Un approccio innovativo e più sicuro per un 9% annuo

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Oggi partiamo da un vecchio post del settembre del 2018 intitolato “Un certificato che è una fenice“. A distanza di poco meno di 4 anni possiamo apprezzare come questo certificato abbia svolto egregiamente la propria funzione di protezione e contemporaneamente di generatore di profitti: Infatti a fronte di una caduta di Eni di poco meno delle 30% il certificato ha guadagnato il 10% ogni anno più un altro 2% di sconto capitale visto che eravamo entrati a 980€. L’ultima rilevazione della barriera è stata effettuata il 4 luglio mentre il certificato verrà rimborsato questa settimana. Benché non esiste un prodotto che vada bene per ogni occasione è per ogni condizione di mercato voglio sottolineare ancora una volta come in un arco temporale di 4 anni si sia verificata una notevolissima asimmetria di rendimento tra sottostante e certificato stesso, ripeto: Un minuto del titolo a fronte di un più 40% del certificato, non male che dite?

Ora teoricamente si pone la questione di Come rivestire la liquidità così generata. Premetto in questa fase di mercato, come ripeto da tempo, tenersi più liquidi del solito non è sicuramente una cattiva idea. Invece hanno già una cospicua liquidità e quindi vogliono investire quanto incassato alla scadenza del certificato ho trovato un nuovo prodotto che mi ha conquistato per una caratteristica decisamente innovativa. Iniziamo con il presentare i suoi dati:

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Aggiornamento Portafoglio Italia

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Come ogni inizio mese facciamo il punto sul Portafoglio Italia 2022. Tali analisi vanno effettuate soprattutto quando le condizioni di mercato si mostrano avverse. Iniziano col ricordare che il portafoglio Italia è nato come proposta di investimento per coloro che volevano garantirsi un rendimento cedolare significativo e allo stesso tempo conservare il più possibile il capitale investito, anzi vederlo crescere nel tempo, è possibile a cui pare che tale obiettivo sia stato fin qui raggiunto.

Riporto brevemente i criteri di selezione dei titoli.

Per comporre un portafoglio valido per l’anno Y si procede come segue:

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Come non perdere ma senza rinunciare ai futuri rialzi

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Inizio subito scusandomi per la prolungata assenza ma vi assicuro che non ho potuto fare altrimenti.

Vi avevo promesso una strategia che impedisse di perdere il capitale ed ogni promessa è debito, quindi ecco il prodotto.

Questo prodotto fa parte di una categoria di certificate denominati “a capitale protetto”. Questa tipologia è tornata in auge ultimamente grazie all’aumento dei tassi d’interesse che hanno permesso di ottenere dei rendimenti accettabili anche a fronte di una protezione totale.

Il meccanismo è piuttosto semplice: il certificate verrà comunque rimborsato a prezzo d’emissione a prescindere dall’andamento del sottostante. Lo strike invece serva a determinare il prezzo di rimborso in caso di salita del sottostante, od in altre parole, consideriamo lo strike solo nel caso in cui il prezzo del sottostante è superiore ad esso e calcoliamo la distanza per calcolare quanto abbiamo guadagnato. La barriera è invece posta sopra lo strike e determina il livello massimo di guadagno. Se volete è un po’ un paradigma inverso a quello a cui siamo normalmente abituati con gli altri certificate. L’esempio che vi riporto di seguito vi chiarirà le idee:

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Anticipazioni del prossimo post

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Mi scuso ma questo weekend non riesco proprio a scrivere l’articolo. Giusto il tempo per segnalare che forse non sono stato il solo a pensare che quello della BCE fosse una follia, per quanto poi la riunione straordinaria non abbia prodotto nulla.

Vi anticipo che il prossimo articolo presenterà un prodotto in cui, male che vada, il capitale verrà restituito per intero maggiorato del 4%. Quindi stay tuned!

La tecnologia come rimedio alla follia della BCE: +14%

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Le sedute di giovedì e venerdì sono state due giornate di ordinaria follia. L’aspetto più grave è che tale follia si è stata scaturita dalla istituzione che dovrebbe invece stabilizzare il sistema economico e finanziario vale a dire la Banca Centrale Europea. I giornali hanno imputato tali brusche discese degli indici azionari all’annuncio della Lagarde di un doppio innalzamento dei tassi di interesse nei prossimi mesi. Ciò è vero solo in parte, infatti il mercato scontava già un rialzo dei tassi di interesse, la vera mazzata è arrivata con l’annuncio della fine della degli acquisti netti dei titoli di Stato, o meglio la dismissione del programma App dal 1 luglio 2022.

Solidalmente all’annuncio del rialzo dei tassi gli unici titoli che ne beneficiano Sono proprio quelli bancari, questa volta è successo l’esatto contrario: I titoli bancari sono stati i peggiori ed hanno trascinato con loro tutto l’indice MIB.

Questa è l’ulteriore conferma di quanto la politica monetaria della Banca Centrale Europea sia sfasata rispetto agli obiettivi che si deve porre: Sono passati 10 anni dal famoso Whatever it takes di Mario Draghi in cui è stato inaugurato il periodo di politica monetaria espansiva nell’area euro, malgrado ciò fino a pochi mesi fa non si è vista traccia di inflazione. Guarda caso l’inflazione si è alzata alla fine (presunta) di una pandemia ed alla crisi geopolitica più importante del secolo.

Conclusione: le politiche monetarie nulla hanno potuto quando si doveva alzare l’inflazione e poco potrà per il suo ribasso, questo per il semplice motivo che questa non è un’inflazione generata da eccessiva liquidità, bensì di scarsità di offerta rispetto alla domanda (e le ultime sanzioni hanno aggravato la situazione).

Quindi laddove servirebbe un maggiore impiego di investimenti per superare ad esempio l’aumento dei costi dell’energia o della scarsità di semiconduttori si costringerà gli stati ad attuare le ben note politiche restrittive che tanto bene hanno fatto negli anni passati.

Qui mi fermo perché il discorso ci porterebbe lontano, faccio solo notare che in questa situazione il vero cruccio del governo dei Migliori è la legge sulle concessioni balneari.

Non è un caso che ho parlato di semiconduttori, infatti ho deciso che per un po’ di tempo concentrerò la mia attenzione su quei settori indispensabili per l’economia e preferibilmente oltre oceano, il prodotto di seguito ne è un esempio:

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10 titoli su cui puntare

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Questa prima settimana del mese torniamo ad occuparci nuovamente del portafoglio Italia. Per chi ancora non conosce il Portafoglio Italia è una selezione di titoli negoziati nel mercato italiano caratterizzati da un alto dividendo e bassa volatilità. Lo strumento ideale per coloro che pur non volendo rinunciare ai profitti del mercato azionario al contempo vogliono grantirsi flussi cedolari importanti e tenere a bada le oscillazioni del proprio capitale. Tale selezione è effettuata su basi puramente quantitative da un algoritmo da me sviluppato, l’attuale composizione è riportata qua sotto:

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Terre rare per oltre il 15% all’anno

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Questa è stata la settimana in cui molti titoli italiani hanno staccato il dividendo e anche quindi il portafoglio Italia ha visto un importante flusso cedolare. Tornerò ad effettuale un’analisi più dettagliata la settimana prossima poiché in questa settimana ho effettuato un’operazione molto interessante che avevo piacere di condividere sul blog.

Il settore su cui andremo a investire è quello del litio e più in generale dell’estrazione delle terre rare, componenti fondamentali per l’elettronica moderna e per la costruzione di batterie. La forte domanda in questo settore e la relativa scarsità di materie prime rende sicuramente questo tipo di investimento molto interessante. I titoli che operano in tali settori sono però pocky e non così facilmente accessibili agli investitori. Inoltre sono mediamente caratterizzati da una elevata volatilità.

Il certificato presentato di seguito permette di cogliere le occasioni che tale settore presenta ma allo stesso tempo di sia la componente di volatilità sia l’accessibilità dei titoli:

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Recuperare il 25% ed anche oltre

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Questa settimana presenterò un’altra strategia recovery. A mio avviso è di fondamentale importanza nelle situazioni di alta volatilità come quella attuale non Abbandonarsi al fatalismo bensì avere un approccio attivo per poter recuperare quindi investimenti che non stanno dando i risultati sperati.

In particolare in questo post torneremo ad analizzare la posizione aperta in “Atlantia e Nexi per un 8.6% e tanta protezione”.

Purtroppo la brusca discesa di Nexi ha fatto sì che il titolo scendesse sotto il livello di barriera. Fortunatamente l’opzione airbag presentata nel post in questione ha fatto il suo dovere: Infatti a fronte di un meno 50% del titolo il certificato è sceso di poco più del 25% essendo liquidabile 74.60 euro. Questo è un aspetto fondamentale poiché è conservato buona parte del capitale chi permette di tentare di recuperare quello perso ossia circa €25. Inoltre va anche considerato che abbiamo ricevuto nel frattempo qualche cedola quindi la vera perdita sarebbe addirittura Inferiore.

Di seguito presenterò una strategia un po’ aggressiva che non solo potrebbe recuperare tutto il capitale perso ma anche fa guadagnare qualcosa in più. Alla fine dell’articolo darò l’ISIN di un certificato più conservativo ma che potenti può recuperare questi famosi €25. Al solito lascio a voi, a seconda del profilo di rischio, scegliere quale sia l’approccio più conforme alle sue esigenze.

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Occasione Amazon per un 16.5% annuo dopo i recenti ribassi

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Oggi volevo condividere una strategia che si innesta su una mia visione di medio periodo: ossia che se negli anni precedenti il settore tecnologico viaggiava su multipli oggettivamente troppo elevati, questi forti ribassi degli ultimi tempi rappresentano un’opportunità per iniziare ad entrare in maniera estremamente graduale in varie forme.

Una è quella di iniziare un PAC su ETF o fondi ed è quello che ho personalmente iniziato a fare, ma magari ne parlerò in un altro post.

L’altra è quella di approfittare dell’elevata volatilità per cercare qualche certificate che presenti prezzi a sconto o quantomeno interessanti.

Quello che segue ne è un esempio:

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Le utility europee per un 9% annuo ed una grandissima protezione

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Iniziamo direttamente da dove avevamo lasciato l’articolo della settimana scorsa. Il titolo doValue ha staccato questa settimana il dividendo, poiché l’algoritmo mi segnalava da diverse settimane uno switch tra quest’ultimo e Assicurazioni Generali ho deciso di seguire tale segnalazione anche in virtù sia dell’aumentata volatilità dei mercati, sia della conclusione della guerra Del Vecchio e Mediobanca sul controllo dello stesso Leone di Trieste. Questa operazione dovrebbe dal lato diminuire ulteriormente la volatilità del portafoglio stesso dall’altra aumentare un po’ di più il dividendo complessivo. La nuova composizione del portafoglio Italia 2022 è riportata nella tabella sottostante:

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