Un’opportunità dal 18% ed un focus sulla banche americane

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Per chi mi segue da un po’ sa benissimo quali sia il grado di trasparenza che riporto qui nel blog in merito alle mie scelte di investimento. Da diverso tempo sostengo che il ritmo di rialzo dei mercati azionari fosse insostenibile soprattutto alla luce delle politiche monetarie restrittive messe in atto da tutte le principali banche centrali mondiali. In base a questa mia visione ho preso scelte abbastanza radicali come liquidare completamente il portafoglio Italia e non rinnovare diversi giustificati che sono giunti a scadenza o che sono incorsi nell’autocall. Con altrettanta trasparenza e onestà intellettuale nelle settimane precedenti ho sempre candidamente ammesso che il mercato stava andando nella direzione opposta a quella da me pronosticata. Con altrettanta trasparenza permettetemi ora di constatare come nel giro di pochissime sedute la situazione si sia ribaltata completamente e la strategia di prudenza e di attesa comincia a dare i propri frutti. Ennesima dimostrazione che ragionare con la propria testa prima o poi da i suoi frutti!

Vediamo ad esempio al portafoglio Italia: Ho liquidato tutto la terza settimana di gennaio quando l’indice FTSE MIB era 25776 punti. Oggi che lo ritroviamo a 25495 posso già affermare che non facendo nulla ho fatto meglio dell’indice stesso. Aprrofondendo maggiormente l’analisi tecnica dell’indice italiano, sarà molto importante verificare la tenuta del livello 24900 (o se volete una cifra tonda va bene anche 25000). Una tenuta di tale livello farebbe rientrare gli attuali ribassi in un ritracciamento all’interno di un movimento comunque rialzista, in caso contrario gli scenari cambierebbero.

Passando alla parte più operativa, come al filmato nel precedente post, un aumento della volatilità avrebbe sicuramente aperto alcune opportunità ed è quello che si comincia a verificare. In particolare il certificato che andiamo ad analizzare questa settimana rappresenta un buon rapporto rischio rendimento se si considerano sia la distanza dalle barriere sia la tipologia di sottostanti. Vediamo quindi di cosa si tratta:

  • Tipo: Express Softcall
  • ISIN: CH1237086124
  • Sottostanti: Eni / Stellantis / UniCredit
  • Cedola: 1,5€ Mensile (18€ Annuo)
  • Scadenza: 26/05/2025
  • Barriera: 8,105€ / 7,871€ / 7,994€

Il certificato paga una cedola veramente considerevole: 15 euro al mese ossia 180 euro l’anno, o se volete il 18% annuo! Fino a poco tempo fa per ottenere rendimenti di tale entità sarebbe stato necessario andare a prendere sottostanti del tipo Virgin Galatic, Beyond Meat o cose del genere. In questo caso abbiamo invece tre titoli dell’indice italiano ad alta capitalizzazione: Un colosso del petrolio come ENI, uno dei maggiori produttori di auto come Stellantis e la seconda banca italiana come UniCredit.

In particolare gli ultimi due titoli distano ancora oggi più del 50% , dai livelli di barriera, mentre il titolo peggiore è Eni che comunque conserva una distanza pari al 33%.

Le distanze sono sicuramente significative ma non possiamo limitarci a questo è sempre buona regola andare a fare l’analisi tecnica per lo meno sul titolo peggiore. Ecco quanto risulta per ENI:

Come potete vedere la barriera si trova ben sotto tutti i minimi dell’ultimo anno e mezzo, inoltre consideriamo sempre il livello di cedola molto alta, che in caso di ulteriore ribasso dei prezzi contribuisce comunque a ridurre le eventuali perdite. Infatti benché le cedole siano garantite (ma hanno comunque l’effetto memoria) difficilmente si può pensare che da un momento all’altro si scenda sotto barriera e non si percepisca più alcuna cedola!

Va infine sottolineata una particolarità di questo certificato: ha un’opzione softcall. A differenza della autocall il ritiro anticipato del certificato non avviene automaticamente al superamento di un certo livello, bensì è un’opzione che l’emittente può esercitare a sua discrezione sempre a partire da una certa data. Nella pratica poi non vi aspettate che se un sottostante è sotto il 25% dallo Strike vi venga richiamato il certificato: Quello che avviene di solito è che se il sottostante peggiore si trova leggermente sopra il livello di Strike tendenzialmente il certificato non viene ritirato ma viene pagata la cedola e continua a rimanere in vita. Diciamo in sintesi che statisticamente, un softcall ha una durata maggiore delle’equivalente autocall. Ad alcuni questo può piacere ad altri no, questa opzione comunque rende possibile avere dei rendimenti maggiori a parità di tutte le altre condizioni.

Termino segnalandovi l’ISIN di un altro certificato già in quotazione ma che stabilirà i suoi livelli di Strike e quindi di barriera alla chiusura del mercato americano di lunedì prossimo: IT0006755588. Per questo motivo per tutta la giornata di domani sarà quindi acquistabile sulla pari a prescindere dall’andamento dei mercati. Come potete verificare si tratta di un certificato su tre delle maggiori banche americane e ritengo che lo spostamento dei capitali dalle banche regionali verso le maggiori banche possa sicuramente aiutare quest’ultime. Inoltre la barriera al 60% con l’aggiunta dell’opzione airbag questo che certificato ottimo sia in termini di protezione sia in termini di diversificazione.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.

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