Mettiamoci il paracadute e puntiamo al 16%

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Brutta settimana per l’indice FTSE-MIB, un bruttissimo -4,24% lo ha riportato sotto quota 19000 punti. Magra consolazione può considerazione il fatto che il Portafoglio Italia abbia contenuto le perdite a -3,72%. Ormai non dovrebbe più sorprendere nessuno che in condizioni di forte aumento della volatilità e discese delle quotazioni la risposta del Portafoglio Italia è migliore dell’indice stesso. Da segnalare è lo stacco dell’acconto del dividendo di ENI di 0,12€ che si sommano agli 0,43€ già incassati.

La cosa positiva per quanto mi riguarda, ma spero ormai lo sia per quelli di voi che mi seguono, è che questo ribasso l’ho visto arrivare da lontano, soprattutto le sue cause. Due sono i punti su cui ho insistito ripetutamente:

1 – la sottovalutazione della pandemia Covid-19, e l’ho fatto in un periodo in cui era veramente difficile sostenere una posizione del genere. Non a caso, quando scrivevo cose “urticanti” sul tema, vedevo qualcuno togliersi dalla mailing list. Pazienza, non si può piacere sempre a tutti, purtroppo il tempo ha dimostrato come stessero le cose.

2 – L’aumento inevitabile di UTP e NPL nei bilanci degli istituti di credito. Ultimamente sembra che anche qualcuno più importante di me se ne cominci a rendere conto, definendo tale problematica “una bomba atomica

Il vantaggio che questo genere di approccio non è sicuramente quello di prevedere quando ci saranno alti e bassi (diffidate sempre da chi millanta simili previsioni), bensì di selezionare i prodotti a seconda dell’idea che mi sono fatto da qui ai prossimi mesi, senza avere naturalmente la velleità di entrare sui minimi ed uscire sui massimi.

Ad esempio nel post precedente “La grande distribuzione può rendere più del 10% all’anno” , proprio perché estremamente scettici sull’andamento attuale dei corsi azionari, abbiamo scelto un settore estremamente difensivo ed a sua volta abbiamo scelto un prodotto difensivo. Risultato: a fronte di un forte aumento della volatilità il certificate è rimasto lì bello stabile.

Certo, come un lettore mi ha fatto notare un po’ di tempo fa, non tutte le ciambelle riescono col buco, com’è successo ad esempio sul reverse di Tesla.

Questa settimana ho scovato un certificate che, a mio avviso, è uno dei migliori degli ultimi anni ed è stato emesso da Goldman Sachs. Vediamo subito le caratteristiche:

  • ISIN: GB00BMMTY287

  • Sottostanti: Facebook / General Electric / Netflix /Nvidia

  • Scadenza: 25/09/2023

  • Strike: 254,82$ / 7,05$ / 470,2$ / 498,54$

  • Barriera: 152,892$ / 4,23$ / 282,12$ / 299,124$

  • Cedola: 4% Trimestrale (16% annuo)

  • Opzioni: Autocall ed Airbag

Ecco, quelli che mi seguono da un po’ avranno già fatto un salto sulla sedia. Per quelli nuovi o che non hanno ancora tanta dimestichezza con i certificate, vediamone tutti i punti di forza.

Ogni tre mesi stacca una cedola del 4% a patto che i quattro titoli siano tutti sopra la barriera. Se, alla data di osservazione uno solo sta sotto non si riceve la cedola e si va al trimestre successivo.

Il capitale finale è restituito in due possibili occasioni:

1) A partire dal 17/06/2021 se alla data di osservazione tutti i titoli sono al di sopra del 90% del prezzo di strike, oltre che la cedola si ha diritto anche alla restituzione del capitale. Questa è l’opzione autocall.

2) Se il punto 1 non si verifica mai allora arriviamo alla scadenza ed abbiamo due possibilità:

2.1) Tutti i titoli sono sopra la barriera, quindi oltre che la cedola il capitale viene restituito per intero.

2.2) Almeno uno dei titoli è sotto la barriera, allora non si ha diritto alla barriera ed il capitale viene restituito in maniera proporzionale al titolo peggiore. Sì, ma proporzionale in che modo? Qui viene in aiuto l’opzione airbag. Solitamente se, come nel nostro certificate, la barriera è posta al 40% dello strike, significa che in caso di violazione verremo rimborsati dal 60% in giù del valore nominale.

Ad esempio se General Electric, che oggi è il peggiore del paniere, perdesse il 45% dai prezzi iniziali, ossia arrivasse a 3,8775$, il certificate verrebbe rimborsato a 550€ (essendo il prezzo nominale pari a 1000€). Grazie a l’opzione airbag il rimborso sarà decisamente migliore. Prima di effettuare i calcoli, facciamo l’analisi tecnica di GE:

Sul grafico giornaliero si nota come il titolo si trovi proprio a ridosso di un importante supporto, quindi la tempistica d’ingresso mi sembra buona. Per vedere la barriera però è necessario osservare il grafico mensile e guardate un po’…

la barriera è posta proprio sul “supporto storico” fatto segnare quasi 30 anni fa! Vista le cedola veramente alta e la distanza dalla barriera, già solo questo ci farebbe propendere per l’acquisto. Ma abbiamo che c’è anche l’opzione airbag. Cos’è quindi? Semplice: le perdite non si iniziano a calcolare dal prezzo di emissione, bensì dalla barriera. Quindi ricalcoliamo il rimborso che si avrebbe nel caso di una discesa del 45%, ossia 3,8775$. Presto fatto: 1000 x (3,8775/4,23) = 916,667€ contro i 550€ del “caso classico”. Detta in altre parole, anche a fronte di una discesa del 45%, basta prendere 3 cedole da qui al 2023 è la posizione sarà comunque in guadagno!

Per questo motivo ho colto l’occasione e sono entrato a 999€.

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