Settimana interessante che dite? Io personalmente spero che, per la settimana entrante, abbiate seguito questo articolo qui: Attenzione alla fine dell’ottimismo: guardiamo il VIX perché ne vedremo delle belle!
Oggi ci sono molte cose da dire, quindi mettetevi comodi perché l’articolo sarà lunghetto.
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Ed ora iniziamo finalmente,
La conclusione del mese di gennaio 2026 ha segnato una cesura netta nelle dinamiche macroeconomiche globali, cristallizzando un mutamento di paradigma che gli investitori istituzionali stavano tentando di decifrare sin dall’inizio dell’anno. La settimana compresa tra il 26 e il 30 gennaio non è stata soltanto un periodo di intensa volatilità finanziaria, ma il momento in cui la narrazione del “Debasement Trade” – ovvero la scommessa sulla svalutazione sistematica del dollaro a fronte di un debito pubblico statunitense percepito come insostenibile – si è scontrata frontalmente con la realtà di una nuova configurazione della Federal Reserve. Il catalizzatore di questo shock sistemico è stata la nomina ufficiale di Kevin Warsh alla presidenza della banca centrale americana, una mossa che ha scatenato un violento “de-leveraging” nei comparti dei metalli preziosi e un riposizionamento aggressivo sulla curva dei rendimenti dei Treasury. In un panorama così frammentato, dove la correlazione tra le asset class tende a convergere verso l’unità nei momenti di panico, l’ingegneria finanziaria offre soluzioni di mitigazione del rischio che superano la dicotomia tra liquidità pura e rischio direzionale. Il certificato che andrò a presentare emerge in questo contesto come uno strumento di resilienza superiore, capace di assorbire shock di mercato che annienterebbero un portafoglio azionario tradizionale.
La Settimana della Grande Ricalibrazione: Macroeconomia e Shock Finanziari
L’ottava conclusasi il 30 gennaio 2026 ha mostrato una divergenza estrema tra i dati fondamentali dell’economia reale e il sentiment dei mercati finanziari. Mentre l’S&P 500 tentava di consolidare i guadagni mensili sopra la soglia psicologica dei 6.900 punti, il sottostante obbligazionario e il mercato delle materie prime segnalavano tensioni latenti pronte a esplodere. La dinamica dei prezzi è stata influenzata da una serie di trimestrali di peso, tra cui Meta, Microsoft e Tesla, che hanno mostrato una crescita degli utili solida ma accompagnata da valutazioni che molti analisti hanno iniziato a definire “estenuate”. Tuttavia, il vero driver della settimana non è stato di natura microeconomica, bensì squisitamente monetaria e politica.
Il Crollo di Oro e Argento: Anatomia di una Liquidazione
Venerdì 30 gennaio 2026 rimarrà impresso come una data di capitolazione per i sostenitori dei beni rifugio fisici. L’oro e l’argento, che avevano beneficiato di un rally parabolico nel corso del 2025 alimentato dalla sfiducia nelle valute fiat, hanno subito una flessione che, per intensità e rapidità, ha ricordato la volatilità del fenomeno GameStop del 2021 o i momenti più concitati della crisi pandemica. L’oro ha registrato una perdita giornaliera del 9,11%, scivolando a 4.887,07 USD l’oncia, mentre l’argento ha subito un vero e proprio crollo sistemico del 26,91%, attestandosi a 84,63 USD.
Questa correzione non può essere interpretata come un semplice movimento tecnico. Si è trattato della rottura della narrativa del “Debasement Trade”. Gli investitori retail, pesantemente esposti in leva finanziaria attraverso derivati e piattaforme di trading, sono stati costretti a chiudere le posizioni a fronte di un dollaro americano che ha messo a segno una “V-shaped recovery” (ripresa a V) fulminea, rompendo supporti grafici che duravano da mesi. La riduzione della leva finanziaria ha bruciato circa 7.000 miliardi di dollari di capitalizzazione nel comparto delle materie prime in una sola seduta, evidenziando come il mercato fosse saturo di posizioni “long” affollate e prive di una reale copertura.
| Materia Prima | Prezzo (30/01/2026) | Variazione Giornaliera | Variazione Mensile (Gennaio) |
| Oro (USD/oz) | 4.887,07 | -9,11% | +13,13% |
| Argento (USD/oz) | 84,63 | -26,91% | +18,77% |
| Platino (USD/oz) | 2.121,60 | -18,97% | +2,49% |
| Rame (USD/lb) | 5,92 | -4,51% | +4,09% |
| Petrolio Brent | 69,32 | +0,39% | -1,41% |
Fonte: Trading Economics e Elaborazioni Macro
Il distacco dell’oro dai tassi reali, osservato nei mesi precedenti, si è bruscamente ricomposto. Se in precedenza l’oro saliva nonostante rendimenti obbligazionari positivi perché il mercato non credeva alla sostenibilità del sistema, la prospettiva di un nuovo corso alla Federal Reserve ha invertito questa percezione. L’oro non ha più agito da riserva di valore in questa seduta, ma da asset ad alto beta, vulnerabile alla restrizione della liquidità globale.
Se poi questo sentiment continui anche in futuro è tutt’altro che scontato, anzi…
La Svolta Obbligazionaria e il Ruolo dei Rendimenti
Il mercato dei titoli di stato americani ha anticipato la tempesta con un rialzo significativo dei rendimenti sulla parte lunga della curva. Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito sopra il 4,25%, riflettendo il timore che una nuova guida alla Fed possa accelerare la riduzione del bilancio (Quantitative Tightening) e porre fine alla politica dei tagli dei tassi preventiva. Questo movimento ha creato un effetto “tenaglia” sugli investitori: da un lato il costo del denaro più elevato ha penalizzato le valutazioni azionarie (S&P 500 -0,43%, Nasdaq -1,28% nella sola seduta di venerdì), dall’altro ha reso meno attraente il possesso di metalli preziosi che, per definizione, non offrono rendimenti cedolari.
| Scadenza Treasury | Rendimento (30/01/2026) | Variazione (Base Points) |
| US 2 Years | 3,54% | -2,8 bps |
| US 5 Years | 3,79% | -2,8 bps |
| US 10 Years | 4,25% | +6,6 bps |
| US 30 Years | 4,88% | +1,8 bps |
Fonte: Market Pulse
L’irripidimento della curva indica che i mercati stanno prezzando una politica monetaria che, pur potendo essere più accomodante nel brevissimo termine per evitare uno shutdown governativo (per il quale è stato raggiunto un accordo provvisorio), rimarrà strutturalmente rigida per contrastare un’inflazione che si è attestata stabilmente intorno al 3%, ben sopra il target del 2%.
Kevin Warsh: Il Nomine della Discordia e il Ritorno all’Ortodossia
Il pivot fondamentale della settimana è stata la nomina di Kevin Warsh a succedere a Jerome Powell alla guida della Federal Reserve a partire dal prossimo maggio. La scelta del Presidente Trump non è stata soltanto un atto burocratico, ma una dichiarazione d’intenti politica ed economica. Warsh, 55 anni, ex governatore della Fed durante la crisi finanziaria globale e banchiere d’investimento di lungo corso, rappresenta per molti il ritorno a una gestione “Volckeriana” della politica monetaria.
La Filosofia di Warsh: Regime Change e Disciplina
Kevin Warsh è noto per le sue posizioni critiche verso l’eccessiva espansione del bilancio della Federal Reserve, che ha definito spesso “ipertrofico” e fonte di distorsioni di mercato. La sua visione si fonda su tre pilastri che hanno scosso il sentiment degli investitori:
- Indipendenza della Banca Centrale: Sebbene nominato da Trump, Warsh ha una storia di indipendenza intellettuale che potrebbe portarlo a scontrarsi con l’esecutivo qualora le politiche fiscali diventassero eccessivamente inflattive.
- Lotta all’Inflazione Strutturale: Warsh non crede che l’inflazione sia un fenomeno transitorio o puramente legato a shock dell’offerta, ma ritiene necessario un “cambio di regime” che riporti la crescita della massa monetaria sotto stretto controllo.
- Sostegno alla Produttività e Deregolamentazione: In linea con la dottrina della “Supply-Side Economics”, Warsh sostiene che la Fed debba favorire un ambiente in cui la crescita è trainata dalla produttività tecnologica e non dallo stimolo artificiale del credito.
Insomma siamo di fronte ad un ennesimo TACO, conferma che negli USA chi comanda non è certamente il presidente.
La reazione del mercato è stata immediata: Wall Street ha “respirato un sospiro di sollievo” per la competenza tecnica del candidato, ma ha iniziato a prezzare rendimenti dei mutui più alti e un dollaro più forte. Warsh è visto come un candidato “più falco” rispetto ad altri nomi che erano in lizza, come Christopher Waller o Rick Rieder. La sua nomina suggerisce che la Federal Reserve smetterà di essere il “compratore di ultima istanza” del debito americano, ponendo fine alla fase di protezione incondizionata dei mercati finanziari (il cosiddetto “Fed Put”).
Il Conflitto Istituzionale e la Stabilità
Un elemento di incertezza che ha pesato sulla chiusura settimanale riguarda la transizione di potere all’interno del Board dei Governatori. Il tentativo di Trump di rimuovere Lisa Cook per assicurarsi una maggioranza favorevole alla Casa Bianca è finito davanti alla Corte Suprema, che è apparsa inclinata a proteggere l’indipendenza dei membri della Fed. Questa tensione tra l’ala politica e l’ala tecnica della banca centrale aggiunge uno strato di rischio sistemico: se l’indipendenza della Fed venisse percepita come compromessa, i premi per il rischio sui titoli a lungo termine potrebbero esplodere, portando i rendimenti del decennale verso territori inesplorati.
Strategie di Sopravvivenza: Perché la Protezione è l’Unica Via
In un contesto dove l’oro crolla del 9% in un giorno e il Nasdaq perde l’1,3% travolto dai rendimenti obbligazionari, la strategia tradizionale di “buy and hold” (compra e detieni) mostra tutti i suoi limiti strutturali. Il mercato del 2026 non premia più la cieca esposizione al rischio, ma l’intelligenza tattica. In questa fase, ci sono due strade percorribili: rimanere liquidi, accettando un rendimento reale potenzialmente negativo a causa dell’inflazione persistente, oppure utilizzare strumenti di ingegneria finanziaria che offrano una “asimmetria positiva”.
Entrare oggi su prodotti estremamente protettivi non è un segnale di pessimismo, ma di realismo operativo. I mercati sono entrati in una fase di “disincanto” rispetto alle promesse di tagli dei tassi infiniti. La nomina di Warsh conferma che la liquidità gratuita è un ricordo del passato. Pertanto, strumenti che garantiscono flussi cedolari certi e protezioni profonde del capitale diventano l’architrave di ogni portafoglio resiliente.
Analisi Tecnica del Certificato: Marex Fixed Cash Collect Airbag (IT0006771288)
Il certificato emesso da Marex (ISIN IT0006771288) si inserisce perfettamente in questa necessità di protezione estrema senza rinunciare al rendimento. Si tratta di un prodotto strutturato che combina la regolarità del reddito fisso con una rete di sicurezza (Airbag) che si attiva proprio nei momenti di stress sistemico.
Struttura e Funzionamento: L’Ingegneria della Cedola Fissa
A differenza dei certificati tradizionali “Conditional”, dove il pagamento della cedola dipende dal fatto che i sottostanti rimangano sopra una certa barriera, questo strumento è di tipo Fixed Cash Collect. Ciò significa che le cedole dello 0,867% mensile (pari al 10,4% annuo sul valore nominale) sono garantite e incondizionate.
In un mercato che venerdì 30 gennaio ha visto titoli come Meta perdere il 2,95% e AMD il 6,13%, possedere un titolo che paga indipendentemente dal ribasso dei prezzi è un vantaggio psicologico e finanziario enorme. L’investitore incassa il flusso di cassa mensile, riducendo progressivamente il prezzo di carico dello strumento e migliorando la duration del portafoglio.
Il Basket di Sottostanti: Giganti della Tecnologia e Semiconduttori
Il certificato è collegato a un paniere “Worst-of” composto da quattro leader del settore tech e dei semiconduttori, asset class che sono al centro della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale ma che sono anche le più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse.
- Broadcom (AVGO): Attualmente il “Worst-of” del paniere. Broadcom è il pilastro dell’infrastruttura di rete mondiale e dei chip per AI. Nonostante la volatilità settimanale, il titolo mantiene fondamentali solidi, ma la sua sensibilità ai tassi lo rende il candidato perfetto per una protezione Airbag.
- Tesla (TSLA): Il titolo ha vissuto una settimana convulsa, chiudendo venerdì a 430,41 USD (+3,32% in controtendenza rispetto al Nasdaq) grazie alle aspettative sulle politiche di deregolamentazione. Tuttavia, Tesla rimane uno dei titoli più volatili del mercato S&P 500, giustificando una barriera di protezione estremamente profonda.
- Intel (INTC): Dopo una fase di debolezza storica, Intel ha mostrato segnali di ripresa, toccando i massimi degli ultimi 4 anni a gennaio (circa 54 USD) prima di stabilizzarsi intorno a 48,66 USD. Il titolo beneficia del ritorno della produzione di chip negli Stati Uniti, un tema caro alla nuova amministrazione.
- Advanced Micro Devices (AMD): AMD continua a sfidare la leadership di Nvidia nel mercato dei GPU per data center. Nonostante il ribasso del 6,13% di venerdì, il titolo rimane circa il 10% sopra i livelli di fixing iniziale del certificato, offrendo un cuscinetto aggiuntivo.
| Sottostante | Prezzo Iniziale (Strike) | Barriera Capitale (45%) | Prezzo al 30/01/2026 | Distanza dalla Barriera |
| Broadcom | 344,29 USD | 154,93 USD | ~331,30 USD | ~53,51% |
| Tesla | 448,98 USD | 202,04 USD | ~430,41 USD | ~53,06% |
| Intel | 38,16 USD | 17,17 USD | ~48,66 USD | ~64,80% |
| AMD | 234,99 USD | 105,75 USD | ~236,73 USD | ~55,34% |
Fonte: Elaborazione su dati Marex e Trading Economics
L’Innovazione dell’Airbag: Protezione al Quadrato
La caratteristica distintiva di questo certificato IT0006771288 è la clausola Airbag fissata al 45%. Per comprendere l’importanza di questa funzione, è necessario analizzare matematicamente il payoff a scadenza. In un certificato standard, se il sottostante peggiore perde il 56% (chiudendo quindi al 44% dello strike, appena sotto la barriera del 45%), l’investitore riceve il 44% del capitale, subendo una perdita del 56%.
Con il meccanismo Airbag, la perdita viene calcolata solo sulla parte di ribasso che eccede la barriera. La formula del valore di rimborso in caso di superamento della barriera è la seguente:

Poiché la barriera è al 45%, l’Airbag agisce con un fattore di partecipazione alla perdita molto ridotto. Se il sottostante chiude al 44% (un soffio sotto la barriera), il rimborso non sarà 440 €, ma:

In pratica, l’investitore subisce una perdita minima a fronte di un crollo del 56% del titolo azionario. Grazie al fatto che il certificato si acquista oggi “sotto la pari” a circa 969 €, l’efficacia della protezione si sposta ancora più in là. Per perdere un solo euro di capitale reale a scadenza (al netto delle cedole già incassate), il titolo Broadcom dovrebbe perdere più del 77,7% del suo valore.
Analisi del Rendimento: L’Efficienza del Prezzo Sotto la Pari
Acquistare un certificato a 969 € che rimborserà 1000 € (salvo superamento della barriera Airbag) genera un rendimento aggiuntivo dato dal “capital gain” di 31 € per certificato. Sommato alle cedole mensili dello 0,867%, il rendimento annualizzato (IRR) si attesta all’11,35%.
Questo rendimento è straordinario se confrontato con il profilo di rischio. Stiamo parlando di un rendimento a doppia cifra in un mondo dove il decennale USA rende il 4,25%, con una protezione che copre ribassi azionari catastrofici. È lo strumento ideale per chi vuole navigare la “nuova era Warsh” senza l’ansia dei ribassi improvvisi del venerdì pomeriggio.
Scenari Operativi e Autocallability
Il certificato prevede anche un meccanismo di rimborso anticipato (Autocall) a partire dal 23 ottobre 2026. L’opzione Step Down è particolarmente interessante: il livello trigger per il rimborso inizia al 95% dello strike e scende dell’1% ogni mese.
Questo significa che, anche se i mercati dovessero scendere moderatamente nei prossimi mesi sotto la guida della nuova Fed, il certificato potrebbe comunque rimborsare anticipatamente a 1000 €, liberando liquidità per nuove opportunità. Lo Step Down aumenta notevolmente le probabilità statistiche di un’uscita positiva dallo strumento prima della scadenza naturale nel 2030.
| Data Osservazione | Trigger Autocall | Evento |
| 23/10/2026 | 95% | Rimborso a 1000 € + Cedola |
| 23/11/2026 | 94% | Rimborso a 1000 € + Cedola |
| … | … | … |
| 23/10/2027 | 83% | Probabilità di uscita molto elevata |
Fonte: Scheda Tecnica Marex
Considerazioni Finali sul Rischio e la Gestione del Portafoglio
Naturalmente, nessun investimento è privo di rischi. Il rischio principale per questo certificato è un ribasso strutturale e definitivo di uno dei sottostanti (in particolare Broadcom) oltre il 77% rispetto ai prezzi correnti. Sebbene statisticamente raro per aziende con flussi di cassa così massicci, non è impossibile in caso di guerre commerciali globali o shock tecnologici dirompenti.
Tuttavia, confrontando questo rischio con quello di un investimento diretto in oro (che può perdere il 26% in pochi mesi, come visto per l’argento) o in azioni pure, il certificato Airbag appare come la scelta razionale per l’investitore moderno.
L’ultima settimana di gennaio 2026 ha dato un messaggio chiaro: il tempo del “denaro facile” e della speculazione indiscriminata sulle materie prime è finito con la nomina di Kevin Warsh. Il mercato sta tornando a premiare la disciplina, i fondamentali e le strutture protette. Rimanere liquidi può essere una difesa temporanea, ma entrare in prodotti come quello presentato permette di generare un rendimento dell’11,35% annuo con una protezione che non ha eguali sul mercato secondario. In ingegneria finanziaria, la resilienza non è evitare il rischio, ma strutturarlo in modo che lavori a proprio favore anche quando il vento cambia direzione. E con l’arrivo di Warsh alla Fed, il vento ha appena iniziato a soffiare in una direzione molto diversa da quella degli ultimi anni.
Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all’acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.
Ottima analisi(e suggerimento)come sempre…
Accidenti devo vendere altri certificati x avere liquidita da investire!