagflazione bellica” strutturale. In questo scenario, l’analisi dei mercati non può prescindere da una comprensione profonda delle dinamiche di potere tra le grandi potenze, poiché ogni movimento dei listini azionari è ormai un sottoprodotto di decisioni prese nelle stanze della diplomazia coercitiva o sui campi di battaglia tecnologici. La recente evoluzione delle relazioni internazionali, segnata dal fallimento dei vertici tra Stati Uniti, Cina e Iran, ha innescato un mutamento di regime nei mercati finanziari, passando da una fase di “Low Vol Bull” a una di incertezza radicale, dove le divergenze tra l’andamento dei prezzi e la forza sottostante dei trend iniziano a manifestarsi con preoccupante chiarezza.

Il Tramonto della Diplomazia: Il Collasso delle Aspettative USA-Cina e USA-Iran

L’illusione che ha alimentato i mercati nella prima parte dell’anno, basata sulla speranza di una ricomposizione pragmatica delle crisi tra Washington e i suoi principali antagonisti sistemici, è ufficialmente tramontata. La narrativa di una distensione, spesso sostenuta da analisti poco inclini a considerare la realtà delle frizioni strutturali, si è scontrata con la durezza dei fatti geopolitici. Le aspettative di un ritorno alla normalità nei rapporti con l’Iran e di una tregua commerciale duratura con la Cina sono completamente cadute, lasciando il posto a una logica di attrito permanente che condiziona pesantemente le catene di approvvigionamento e i premi per il rischio globale.

Il Fallimento del Vertice Trump-Xi Jinping e il Ritracciamento degli Indici

Il punto di rottura definitivo è stato rappresentato dall’incontro tra il presidente Trump e il leader cinese Xi Jinping, un vertice che era stato caricato di aspettative eccessive dai media mainstream. La realtà emersa dal tavolo negoziale è stata quella di un fallimento totale, sia sul fronte diplomatico che su quello commerciale. Non solo non sono stati raggiunti accordi sulla riduzione dei dazi o sulla protezione della proprietà intellettuale, ma l’incontro ha evidenziato una reciproca sfiducia che preclude qualsiasi cooperazione nel medio periodo. Gli Stati Uniti continuano a vedere nell’ascesa tecnologica cinese una minaccia esistenziale alla propria sicurezza nazionale, mentre Pechino non è disposta a sacrificare il proprio modello di sviluppo industriale per compiacere le richieste di Washington.

Questo fallimento ha fornito il catalizzatore fondamentale per il recente ritracciamento degli indici azionari mondiali. Gli investitori, realizzando che la “diplomazia della necessità” non avrebbe prodotto i frutti sperati, hanno iniziato a prezzare uno scenario di costi operativi più elevati e di mercati frammentati. La fine dell’era del “Grand Bargain” sino-americano significa che le aziende multinazionali, specialmente quelle del settore tecnologico e manifatturiero, dovranno navigare in un ambiente caratterizzato da barriere tariffarie crescenti e da una costante minaccia di sanzioni incrociate.

La Questione Iraniana e lo Stallo nel Medio Oriente

Parallelamente al fronte cinese, la crisi tra Stati Uniti e Iran rimane una ferita aperta che minaccia la stabilità energetica globale. Le speranze di un nuovo accordo sul nucleare o di una de-escalation regionale sono state spazzate via da una serie di ultimatum reciproci che hanno riportato la tensione ai massimi livelli. Questo stallo non è solo un problema di sicurezza militare, ma agisce come un potente freno economico attraverso il canale dei prezzi dell’energia e dei costi di assicurazione marittima per i transiti nello Stretto di Hormuz. In un regime di stagflazione bellica, l’instabilità nel Golfo Persico garantisce che l’inflazione rimanga “appiccicosa”, limitando il margine di manovra delle banche centrali e costringendo gli investitori a cercare rifugio in strumenti di protezione del capitale.

Evento GeopoliticoAspettativa InizialeRealtà Post-VerticeImpatto sui Mercati
Incontro Trump-XiAccordo commerciale “fase 2”Fallimento diplomatico e commercialeRitracciamento indici globali
Crisi USA-IranDe-escalation e nuovo accordoStallo messicano e minacce militariRialzo volatilità e costi energetici
Transizione MultipolareEgemonia unipolare stabileRafforzamento del blocco BRICS+Multipolarismo valutario e incertezza

Analisi Tecnica del FTSE MIB: La Divergenza come Segnale d’Allarme

Mentre il quadro macroeconomico si deteriora, i segnali provenienti dall’analisi tecnica confermano la fragilità dell’attuale struttura dei prezzi, specialmente sul listino milanese. L’osservazione attenta del grafico del FTSE MIB rivela un fenomeno classico di esaurimento del momentum, che spesso precede correzioni profonde o inversioni di tendenza.

Il Paradosso tra Nuovi Massimi e Oscillatori Decrescenti

L’immagine tecnica del FTSE MIB mostra una chiara e pericolosa divergenza ribassista. Mentre l’indice dei prezzi ha continuato a spingersi verso nuovi massimi relativi (superando quota 49.000 punti), l’oscillatore stocastico (21, 7, 7) ha segnato massimi decrescenti, evidenziati graficamente dalle linee blu che collegano i picchi dell’indicatore. Questa discrepanza indica che, nonostante il prezzo conti di salire, la forza interna del movimento sta svanendo. In termini di ingegneria finanziaria, stiamo assistendo a una fase di distribuzione latente, in cui i “mani forti” stanno alleggerendo le posizioni mentre la narrativa mainstream continua a spingere il pubblico verso l’ottimismo.

Storicamente, le divergenze tra prezzo e stocastico sono tra i segnali più affidabili per identificare i punti di svolta del mercato. Quando lo stocastico non riesce a seguire il prezzo nella creazione di nuovi massimi, significa che la pressione di vendita sta iniziando a sopraffare la domanda proprio sui livelli più alti. Nel contesto attuale, segnato dal fallimento diplomatico tra le grandi potenze, questa divergenza agisce come un segnale d’allarme critico: la calma apparente della borsa è solo la superficie di un ecosistema che si sta preparando a un brusco riposizionamento.

Il Settore Automotive: Tra Crisi Strutturale e Opportunità di Rendimento

Il comparto automobilistico europeo rappresenta perfettamente le contraddizioni del mondo multipolare del 2026. Schiacciato tra una transizione elettrica forzata e la concorrenza aggressiva dei produttori cinesi, il settore sta attraversando una metamorfosi che ne mette in discussione la stessa sopravvivenza nel lungo termine. Giganti come Stellantis si trovano a dover gestire un declino della domanda nei mercati tradizionali e una perdita di competitività tecnologica nell’elettrificazione.

Nonostante le difficoltà macroscopiche del settore, l’approccio basato su strategie asimmetriche ha dato frutti eccezionali. Sei mesi fa, avevamo presentato un certificato Reverse Bonus Cap (ISIN DE000UG81M71) emesso da UniCredit, focalizzato sulla debolezza di Stellantis. La tesi di fondo era che la debolezza del titolo avrebbe permesso di estrarre valore attraverso una struttura che trae profitto dalla stabilità o dal ribasso delle quotazioni, a differenza dei tradizionali certificati long.

L’operazione è andata molto bene: lo strumento, che rimborserà tra circa un mese (giugno 2026), ha permesso di ottenere un rendimento complessivo superiore al 22% in un orizzonte semestrale. Questo risultato sottolinea l’efficacia dell’ingegneria finanziaria nel creare profili di rendimento positivi anche in settori sotto pressione, trasformando la volatilità negativa in un vantaggio per l’investitore prudente.

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Guadagnare fino allo 85% sull’indice della paura!

Rieccoci qua dopo una lunga pausa estiva e ricominciamo con la nostra consueta analisi dei mercati. Vi anticipo subito che ho deciso da ora in poi di alternare i classici certificati a cedola periodica con strategie più tattiche, che potremmo definire da trading “morbidi e fuggi”. Queste queste strategie certificati a leva variabile con una barriera knockout sotto la quale, o sopra la quale se il prodotto è di tipo short, il valore del certificato si annulla, perciò fate attenzione alla vostra allocazione del capitale!

Ma iniziamo prima con un’analisi generale.

Negli ultimi giorni emerge con chiarezza un quadro macroeconomico e geopolitico di crescente complessità, che sta plasmando i mercati finanziari. Sul fronte macro, i dati del mercato del lavoro statunitense mostrano un rallentamento evidente: le buste paga non agricole e le revisioni recenti indicano un indebolimento che ha convinto i mercati a scontare con decisione un taglio dei tassi da parte della Fed già nel prossimo meeting. Questo spostamento delle aspettative ha avuto effetti immediati sui rendimenti: i Treasury a 2 anni si sono portati ai minimi recenti, mentre anche la parte lunga della curva mostra segnali di discesa; al contempo permane il dibattito su possibili ripercussioni inflazionistiche e sul comportamento dei tassi a lunga in caso di politiche fiscali o monetarie non convenzionali. Io è da molto tempo che mi aspetto un abbassamento della curva, finora il mercato non è andato in quella direzione, ma ora sembra che le cose stiano cambiando.

La reazione dei mercati è duplice: da un lato si osserva un forte interesse per asset rifugio come l’oro, che ha raggiunto nuovi massimi storici, sintomo di attese di “debasement” valutario e di tassi reali più bassi; dall’altro vi è attenzione alle possibili tensioni fiscali e geopolitiche che potrebbero riaccendere volatilità e margini di incertezza sui mercati obbligazionari. Gli scenari di politica — incluse misure protezionistiche e contenziosi commerciali — aggiungono un ulteriore elemento di rischio per i flussi di capitale e per le aspettative sui rendimenti reali.

Sul piano geopolitico e strutturale, il confronto USA-Cina è descritto come una partita tra “costruzione” e “litigio”: la Cina, con una classe dirigente formata in larga parte da ingegneri, ha puntato su capacità di realizzazione infrastrutturale e tecnologica su larga scala; gli Stati Uniti, con una cultura istituzionale più legata alla litigiosità e alla tutela legale, si stanno però mobilitando per recuperare capacità produttive strategiche (chip, data center, cantieri militari). Questo riassetto produttivo e le politiche industriali di risposta possono generare sia opportunità sia shock di breve termine, con impatti distinti su valuta, rendimenti e asset risk-on/risk-off.

Nel complesso, la combinazione di Fed orientata al taglio dei tassi, rischio politico-fiscale e rivalità geopolitica crea uno scenario in cui conviene monitorare la liquidità, privilegiare profili di duration breve nel reddito fisso e mantenere esposizioni difensive (oro, coperture di volatilità) come protezione contro shock imprevisti.

È proprio da qui che parte la strategia di questa settimana.

Ma prima di iniziare vi ricordo che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:

Che cos’è l’indice VIX e perché potrebbe salire

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Proteggersi fino al -70% di ribasso!

Rieccoci dopo le vacanze pasquali a cercare nuove strategie.

In questo articolo mi sono concentrato su come sostituire il certificato presentato nell’articolo “Tre banche europee per oltre il 16% all’anno” che è andato ormai in scadenza anticipato.

Per chi se lo fosse perso, consiglio anche di leggere “Breve compendio per Sinofobi e Suprematisti Occidentali vari” perché la recente ritirata di Trump sui dazi alla Cina sembra essere una delle conseguenze delle argomentazioni scritte in tale articolo.

Con la scadenza del certificato DE000UG1U4Q2, analizzato in un precedente articolo su investmentengineering.it, gli investitori possono essere alla ricerca di nuove opportunità per reinvestire la liquidità.

Prima, come al solito, vi ricordo che chi volesse contribuire al proseguimento di questo blog, lo può fare in vari modi. Il primo è più efficace è quello di effettuare una donazione tramite Go Fund Me o Buy Me Coffee. Poi potete iscrivervi alla mailing list qui a destra, potete cliccare sulle inserzioni pubblicitarie che vi vengono presentate ed infine potete diffondere gli articoli tramite i social network a cui siete iscritti. Queste ultime due possibilità non vi costano nulla! Inoltre ora potete farlo anche tramite un trasferimento di bitcoin a questo indirizzo: bc1qy0kr074kdpnlrzszgwfnrdrlv2srnmkdzltl8s od utilizzando il seguente QR Code:

Tra le alternative ho trovato il certificato con ISIN IT0006767872, un prodotto che combina rendimento e protezione, ma con caratteristiche distintive rispetto al predecessore. In questo articolo analizzeremo le sue peculiarità, lo confronteremo con DE000UG1U4Q2 e valuteremo se possa rappresentare una scelta valida, considerando in particolare l’impatto di un maggior numero di sottostanti in un contesto “worst of”.

Premetto che mi sto spostando su un prodotto complessivamente più difensivo del precedente perché non mi fido del recente rimbalzo.

Descrizione del Certificato

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Breve compendio per Sinofobi e Suprematisti Occidentali vari

Questo post “sostituisce” il classico articolo del weekend visto che ci troviamo nella settimana pasquale e quindi salterà. Ne approfitto per farvi gli auguri di Buona Pasqua!

Il post che segue è un po’ diverso dal solito e prendo spunto da un commento di un lettore (che ringrazio) riguardo il mio ultimo articolo che, seppur di sfuggita, accennava a quale dovesse essere, a mio avviso, la postura internazionale dell’Italia e quindi nei confronti della Cina.

Ci tengo a precisare che non c’è nessun intento polemico contro il commento stesso, così come la mia visione può tranquillamente non essere condivisa da alcuni: io lascerò i commenti aperti facendo affidamento sulla vostra educazione. Anticipo già che personalmente non risponderò ai commenti.

Visto che gli argomenti addotti vanno molto di moda (e lo andranno sempre di più) in maniera trasversale dagli ambienti ZTL ai suprematisti occidentali vale la pena dedicargli un post a sé.

Il commento recita testualmente:

Si,cadiamo in mano a un regime autoritario,che sta rapinando Paesi emergenti,terreni e terre rare,rubare tecnologie,colpevole del COVID, sovvenzioni statali alle sue imprese,vendendo in dumping,ecc.,… può bastare?
Il puzzone si può convincere,e poi passerà,i comunisti nn cambiano mai,Sic et sempre.
E poi nn ha proprio tutti i torti:usa ci pagano sicurezza,e noi investiamo in welfare che loro nn hanno…mi fermo qui

Prima di entrare nel merito, faccio un po’ di premesse:

  1. Non sono un sinologo
  2. Lungi da me difendere un paese o regime piuttosto che un altro
  3. Stringere accordi o alleanze in qualche campo non significa “cadere in mano a qualcuno”. Questo approccio è tipico di che dà per scontato che si debba inevitabilmente sottostare a qualche egemone.

Premesso ciò, iniziamo. L’articolo sarà un po’ lungo, perciò mettetevi comodi, ma soprattutto non conterrà nessuna strategia operativa.

Depredare i paesi emergenti

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Portafoglio Italia: altra settimana turbolenta

Ormai le righe verdi sono decisamente predominanti rispetto a quelle rosse nel nostro report. Questa potrebbe essere una magra consolazione per alcuni, ma in un contesto con una volatilità che non era più apparsa da anni, riuscire a limitare i danni settimana per settimana è una condizione necessaria per poi tornare in utile in tempi brevi quando il mercato si girerà. Continua a leggere…