Costruire un portafoglio bilanciato senza ricorre ai fondi (ed ai loro costi!)

È molto comune tra i risparmiatori rivolgersi al proprio consulente finanziario o direttamente alla propria banca per investire parte della propria liquidità. Alla fine, gran parte delle volte si finisce con il sottoscrivere un qualche fondo detto “bilanciato”. Dietro questo aggettivo c’è un’idea molto semplice: un prodotto che abbia una componente azionaria ed una obbligazionaria. In questo modo si ha una componente più stabile che garantisce un flusso cedolare (obbligazioni) ma allo stesso tempo non si rinuncia al potenziale aumento del mercato azionario.
Ragionamento corretto, soprattutto per coloro che anno un profilo di rischio “medio”. Unica nota stonata di questa soluzione è il costo: non è affatto raro che si arrivi a pagare il 5% per la sottoscrizione più un 2% o 3% annuo per la gestione.
In questo post verrà fornita un prodotto paragonabile ad un fondo bilanciato ma a costi decisamente più contenuti.
Per prima cosa dobbiamo capire cosa sia un’obbligazione convertibile. Continua a leggere…

Aggiornamento Portafoglio Italia 2018: recupero rispetto la settimana scorsa

Settimana di recupero sia per il FTSE MIB che per il nostro Portafoglio Italia. Entrambi hanno dimezzato le perdite rispetto alle settimana scorsa. Nel precedente aggiornamento avevamo messo in evidenza come il violento ribasso fosse dovuto più al cambiamento della natura dei mercati sempre più automatizzati che non a ragioni fondamentali come il rendimento del T-Bond, invitando gli investitori alla calma. Questa settimana sembra averci dato ragione, ma pensiamo anche che la volatilità proseguirà nella prossime settimane.

Venendo ai numeri: il supporto indicato qui posto a 22000 per il FTSE MIB ha tenuto facendolo rimbalzare a 22797 con un +2,84% rispetto al 09/02 (in cui aveva fatto -4,86%).

Il Portafoglio Italia ha ridotto il recupero ma proprio perché meno volatile dell’indice e perché aveva subito un minore ribasso la settimana scorsa facendo un +1,71% contro -3,21% precedente.

Infatti le performance dall’inizio (12/01/2018) rimangono migliori del FTSE MIB con un -1,15% contro -2,70%, confermando che una minore volatilità e maggiore qualità del portafoglio ripaga soprattutto nei periodi di maggior nervosismo dei mercati.

Potete consultare le serie storiche del portafoglio Italia ed il confronto con il FTSE MIB qui.

Volatilità ed ENI: fino al 24% annuo di profitti

Nel precedente post abbiamo rivolto l’attenzione su una che caratteristica dei mercati di cui ci eravamo scordati l’esistenza: la volatilità.

Nelle ultime settimane si è invece manifestata in tutta la sua forza. Ad esempio l’indicatore VIX (che misura la volatilità di un indice) del S&P 500 ha fatto un balzo da circa 12 a più di 50! la forza di tale movimento è apprezzabile dal grafico sotto riportato.

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Aggiornamento Portafoglio Italia: calma e sangue freddo sono sempre ottimi consiglieri

La settima appena conclusa è stata una delle peggiori degli ultimi anni per il FTSE MIB che ha fatto segnare un -4,46%. Il ribasso (per chi ci segue da un po’ lo sa) non ci coglie sorpresi, infatti già da qualche settimana predicavamo l’insostenibilità dei tassi di crescita dei mercati azionari di inizio anno. Va anche detto che una così forte rapidità nella discesa era comunque poco prevedibile.

Ciò che stiamo notando è un mutamento della natura dei mercati azionari che stanno riscoprendo un’alta volatilità, che invece è stata completamente compressa negli ultimi anni. Torneremo su questo aspetto, con diverse strategie, in diversi prossimi post.

Per quanto riguarda il FTSE MIB invece, Continua a leggere…

Aggiornamento Portafoglio Italia: +8% sul titolo bancario

Altro breve aggiornamento per il Portafoglio Italia 2018. In un clima di sell off generalizzato (ormai si vende di tutto) spicca, nel momento in cui vi sto scrivendo, un +8% dell’unico titolo bancario versione risparmio presente nel nostro portafoglio. Va inoltre notato come la versione risparmio stia facendo molto meglio del titolo ordinario che sta facendo “solo” un +1,1%.

Le ragioni di tale rialzo sono:

  1. L’utile è cresciuto del 23% nel 2017.
  2. Il management di proposto la distribuzione di un dividendo 2018 (relativo all’esercizio 2017) di 0,203 euro per azione ordinaria e una cedola di 0,214 euro per ogni titolo di risparmio (contro uno 0,189 dell’anno scorso).
  3. Il board ha deciso di proporre all’assemblea dei soci la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio della banca in azioni ordinarie. Il rapporto di conversione individuato sarà pari a 1,04 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio, senza pagamento di alcun conguaglio in denaro e con contestuale eliminazione nello statuto dell’indicazione del valore nominale delle azioni

In particolare l’ultimo punto ci rileva come la stessa società consideri di maggior valore le azioni risparmio a tal punto da convertirle in ordinarie con una notevole maggiorazione del prezzo.

Se la proposta sarà approvata valuteremo se mantenere il titolo ordinario in portafoglio o sostituirlo con un altro.

Per adesso sottolineiamo la capacità del nostro algoritmo di selezionare titoli sottovalutati e portiamo a casa questo +8% e l’incremento del dividendo! Potete scaricare il portafoglio qui.

Telecom Italia: un investimento a doppia cifra

Nel precedente post (e non solo) abbiamo già analizzato la situazione dei mercati azionari ed il loro stato di iper-comprato nel breve termine. Solo la settimana appena trascorsa ha iniziato a riportare gli indici verso livelli più accettabili.

Ormai saprete che quando la volatilità aumenta è sempre saggio (perlomeno nel breve-medio termine) evitare di investire direttamente in azioni, dove i punti d’ingresso e d’uscita divengono sempre più difficili da individuare, ma guardare ai certificati che ci garantiscono sia date certe di scadenza del nostro investimento che range di prezzi ampi entro i quali il nostro investimento risulta comunque profittevole. Non serve quindi azzeccare “il prezzo giusto” ma basta che un certo titolo non scenda sotto un certo prezzo definito barriera.

In particolare oggi analizzeremo due tipi di certificati:

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Mercati azionari: Tanto tuonò che piovve!

È proprio il caso di dirlo: tanto tuonò che piovve! Per chi ha iniziato a seguire il nostro Portafoglio Italia, un portafoglio di 10 titoli ad alto dividendo e sottovalutati, sa che da inizio anno sosteniamo che i ritmi di crescita degli indici azionari non erano proseguibili e così è stato. Siccome la crescita è stata molto spinta, la discesa è stata, come quasi sempre accade, ancor più repentina.

Il FTSE MIB ha fatto un bel -2,75% in una sola settimana, portando il livello dell’indice a -0,97% dal 12/01/2018, data in cui abbiamo rilasciato il nostro portafoglio. Il portafoglio Italia si è, anche questa settima, comportato meglio dell’indice di riferimento con -2,58% settimanale e soprattutto con una performance dall’inizio ancora positiva con un +0,41% (le serie storiche sono scaricabili qui).

Una delle principali ragioni del ribasso generalizzato degli indici azionari di tutto il mondo, oltre che la ragione tecnica di iper-comprato, è l’aumento del rendimento del T-Bond a 10 anni che ormai inizia a pagare cedole superiori ai dividendi di molte azioni. Se così è, allora il nostro portafoglio che garantisce dividendi superiori alla media e minore volatilità dovrebbe continuare a fare meglio del proprio benchmark.

Infine date un’occhiata al precedente post “UBI Banca: una posizione contrarian dal 17% in quattro mesi e mezzo” e constatate voi stessi la bontà della nostra strategia e la sua profittabilità.

Così come abbiamo predicato prudenza nelle settimane scorse, allo stesso modo evitate il panico in questa fase di ribasso visto che era del tutto prevedibile e fisiologico.

Nel prossimo post presenteremo un’altra strategia di medio termine (4/5 mesi) che tenta di neutralizzare eventuali ulteriori ribassi nelle prossime settimane.