Un portafoglio di azioni italiane per tutto l’anno: ecco il Portafoglio Italia!

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Nel 2017 ci siamo lasciati con l’intento di fornire un portafoglio di azioni italiane, che chiameremo Portafoglio Italia, in modo tale che chiunque abbia accesso al mercato di borsa italiana lo possa, se lo vuole, replicare.

La prima settimana del 2018 è stata “spumeggiante” per tutti gli indici azionari e quello italiano non ha fatto eccezione: l’indice FTSE MIB è passato dai 21853 punti del 29/12/2017 (ultima seduta del 2017) ai 22762 di Venerdì scorso, un +4,15% in una settima.

Per questo motivo riteniamo opportuno attendere un piccolo storno prima di entrare in posizione, quindi la nuova composizione del portafoglio per il 2018 verrà confermata nei prossimi post. Ci sembra però importante iniziare a vedere come era composto il nostro portafoglio a partire dal 2014 ed accennare a quali siano i suo criteri di composizione. Non a caso abbiamo utilizzato il verbo accennare perché alcuni dettagli dell’algoritmo di selezione sono proprietari e tali rimarranno.

Prima di iniziare però è necessario fare alcune puntualizzazioni:

  • Quanto segue non vuole essere un incentivo all’acquisto, si tratta di un portafoglio generato da un nostro algoritmo.
  • Le performance passate non rappresentano garanzie di performance future.
  • Trattandosi di un portafoglio azionario il rischio è molto elevato.

Veniamo dunque alla descrizione del nostro portafoglio.

L’obbiettivo di questo portafoglio è quello di garantire un importante flusso cedolare ed al tempo stesso ridurre il più possibile le sue oscillazioni. Abbiamo già parlato sull’importanza dell’importanza di questi due fattori in questo post.

Il portafoglio è composto sempre da 10 società tutte aventi il medesimo peso, ossia fatto 100 il valore complessivo, al momento dell’acquisto ogni società ha un controvalore di 10.

Per comporre un portafoglio valido per l’anno Y si procede come segue:

  1. Si prendono in considerazione solo le società quotate nel FTSE MIB e nel FTSE Italia MID Cap, escludendo così tutti i titoli a minor capitalizzazione.
  2. Per ogni società si calcola l’ammontare del dividendo dell’anno Y-1 (cioè l’anno appena trascorso)
  3. Sia Di il rapporto tra il dividendo ed il prezzo del primo giorno di quotazione dell’anno corrente Y (o il primo giorno utile in cui si desidera entrare) della i-esima società.
  4. Si escludono quelle società che presentano un Di < 0,03.
  5. Sia Vi la misura della volatilità, secondo una nostra formula, della i-esima società nell’anno Y-1.
  6. Sia Si un punteggio compreso tra 0 ed 1 secondo la formula Si = f(Di, Vi) dove f è una formula di nostra proprietà.
  7. Si ordinano in senso decrescente le società secondo Si.
  8. Le prime 10 società risultanti dal punto 7 sono quelle che comporranno il portafoglio per l’anno Y.

Se si vuole sintetizzare la filosofia di questo algoritmo, per quelli che non hanno molta confidenza con questa modalità di descrivere le procedure, possiamo dire che si selezionano le società che presentano una buona prospettiva di dividendi ma, allo stesso tempo, hanno dimostrato una certa stabilità dei prezzi nell’anno appena trascorso.

Di seguito è riportata la composizione del portafoglio per gli anni che vanno dal 2014 fino al 2017 ed alla fine una tabella riassuntiva che compara le performance del portafoglio Italia rispetto al FTSE MIB:

 

Portafoglio Italia 2014

Portafoglio Italia 2015

Portafoglio Italia 2016

Portafoglio Italia 2017

 

 

Ricordo che il guadagno medio è calcolato come tasso composito e non come media semplice!

Come potete vedere il nostro Portafoglio Italia ha sempre battuto negli ultimi quattro anni (da quando abbiamo iniziato) l’indice di riferimento FTSE MIB; anche se, ricordiamolo nuovamente, le performance passate non costituiscono una garanzia per il futuro.

Il confronto dell’andamento tra Portafoglio Italia e FTSE MIB è riportato di seguito:

Per concludere volevamo sottolineare due aspetti molto importanti che derivano dalla filosofia di selezione del nostro portafoglio.

  1. Come vedete il nostro algoritmo non è “magico”, nel senso che può tranquillamente selezionare dei titoli che alla fine dell’anno hanno performance negative. Se prendete ad esempio il 2014 noterete che era entrata Saipem ed alla fine dell’anno ha messo a segno una performance disastrosa del -43%, cioè ha quasi dimezzato il suo valore! È qui che però entra in campo l’importanza fondamentale della diversificazione: in realtà questo crollo di Saipem ha pesato negativamente per solo il 4,3% nel nostro portafoglio e le performance degli altri 9 titoli sono state in grado di sopperire ampiamente a quella negativa di Saipem. Ma vale anche il contrario: nel 2016 STM è ri-entrato nel nostro portafoglio ed ha messo a segno una performance del +86%. L’algoritmo non ha poi più incluso il titolo nel portafoglio del 2017 perché ormai “misurato” come caro. In realtà STM ha avuto un buon andamento anche nel 2017 (ne abbiamo parlato qui) ma l’algoritmo privilegia la stabilità alla forza pura del titolo.
  2. In conseguenza del punto 1 abbiamo notato che l’algoritmo tende implicitamente a “scovare” quei titoli che sono stati “dimenticati” e/o sottovalutati dal mercato nell’anno precedente e che poi tendono a sovraperformare il mercato nell’anno in corso. Magari è solo un caso, ma potete notare che Cattolica Assicurazioni, che è entrata nel 2016, ha avuto un performance abbastanza negativa di -12%. Malgrado ciò, il nostro algoritmo ha continuato a segnalare il titolo come sottovalutato e lo ha confermato anche nel portafoglio del 2017. Ad Ottobre uno dei nostri miti, Warren Buffett, il più grande investitore con strategia value, annuncia il suo ingresso nel capitale della società, facendo chiudere l’anno al titolo con un formidabile +64,85%.

Dai titoli selezionati si può anche intuire quali siano i settori più sottovalutati. Ad esempio per diversi anni utilities ed energetici sono stati molto presenti nel nostro portafoglio; da una prima valutazione che abbiamo fatto sembra invece che per il 2018 i finanziari (assicurativi e bancari) la faranno da padroni.

Se volete essere tempestivamente avvertiti del rilascio del Portafoglio Italia 2018 vi consigliamo di iscrivervi alla mailing list che trovate qui a destra.

Buon 2018 e buon trading a tutti!

2 thoughts on “Un portafoglio di azioni italiane per tutto l’anno: ecco il Portafoglio Italia!”

    1. Fai benissimo, anche noi in fondo evitiamo comunque i titoli a bassa capitalizzazione poiché sono troppo volatili e bastano pochi operatori per mandarli in su o giù.

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