Tre modi diversi per investire sull’oro

Questa volta mi sono voluto allargare: non vi presenterò 1 e neanche 2 prodotti, bensì 3! L’unica cosa che vi chiedo è di avere un po’ di pazienza nel leggere tutti i passaggi per capire l’ottica con cui ho effettuato le scelte.

Vi anticipo subito che personalmente sono entrato sui primi due prodotti, visto che sul terzo, il più “classico”, sono già esposto da molto tempo.

La settimana compresa tra il 16 e il 20 marzo 2026 rimarrà impressa negli annali dei mercati finanziari come il momento in cui la teoria della “correlazione perfetta” ha ceduto il passo alla realtà brutale della liquidità forzata. Attraverso una lente analitica di matrice ingegneristica, è possibile osservare come la convergenza di tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, una postura monetaria inflessibile della Federal Reserve e una crisi strisciante nel settore del Private Credit statunitense abbiano generato un’anomalia tecnica di proporzioni storiche nel mercato dell’oro. Mentre il metallo prezioso scambiava a quota 5.020,33 dollari l’oncia nella mattinata di mercoledì 18 marzo, un sell-off improvviso di 400 dollari ha scosso le fondamenta del comparto delle materie prime, portando alla luce le fragilità strutturali del posizionamento speculativo e la necessità sistemica di reperire liquidità immediata.

Il Nuovo Paradigma della Fragilità: Geopolitica e Frammentazione Energetica

Il contesto globale attuale non è semplicemente caratterizzato da una tensione transitoria, ma da un processo di frammentazione economica accelerato dal conflitto in Medio Oriente. L’analisi del panorama geopolitico suggerisce che il mercato stia navigando tra l’ipotesi di una tregua fragile e il rischio di una guerra d’attrito prolungata. La storia del Golfo Persico, dai tempi del re assiro nel 694 a.C. fino all’era degli “Stati della Tregua” (Trucial States) nel XIX secolo, insegna che il controllo delle rotte marittime e la pirateria, oggi trasformatasi in guerra asimmetrica, sono variabili costanti e difficilmente eradicabili.

L’attuale escalation, che vede l’Iran minacciare la chiusura dello Stretto di Hormuz — un passaggio vitale per il 20% della fornitura globale di petrolio — ha creato una divergenza senza precedenti tra i prezzi del greggio fisico e quelli del “paper oil”. Mentre il WTI domestico statunitense mostra una relativa stabilità dovuta alla produzione interna, le qualità di petrolio fisico mediorientale hanno toccato prezzi tra i 140 e i 160 dollari al barile. Questo spread, che solitamente si attesta sui 4-5 dollari, è esploso fino a sfiorare i 20 dollari nel caso del Brent vs WTI, segnalando una crisi di approvvigionamento reale che le statistiche ufficiali non riescono ancora a catturare appieno.

Statistiche di Mercato e Performance delle Asset Class (Settimana 16-20 Marzo 2026)

L’impatto di questa frammentazione si è riflesso in una settimana di “risk-off” generalizzato, dove quasi tutte le asset class hanno subito ribassi correlati, ad eccezione del comparto energetico.

Asset Class Variazione Settimanale YTD (Valuta Locale) YTD (€)
Petrolio (Brent/WTI Physical) +1.2% 71,2% 70,9%
Obbligazioni Corporate IG USA -0,3% -1,4% 0,1%
Azionario Globale -1,8% -3,0% -1,5%
Azionario USA (S&P 500) -1,9% 4,9% -3,4%
Azionario Europa (EuroStoxx) -3,9% -2,7% -2,7%
Oro (XAU/USD) -10,5% 4,0% 5,6%
Obbligazioni Govt Euro (7-10y) -0,7% -1,2% -1,2%

L’elemento di maggiore distorsione è rappresentato dall’oro, che ha registrato la peggiore performance settimanale dal 1983. Questa capitolazione è avvenuta nonostante lo scenario di guerra oggettivo, un paradosso che può essere spiegato solo analizzando i flussi di capitale e la necessità di margine dei grandi gestori istituzionali. La distruzione potenziale delle infrastrutture energetiche in Iran e Qatar rappresenta una “linea rossa” geologica: danni significativi a questi impianti richiederebbero anni di riparazioni, minacciando una recessione globale che solo pochi mesi fa sembrava impensabile in un mondo lanciato verso una crescita surriscaldata.

L’Eclissi Aurea: Anatomia di un Sell-off da 400 Dollari

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Investire in oro senza il rischio (o quasi) di perdere soldi

Il post di questa settimana sarà molto sintetico ma spero comunque interessante. Continua la corsa degli indici azionari e non solo, sta crescendo un po’ tutto e vedremo nel seguito dell’articolo un caso particolare a questo riguardo. Da quando avevo individuato il canale laterale del FTSE MIB e la sua relativa lettura, seppure avevo anticipato che tale rottura avrebbe comportato un rialzo dei pezzi, io stesso non avrei mai immaginato una forza come quella che si è espressa nelle settimane seguenti come testimonia il grafico sottostante:

Come anticipavo i ragazzi delle quotazioni non riguardano solo i titoli azionari ma anche quelli obbligazionari ed addirittura un bene rifugio come l’oro che solitamente ha una correlazione inversa rispetto alle azioni. Ne ho parlato diverse volte in questo blog come sia sempre una regola utile avere parte del proprio portafoglio investita in oro o con prodotti collegati adesso in modo tale da avere una sorta di heigding rispetto alla parte restante del portafoglio stesso. In uno degli articoli a tal riguardo ho proposto l’etf che potete rivedere in questo post: “Investire in oro senza dover mettere i lingotti in cassaforte”.

Al momento della scrittura dell’articolo citato, l’oro cambiava sotto i 2000 dollari l’oncia, oggi siamo sicuri 2165 dollari con un forte rally nelle ultime sedute, come si può vedere dal grafico sottostante:

Le ragioni che mi sono dato come motivazione per tale rialzo sono:

1 – la debolezza del dollaro, infatti nell’articolo di cui sopra ho segnalato un prodotto che sterilizzasse il rischio cambio.

2 – fu la seconda probabilmente non tutti saranno d’accordo ma, a mio avviso, le continue sanzioni economiche che l’occidente sta mettendo nei confronti della Russia ed in particolare sul congelamento dei beni nelle banche, sta facendo perdere fiducia nel sistema di circolazione dei capitali per cui molti agenti economici esteri stanno probabilmente cercando asset alternativi non così facilmente bloccabili.

A livello operativo sto pensando di liquidare la mia posizione in guadagno sull’ETF citato per posizionarmi sul certificato a capitale completamente protetto di cui riporto le caratteristiche di seguito:

Come potete notare il certificato è a capitale completamente protetto ossia verrà rimborsato a €100 a prescindere dall’andamento del metallo giallo. In realtà, poiché oggi si compra a 101.5€, un piccola perdita potrebbe essere possibile. A fronte di ciò il certificato replicherà l’andamento del sottostante fino ad onda rialzo del 11%, ossia il certificato per rimborsato al massimo a 111€.

L’idea di fondo è sostanzialmente quella di rimanere investiti in oro ma proteggersi completamente (o quasi) da eventuali ribassi. Se poi l’oro dovesse aumentare di più dell’11% (ulteriore) in un anno e 9 mesi scarsi me li farò una ragione.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.

Spero di aver fatto cosa gradita lasciando link diretti a tutti i dati senza passare per servizi di pubblicità. Per questo mi auguro che siate così gentili, vista la completa gratuità del sito, di fare almeno un click su un banner presente nella pagina e mettere un like se l’articolo è di vostro gradimento.

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Investire in oro senza dover mettere i lingotti in cassaforte

Due articoli fa avevo indicato come l’oro fosse uno dei tre settori maggiormente interessanti in questo periodo. In questo articolo tenterò di presentare un investimento in ETF sull’oro come strumento di diversificazione e protezione del portafoglio.

Introduzione: L’oro è stato tradizionalmente considerato un bene rifugio per gli investitori durante periodi di incertezza economica e inflazione. Con l’aumento delle preoccupazioni per l’inflazione, la de-dollarizzazione e le tensioni geopolitiche, è importante considerare l’opzione di investire in un ETF sull’oro come strumento di diversificazione e protezione del portafoglio. In questo post, analizzeremo le ragioni per cui l’oro rimane un’opzione interessante per gli investitori, la sua correlazione con il dollaro americano e la copertura del rischio cambio. L’ETF su cui sono personalmente investito da tempo è il seguente:

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