Azimut: strategia per un altro 7% in cinque mesi malgrado i recenti rialzi

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Terza settimana consecutiva di rialzo per l’indice italiano FTSE MIB che ha fatto segnare un +1,36%. Il nostro Portafoglio Italia 2018 (che potete scaricare qui) ha sovrapperformato l’indice con un +1,89%.

Benché siamo sicuramente soddisfatti delle performance fin qui ottenute, dobbiamo nuovamente ribadire che questi ritmi di crescita sono, nel breve, non sostenibili e che un ritracciamento verso prezzi più bassi sia sempre più imminente. Probabilmente lo shutdown in USA potrebbe essere un’ottima scusa per i gestori di realizzare i profitti di inizio anno.

Il post di questa settimana ha proprio lo scopo di proporre una strategia da utilizzare quando i mercati hanno già corso molto e un investitore si trova di fronte ad un dilemma amletico: entrare ora con il rischio di un’immediata discesa od aspettare con il rischio di perdere il treno per un ulteriore rialzo? (Insomma una riedizione di “essere o non essere?”).

Per rispondere a questa domanda prendiamo proprio un titolo presente nel nostro Portafoglio Italia 2018: Azimut. Continua a leggere…

Aggiornamento Portafoglio Italia 2018

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Un breve aggiornamento per quanto riguarda uno dei titoli presenti nel Portafoglio Italia 2018. Proprio il giorno successivo alla pubblicazione sul precedente post del nostro portafoglio per l’anno 2018, uno dei titoli presenti ha fatto un balzo del +13% in una sola seduta annunciando un incremento  del dividendo che lo porta all’11% sui nostri prezzi di carico. La cosa ci fa naturalmente molto piacere e malgrado il forte rialzo continuiamo a tenere il titolo in portafoglio confidenti di un ulteriore apprezzamento futuro.

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Portafoglio Italia 2018: 6% di dividendi e titoli sottovalutati

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Nel precedente post avevamo rinviato la pubblicazione del Portafoglio Italia 2018 per l’impressionante performance che l’indice FTSE MIB aveva messo a segno nella prima settima dell’anno, aspettandoci uno storno. Il mercato invece è andato in direzione opposta a quella pronosticata, facendo un altro +2,93%. Facendo “i conti della serva”, se proiettassimo la media dell’andamento del FTSE MIB di queste due prime settimane dell’anno su tutte le 52 settimane otterremo una performance finale di circa il 668%, un cifra evidentemente irrealistica. Riteniamo quindi che un’imminente fase di lateralità e storno sia inevitabile. Tale fase diventerà sempre più probabile con l’avvicinarsi delle elezioni in Italia.

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Un portafoglio di azioni italiane per tutto l’anno: ecco il Portafoglio Italia!

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Nel 2017 ci siamo lasciati con l’intento di fornire un portafoglio di azioni italiane, che chiameremo Portafoglio Italia, in modo tale che chiunque abbia accesso al mercato di borsa italiana lo possa, se lo vuole, replicare.

La prima settimana del 2018 è stata “spumeggiante” per tutti gli indici azionari e quello italiano non ha fatto eccezione: l’indice FTSE MIB è passato dai 21853 punti del 29/12/2017 (ultima seduta del 2017) ai 22762 di Venerdì scorso, un +4,15% in una settima.

Per questo motivo riteniamo opportuno attendere un piccolo storno prima di entrare in posizione, quindi la nuova composizione del portafoglio per il 2018 verrà confermata nei prossimi post. Ci sembra però importante iniziare a vedere come era composto il nostro portafoglio a partire dal 2014 ed accennare a quali siano i suo criteri di composizione. Non a caso abbiamo utilizzato il verbo accennare perché alcuni dettagli dell’algoritmo di selezione sono proprietari e tali rimarranno.

Prima di iniziare però è necessario fare alcune puntualizzazioni:

  • Quanto segue non vuole essere un incentivo all’acquisto, si tratta di un portafoglio generato da un nostro algoritmo.
  • Le performance passate non rappresentano garanzie di performance future.
  • Trattandosi di un portafoglio azionario il rischio è molto elevato.

Veniamo dunque alla descrizione del nostro portafoglio. Continua a leggere…

Tesla: il certificato batte l’azione!

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Questo post natalizio sarà breve e avrà più che altro uno scopo didattico. Ci lasceremo poi con gli auguri ed una novità che introdurremo il prossimo anno.

Torniamo su Tesla invitandovi un attimo a rileggere il post scritto il primo ottobre. Avevamo fatto un’analisi del titolo ed infine consigliato due certificati. Sul primo c’è poco da dire, è il più semplice ed è quello che ha sempre pagato le cedole.

Il secondo è un po’ più articolato: infatti anche esso stacca una cedola 1% semestrale, ma se superasse un certo livello detto strike il certificato viene rimborsato alla parità più il 5% (ossia a 105€).

Ecco, volevo dimostrarvi come la pianificazione vinca anche sulla sfiga (per usare un termine tecnico).

Vediamo innanzitutto il grafico di Tesla:

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L’importanza dei dividendi nella storia ed ai tempi di Trump

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Un aspetto di solito sottovalutato e/o frainteso è l’importanza del dividendo nella scelta degli investimenti. Partiamo dalle basi: possiamo vedere il dividendo come la redistribuzione degli utili che l’azienda gira ai suoi azionisti. La quota degli utili girati si chiama Payout Ratio, minore è il Payout Ratio maggiore è la sostenibilità del dividendo. Cosa significa?

Facciamo un esempio chiarificatore: supponiamo che la azienda A abbia registrato un utile di 100 e decida di redistribuire 60 ad i suoi azionisti, il Payout Ratio è pari al 60%. Significa che il restante 40 sarà impiegato in altro modo (cassa, reinvestimenti, riduzione del debito etc…). Mettiamo poi che l’anno successivo ci sia una contrazione degli utili ad 80. L’azienda può comunque decidere di remunerare i propri azionisti dello stesso importo portando il Continua a leggere…

Investire nell’immobiliare Inglese a dispetto della Brexit

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Partiamo dal post della settimana scorsa: avevamo evidenziato l’eccessiva forza del cambio EUR/USD, la figura sotto parla da sola:

Nell’ultima settimana non ha fatto altro che scendere. Per chi avesse comprato l’ETF consigliato avrebbe sicuramente beneficiato di tale ribasso (essendo appunto l’ETF esposto al dollaro).

Continuiamo anche oggi a diversificare il nostro portafoglio non solo in termini di asset posseduti ma anche in termini di valuta.

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L’insostenibile forza dell’EURO

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Oggi saremo estremante sintetici, per evitare di ripeterci! Indovinate cos’è successo all’inflazione nell’eurozona? È sotto le attese.

Le attese di chi? Magari di quelli che fideisticamente fanno da megafono a certi interessi che nulla hanno a che fare con i dati e poi debbono riportare notizie come queste. Le nostre attese invece erano di tutt’altro genere. Ve lo ricordate il primo post di questo sito? A distanza di diversi mesi non c’è un granché da aggiungere. Se non forse esplicitare meglio una cosa: la BCE non può nulla contro la contrazione dell’inflazione, cioè non può nulla per controllare l’unica variabile economica che nel suo mandato sarebbe tenuta a controllare.

Torneremo nei prossimi post ad affrontare questo tema e le sue implicazioni. Per adesso limitiamoci al grafico EUR/USD: Continua a leggere…

Continuare ad investire su STM ma con prudenza

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Torniamo oggi a parlare di certificate. Prima di tutto ci teniamo a segnalare che per chi la settimana scorsa avesse seguito i consigli sul certificate Wrost of indicato qui, avrebbe già avuto ottime soddisfazioni. Stabilito ciò veniamo all’argomento di questo post.

Il sottostante su cui ci focalizzeremo oggi è un’azienda italo-francese che opera nel settore dei semiconduttori: stiamo parlando STMicroelectronics.

La STMicroelectronics N.V, insieme alle sue controllate, progetta, sviluppa, produce e commercializza prodotti di semiconduttori, sottosistemi e moduli elettronici in tutto il mondo. L’azienda offre un’ampia gamma di componentistica elettronica tra cui circuiti integrati specifici per applicazioni, dispositivi completamente personalizzati e dispositivi semi-personalizzati e prodotti standard specifici per applicazioni analogiche, digitali e a segnali misti, sotto forma di chip di silicio e smartcard. Fornisce inoltre sottosistemi e moduli, compresi accessori per telefoni cellulari, caricabatterie e alimentatori ISDN per i mercati delle telecomunicazioni, automobilistico e industriale.L’azienda vende i suoi prodotti attraverso i suoi distributori e rivenditori, nonché attraverso rappresentanti di vendita.

Il fatto che la Internet of Things (IoT) sia ormai considerato un dei settori globali con le maggiori prospettive di crescita e sicuramente STM ha molto beneficiato di ciò. In effetti i risultati Continua a leggere…

Un potenziale 28% con Mediaset, Tenaris, Leonardo

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In alcuni post precedenti (https://www.investmentengineering.it/blog/2017/08/20/rendimento-dell84-annuo-con-il-cash-collect-su-mediaset/ https://www.investmentengineering.it/blog/2017/10/08/le-banche-continueranno-ad-essere-in-difficolta-basta-che-non-crollino-in-un-colpo/ ) abbiamo già fatto conoscenza dei prodotti (o certificates) Cash Collect. Per comodità riportiamo nuovamente la definizione del loro funzionamento:

I Cash Collect permettono di usufruire del pagamento di cedole periodiche (annuali/semestrali/trimestrali), e a scadenza danno la possibilità di ricevere un prezzo di rimborso superiore o pari al capitale sottoscritto anche in caso di performance negativa del sottostante.

Ogni periodo il certificate paga delle cedole a condizione che alla Data di Valutazione Cedola il valore del sottostante sia superiore o uguale ad un determinato livello fissato all’emissione (Livello di Barriera).

A scadenza, sia in caso di performance positiva del sottostante sia in caso di performance negativa, a condizione che la variazione al ribasso sia inferiore al Livello di Barriera, il certificate rimborserà il capitale investito più un premio finale. Se il sottostante fa registrare un valore inferiore al Livello di Barriera si riceve il rimborso del capitale investito diminuito della performance negativa realizzata dal sottostante rispetto allo Strike del Certificate.

In sintesi a scadenza si possono verificare i due seguenti scenari:
se il sottostante è superiore o pari al Livello di Barriera, l’importo di rimborso sarà pari al capitale sottoscritto, maggiorato di un importo aggiuntivo.
se il sottostante è inferiore al Livello di Barriera l’importo di rimborso − rispetto al prezzo di emissione − registra la stessa performance negativa.
I Cash Collect possono prevedere alcune varianti, come avere una protezione incondizionata del capitale (Cash Collect Protected) o avere alcune cedole incondizionate, cioè non condizionate al libello di Barriera.

La differenza con i Cash Collect analizzati precedentemente consiste nel fatto che questa volta il certificate ha come sottostante non un titolo bensì tre. Come si misura allora la barriera che indica se si ha il diritto al rimborso del capitale ed alla cedola? Semplice, si hanno in realtà tre barriere, una per ogni sottostante. Il rimborso od il diritto alla cedola si ha quando, alla data di rilevazione, TUTTI i sottostanti si trovano sopra la barriera. Detto in altre parole, due sono gli aspetti da tenere in considerazione:

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