Barriere al 50% e rendimento del 15% all’anno sul settore automotive

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Per motivi di tempo questo posto sarà molto sintetico per cui eviterò preamboli sull’andamento dei mercati della settimana appena trascorsa è presenterò direttamente il certificato della settimana. Ho personalmente aperto una posizione su questo prodotto esattamente nella giornata di venerdì. Vediamo quindi assieme quali siano le caratteristiche e le motivazioni che mi hanno spinto all’acquisto:

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Altra possibilità sui titoli farmaceutici per un 16.5%

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È stata una settimana alquanto interlocutoria per gli indici azionari visto che al rialzo delle prime sedute è seguito un ritracciamento negli ultimi due giorni. A mi sembra che sia abbastanza evidente che ci sia una profonda incertezza su che direzione prendere. Da una parte ci sono molti investitori, per lo più piccoli, che hanno timore di rimanere fuori da possibili ulteriori rialzi, mentre altri hanno il timore più che fondato che le politiche restrittive delle banche centrali possano continuare anche nei prossimi mesi. È opinione personale del sottoscritto che più che l’inflazione le politiche monetarie attuali servano a soffocare sul nascere qualsiasi qualsiasi rivendicazione di aumento salariale da parte dei lavoratori, paradossalmente questo sta avvenendo maggiormente negli Stati Uniti piuttosto che in Europa. Solo il tempo naturalmente potrà dire se questa visione è azzeccata.

Nel frattempo abbiamo naturalmente bisogno di essere operativi sul mercato ed attuale strategie che possano essere performanti anche quando il mercato imbocca direzioni di essere da quelli da noi ipotizzate. Questo diventa ancor più vero quando siamo in un periodo di profonda incertezza come quello attuale. Andare alla ricerca di settori difensivi e strumenti abbastanza difensivi a loro volta mi sembra una soluzione da percorrere. Il certificato che segue è stato selezionato proprio tenendo a mente questi due criteri:

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Rinnoviamo la strategia sul petrolio per un 11% annuo

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Rieccoci qui dopo due settimane di interruzione per le vacanze estive. Un po’ di cose sono accadute in questo periodo, secondo me l’avvenimento più importante anche se non strettamente economico è stata la riunione dei BRICS in Sud Africa. L’evento è stato un po’ snobbato dai media occidentale invece in futuro lo ripenseremo come uno dei momenti in cui gli effetti politici ed economici globali hanno preso una certa direzione. Magari ne parleremo più approfonditamente in qualche altro post futuro, due aspetti però ci tengo a sottolineare:

1) se tale Club dove si estendersi anche alla Arabia Saudita e all’Iran (da vedere assieme queste due nazioni è una novità epocale), sommando il Brasile e Russia avremmo i maglioni produttori di petrolio tutti assieme, una specie di opec ristretto.

2) se nel lungo termine dovesse realizzarsi l’adozione di una moneta di scambio alternativa al dollaro (cosa che non avverrà sicuramente dall’oggi al domani) saremo sicuramente costretti a rivalutare quali saranno le direzioni future dei flussi di capitali.

Ora torniamo agli aspetti più operativi.

A metà giugno avevo proposto la strategia sul petrolio con il titolo “Guadagnare anche se i prezzi scendono? Si può: 15% sul petrolio“. Tale strategia sia rilevata anche più proficua di quanto pensato visto che il certificato è stato rimborsato anticipatamente proprio questa settimana realizzando quindi il guadagno della conto capitale prima della scadenza naturale.

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Forti protezioni per un 9% annuo sulle banche italiane

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Questa settimana è stata caratterizzata da un ritracciamento più che fisiologico direi degli indici azionari. Il FTSE MIB si è arrestato attorno a quota 28.500 punti, proprio dove passava una prima resistenza statica:

Dato comunque il trend estremamente rialzista degli ultimi mesi molti dei certificati analizzati stanno andando in rimborso anticipato. Uno di questi, tra quelli presentati in questo blog, è quello analizzato nell’articolo “Cedole settimanali per oltre il 15% con tre grandi banche

Vista la considerevole quota di liquidità che mi ritrovo in questo periodo In portafoglio ho deciso di reinvestire il capitale rimborsato con un certificato simile ma che presenti ulteriori elementi di protezione proprio perché come sapete perché un ulteriore ribasso dei corsi azionari sia molto probabile.

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Tesla per un +16% annualizzato

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Questa settimana il post sarà estremamente Sintetico ma spero altrettanto utile. Continua l’euforia dei mercati malgrado la conferma conferma delle politiche rispettive da parte sia della BCE sia della FED. Sicuramente ormai conoscete quale sia la mia posizione in merito ma anche specificato che non bisogna mai mettersi contro trend, soprattutto quando esso manifesta una forza relativa così importante come quella nell’ultimo periodo. Allo stesso tempo va tenuta in considerazione il fatto che il mese di agosto tipicamente presenta volumi estremamente ridotti e questo comporta solitamente una fase di volatilità più accentuata con dei repentini storni che poi magari vengono riassorbiti in poco tempo.

Potete considerare la strategia che segue come una minima a forma di copertura del portafoglio per chi vuole andare in vacanza senza dover controllare quotidianamente i mercati, si tratta infatti di una strategia reverse:

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Un certificato che si evolve: ecco il Darwin

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Rieccoci qui dopo una settimana di pausa, vi chiedo scusa per non avere scritto il consueto post ma sto dedicandomi anche ad un altro progetto e così il tempo che mi rimane a disposizione è sempre di meno (inoltre Ammetto che il caldo di questo periodo non aiuta sicuramente).

Al netto dei miei impegni personali c’è anche da dire che il periodo delle ultime settimane non è particolarmente ad ulteriori ingressi nei certificati nei certificati vista la bassissima volatilità. Ricordo Infatti brevemente che acquistare certificati significa sostanzialmente vendere volatilità, se diamo quindi un’occhiata all’indice più importante che sintetizza questa misura, ossia il VIX per l’indice S&P500, notiamo subito come sia schiacciato su dei minimi e da lì non si voglia schiodare:

In altre parole, trovare buone occasioni in queste condizioni è estremamente difficile e sarebbe quindi stato inutile scrivere un post tanto per farlo.

In questa settimana però mi sono imbattuto in un certificato che ha una struttura veramente interessante che vale la pena analizzare a prescindere dai livelli di volatilità attuale. Inizio con il riportare brevemente i dati fondamentali:

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Altra strategia sull’oro per oltre il 10% l’anno

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Questo articolo prende spunto da una proposta effettuata da Angelo, un lettore del blog, che ha scritto se fosse possibile revisionare alcuni certificati già presentati per poterne fare una cernita sulla situazione attuale. Trovate quanto scritto nel commento del post precedente. Risponderò più nel dettaglio alla proposta di Angelo alla fine di questo posto con una contro proposta estesa a tutti i lettori che vogliono aderirvi.

Il certificato che andiamo a revisionare in questo post è quello presentato nell’articolo “Proteggersi con l’oro ed incassare cedole per il 9% all’anno” ed andremo a verificare nel concreto come le opzioni presenti nelle certificato salvino il nostro capitale anche a fronte di pesanti ribassi di uno dei sottostanti.

Come potete leggere dall’articolo sopra citato il certificato presentava le opzione airbag e la più classica opzione memory, oltre che avere barriere profonde al 50%. All’epoca il titolo peggiore era Anglogold Ashanti ma con l’evolversi del tempo il titolo Pan American Silver è il risultato Il prigione con un tracollo di -55% dal livello iniziale, che si traduce in circa un -12% dal livello della barriera. Poiché il certificato scade domani mi aspetto che più o meno il livello di rimborso sarà proprio questo, ossia una perdita di circa il 12% sul conto capitale. Da questo dovrebbe farvi apprezzare le opzioni airbag poiché a fronte di un -55% la perdita si riduce al 12%. In realtà però questo non basta: Da marzo 2022 ad oggi, grazie alle opzioni Memory, abbiamo incassato chiunque cedole trimestrali dal valore del 2,25%, ossia abbiamo incassato complessivamente l’11,25%. In altre parole a fronte di un meno 55%. abbiamo limitato le perdite sotto il punto percentuale!

Avere conservato sostanzialmente il nostro capitale ci permette quindi di investirlo In modo tale da provare a sfruttare qualche altra occasione, d’altro canto invece se avessimo subito una perdita di oltre il 55% sarebbe stato veramente difficile anche solo pensare di riuscire a recuperare il capitale interamente. Infatti, per fornire un esempio con numeri facili, far fronte ad una perdita del 50% significa dove viene ottenere una performance del 100% per tornare al break even point! Ricordatevi sempre che la prima regola per fare i soldi e non perderli.

Sapete ormai che per me avere una componente del portafoglio legata all’oro sia in maniera diretta che attraverso certificati con sottostanti di aziende estrattive è sempre una scelta che prediligo, quindi reinvestirò il capitale in un certificato che ha come sottostante ancora aziende estrattive:

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Un rendimento del 15.25% sul settore dell’Intelligenza Artificiale ma proteggendosi dai ribassi

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Il primo semestre dell’anno si è chiuso Indiscutibilmente con delle performance che personalmente avrei fatto veramente fatica a pronosticare: L’indice italiano è stato il migliore d’Europa con più di 19%, per non parlare poi del NASDAQ che ha messo a Segno una performance del più 30%. Fai da te di coda tra gli indici principali è sicuramente quello di Londra che ha fatto registrare solo un modesto più 1,1%.

Come tutto ciò sia possibile in un ciclo così restrittivo da parte delle banche centrali e con una situazione Geopolitica a dir poco instabile continua ad essere per me un mistero. Se facciamo un confronto tra il P/E medio sulle attuali valutazioni e Quanto prende un titolo di Stato ci accogliamo che il mercato è molto ma molto caro. Ad ogni modo il mercato ha sempre ragione e quindi la mia prudenza in questi mesi sarebbe potuta sicuramente essere messa da parte, d’altro canto però ricordatevi che è meglio perdere qualche occasione piuttosto che subire perdite importanti.

Come hai scritto poco sopra il NASDAQ ha effettuato una performance strabiliante, per avere un figlio incremento in sei mesi dobbiamo infatti di tornare al 1983 ossia 40 anni fa. Parte di questa performance è sicuramente dovuta all’hype sull’intelligenza artificiale.

Chi vi scrive ha una specializzazione della laurea magistrale proprio in Intelligenza Artificiale, presa ormai 18 anni fa, quando occuparsi di reti neurali era visto come un gioco da fricchettoni piuttosto che come una branca dell’ingegneria. Visto che invece ora va così di moda non mi potevo esimere bello presentare un prodotto in questo campo e poiché Come già ripetuto il settore ha corso molto meglio entrare con un certificato con una barriera lontana e coperto anche dal rischio cambio. Vediamone le caratteristiche:

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Cedole settimanali per oltre il 15% con tre grandi banche

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Quest’ultima settimana sembra che la volatilità abbia leggermente ripreso fiato, anche se siamo comunque ancora sui livelli comunque bassi. Forse i mercati hanno preso atto che il ciclo restrittivo da parte delle banche centrali non è finito come ho molte volte ripetuto in articoli precedenti: Finché non vedranno un brusco arresto delle dinamiche salariali e quindi in forma più diretta dei livelli di occupazione continueranno a spingere sull’acceleratore magari facendo qualche pausa tra un rialzo e l’altro. Abbiamo già accennato al fatto che tali politiche sono giustificate da una batteria espressa nella cosiddetta curva di Philliips che sostiene che quando la disoccupazione diminuisce, l’inflazione aumenta e viceversa. Questa relazione fu notata negli studi empirici condotti in quel periodo (anni 50 del ‘900)

La curva di Phillips tradizionale suggerisce che esista una trade-off a breve termine tra inflazione e disoccupazione, implicando che una politica economica potrebbe essere in grado di influenzare l’output dell’economia spostandosi lungo la curva. Ad esempio, un governo potrebbe ridurre la disoccupazione aumentando l’inflazione, o viceversa.

Ora però concedetemi di scrivere qualche riga in più su delle recenti letture che ho effettuato e che mettono in discussione le fondamenta di tale approccio, così magari facciamo anche una piccola parte e Educational di macroeconomia.

Infatti, negli anni successivi, la curva di Phillips è stata oggetto di numerose critiche. Ecco alcune delle principali:

1. Expectations-Adaptive Critique: Secondo questa critica, le aspettative degli agenti economici riguardo all’inflazione giocano un ruolo fondamentale. Gli individui si adattano e adattano i loro comportamenti in base alle aspettative di inflazione futura. Ciò significa che una politica economica che mira a ridurre la disoccupazione aumentando l’inflazione potrebbe non funzionare a lungo termine, poiché gli individui si adattano alle aspettative e si verifica un’accelerazione dell’inflazione senza conseguente riduzione della disoccupazione.

2. Expectations-Augmented Critique: Questa critica estende l’idea delle aspettative al ruolo delle aspettative di disoccupazione. Gli individui prendono in considerazione sia l’inflazione attesa che le aspettative di disoccupazione futura nel determinare i loro comportamenti. Se le aspettative di disoccupazione aumentano, l’inflazione può diminuire anche con una disoccupazione più elevata, invalidando la relazione inversa tra disoccupazione e inflazione.

3. Critica delle aspettative razionali: Questa critica va oltre le aspettative adattive e sostiene che gli individui abbiano aspettative razionali, ovvero prendano decisioni ottimali sulla base delle informazioni disponibili. Secondo questa prospettiva, una politica economica che cerca di sfruttare la curva di Phillips non avrà successo a causa delle aspettative razionali degli agenti economici che si adattano in modo tempestivo e efficiente.

4. Critica degli shock di offerta: La curva di Phillips tradizionale si concentra principalmente sugli shock di domanda che influenzano la relazione tra inflazione e disoccupazione. Tuttavia, gli shock di offerta, come cambiamenti nei prezzi delle materie prime o crisi energetiche, possono influire sull’inflazione indipendentemente dal tasso di disoccupazione. Questi shock possono rendere instabile la relazione tra disoccupazione e inflazione e invalidare la curva di Phillips.

5. Critica dei fattori istituzionali: La curva di Phillips assume un mercato del lavoro flessibile, dove l’offerta e la domanda di lavoro si incontrano liberamente. Tuttavia, fattori istituzionali come i sindacati, le norme salariali e le politiche di negoziazione collettiva possono influenzare la relazione tra disoccupazione e inflazione. Questi fattori possono rendere la curva di Phillips meno rilevante in contesti con forti regolamentazioni del mercato del lavoro.

In conclusione, ritengo che tale teoria, bucata nelle fondamenta, sia comunque l’architrave ideologico per calmierare ogni rivendicazione di aumento dei salari. Se così è aspettatevi che queste politiche durino molto più di quanto i mercati non si aspettino.

In quest’ottica, il mio consiglio è quello di mantenersi liquidi, ma oltre certi livelli mi rendo conto che con questi tassi di inflazione la troppa liquidità sarebbe veramente difficile da sostenere. A questo punto si potrebbe pensare di rivolgere il nostro interesse verso l’unico settore che teoricamente potrebbe avvantaggiarsi dal rialzo dei tassi ossia quello bancario.

Naturalmente lo faccio con un certificato che ti presenti una barriera comunque importante e che abbia come sottostanti dei titoli ad altissima capitalizzazione, per non dire in questo caso sistemici:

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Guadagnare anche se i prezzi scendono? Si può: 15% sul petrolio

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Come riassumere la settimana appena trascorsa? A vedere l’andamento delle quotazioni azionarie si dovrebbe dire più che bene! Il mio scetticismo però rimane forte, a tal merito riporto lo stralcio di un report di un progetto immobiliare a New York di cui sono anch’io un’azionista di minoranza:

<< We have been informed that the buyer of the unit **** has been unable to obtain a mortgage from the bank, which means they will not be able to proceed with the purchase of the apartment. This results in the capital generated from sales not being sufficient to repay both the loans and the invested capital from you, the investors.

The company also informs us of a slowdown in sales over the past two months. Data regarding the Brooklyn real estate market shows a 40% decrease in sales compared to the same quarter last year. This decline is largely attributed to historically high interest rates in the past 10 years. >>

Naturalmente non interpretate male la frase “not being sufficient to repay both the loans and the invested capital”, si tratta infatti di un estratto e se si leggesse tutto il resto delle volte significa che il fondo Non può essere liquidato nei termini prestabiliti ma semplicemente bisognerà ulteriormente aspettare che il resto delle unità venga venduto affinché il capitale venga restituito ai soci.

Inoltre non voglio neanche far apparire la situazione di un singolo progetto immobiliare a New York come un dato statistico generale ed incontrovertibile, rimangono però forti i segnali che la politica monetaria scellerata sia della FED che della BCE stia già facendo all’economia reale molti più danni di quanto venga percepito dai mercati.

Forse sarò ripetitivo ma in questa situazione affidarsi a strumenti come quelli dei certificati è sicuramente una soluzione estremamente intelligente. Oggi vi voglio portare il caso di un certificato sul petrolio che ho presentato poco meno di un anno fa, sto parlando di “Come ottenere quasi il 20% in un anno dagli attuali prezzi del petrolio

Il certificato scaderà la prossima settimana ma io sono già uscito nella giornata di giovedì scorso, penso che poco cambi ai fini del discorso generale. Dalla sua data di emissione di prezzo del crud oil ha visto arretrare i propri prezzi fino a meno 35%, malgrado ciao il certificato ha espresso un rendimento di poco inferiore al 20% proprio come avevo ipotizzato nell’articolo stesso. Questo guida il senso concreto di quale sia la asimmetria tra investire direttamente sul sottostante o tramite un certificato.

E cosa si fa ora? Si reinveste il capitale rimborsato ed eventualmente anche le cedole incassate (dipende dalla vostra filosofia di investimento) su un certificato simile ma che per forza di cose aveva una barriera più bassa proprio perché le quotazioni del petrolio in questo periodo sono scese in maniera considerevole.

Vediamo quindi il nuovo prodotto:

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