Negli Stati Uniti, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno toccato nuovi record nella scorsa settimana. Il rally è stato guidato dal comparto tecnologico, con titoli come Nvidia, AMD e Taiwan Semiconductor protagonisti di performance eccellenti, soprattutto dopo il via libera alla ripresa delle vendite in Cina (Investors).
Nonostante i rialzi, venerdì il mercato ha mostrato segnali di consolidamento: l’S&P 500 ha chiuso leggermente negativo (−0,1 %), il Dow ha ceduto lo 0,3 %, mentre il Nasdaq ha continuato il suo cammino record (+0,1 %). È stata la terza settimana positiva in quattro per l’S&P (≈ +0,6 %) e il Nasdaq (≈ +1,5 %).
Il FTSE 100 ha toccato nuovi massimi in scia alle trimestrali brillanti di alcuni blue‑chip inglesi.
In Asia, Hong Kong ha chiuso bene (+1,3%), mentre Tokyo ha indebolito leggermente (−0,2%) in attesa delle elezioni.
I driver principali di queste dinamiche sono stati:
1. Risultati aziendali in crescita
La
stagione degli utili ha permesso al mercato di mantenere il focus sui
fondamentali: società tech, banche e industriali hanno superato le
attese, dando fiducia agli investitori.
2. Pressione inflazionistica e rendimenti in leggera
discesa
L’inflazione USA ha mostrato segnali di
rallentamento. Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso a
~4,42 %, complice il miglioramento del sentiment della U. Michigan
e le attese di un possibile taglio dei tassi a settembre.
3. Nuove tensioni tariffarie
Il rinnovato
avvertimento di dazi sulle importazioni europee – ipotizzati tra il
15–20% – non ha spaventato i mercati, che sembrano fiduciosi nel
potenziale “TACO trade” (Trump Always Chickens Out). In Europa,
però, l’incertezza resta, influenzando alcuni flussi nei fondi
azionari. Vediamo fin quando questo ottimismo andrà ancora avanti a
dispetto dei cambiamenti geopolitici a cui stiamo assistendo.
Sul fronte dei flussi globali, i fondi azionari hanno registrato deflussi netti di 5,3 mld USD, in particolare da Stati Uniti e tech, compensati da acquisti in Europa e Asia (Reuters).
📉 Mercato obbligazionario: flussi verso i bond
Con la scarsa pressione inflazionistica e l’attesa di mosse accomodanti da parte della Fed, la scorsa settimana ha visto un rotazione significativa verso il reddito fisso. I fondi obbligazionari hanno ottenuto afflussi per 12,85 mld USD, sostenuti da bond governativi, high-yield e in euro. Anche i TLT hanno mostrato una leggera stabilità, riflettendo i movimenti del Treasury.
In sintesi, la scorsa settimana ha confermato la connotazione “risk‑on” del mercato USA: territori record per S&P 500 e Nasdaq bilanciati da prompt rendimenti decennali che ritornano sotto la soglia del 4,5 %, mentre i bond raccolgono attrazione. In Europa e Asia, la situazione è più eterogenea, con opportunità e tensioni geopolitiche che rimangono sullo sfondo.
In questo contesto, da buon seguace de “The Intelligent Investor”, sto gradualmente riducendo l’esposizione dirette verso l’equity per dirigermi verso certificati e bond.
Oggi presenterò un’obbligazione callable con cedole ad accumulazione che ritengo molto interessante.
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