Altra strategia su Enel per un 8.6%

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Come già anticipato la scorsa settimana, torniamo sul tema Enel. Già in un post di un paio di settimane fa ho discusso di come sarei entrato direttamente sul titolo quando avesse raggiunto i 7,55€. Tale livello è stato toccato ed anzi è stato ampiamente infranto soprattutto a causa delle notizie che stanno attraversando un po’ tutta l’Europa (Spagna ed Italia in primis) riguardo il rincaro delle bollette.

Nel già citato articolo su Enel avevo premesso che la mia posizione era da intendersi nel medio-lungo e che quindi ulteriori ribassi non l’avrebbero messo in discussione.

Ora mi sento anche di affermare che se da un lato penso che “il rincaro delle bollette” sia un fatto congiunturale che sarà riassorbito nel giro di qualche mese, dall’altro io sono tra i pochi che ritegno che, specialmente in Europa, i tassi d’interesse rimarranno strutturalmente bassi (il mio primo post fu proprio su questo punto ed a distanza di anni non sono stato ancora smentito).

Quindi l’unico vero problema che le utility potrebbero incontrare, dato il loro alto livello d’indebitamento, ossia il maggior costo del debito, è un’eventualità per me assai remota.

In quest’ottica, quando il titolo Enel ha subito ulteriori ribassi, ho iniziato a cercare uno strumento che mi permesse di espormi ulteriormente verso Enel ma che allo stesso tempo mi offrisse una protezione verso ulteriori ribassi. Il prodotto scelto è quello che segue:

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Investire sull’abbigliamento sportivo per oltre il 12.5% annuo

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Partiamo dalle note “dolenti”, il titolo Enel segnalato un paio di settimane fa ha ulteriormente approfondito il suo ribasso portandosi a circa 7€ contro i 7,55€ del mio prezzo d’entrata. I rumors secondo i quali il governo spagnolo stia pensando di scaricare gli aumenti dell’energia sulle utility stesse ha fatto sì che il titolo venisse penalizzato ancor di più. Personalmente ritengo ancora valida l’analisi fatta nel post citato ed a conferma di ciò ho messo in atto una strategia su Enel tramite un certificate che presenterò la prossima settimana, perciò stay tuned!

Questa settimana invece vi segnalo un altro certificate che ho inserito in portafoglio in sostituzione del certificate presentato in Abbigliamento per un 10% annuo od anche di più che ci ha dato ottime soddisfazioni.

Parlo di sostituzione proprio perché il certificate in questione ha forti analogie per sottostanti, struttura e rendimenti. Vediamo quindi subito le caratteristiche:

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Altri titoli bancari per un 9.5% ma con una bella protezione

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Questa settimana si è iniziato a vedere un minimo rialzo di volatilità. Tutto sommato ancora poca cosa, ma comunque un indizio da tenere d’occhio.

Personalmente confermo di essere entrato su Enel proprio al prezzo indicato nel post precedente. Dopo di che tale supporto è stato infranto e probabilmente si arriverà a toccare 7,2€. Ad ogni modo, come già enunciato nel post citato, la mia posizione in questo caso è di lungo termine per cui oscillazioni di questa entità non mettono assolutamente in discussione i motivi dell’operazione.

Veniamo invece all’argomento di questa settimana. Iniziamo col dire che attualmente rimango ancora con una consistente parte di liquidità ed i nuovi acquisti sono rimpiazzi di prodotti scaduti. In particolare il certificate che presento questa settimana va a sostituire il prodotto presentato nel post Titoli finanziari francesi per oltre il 7%.

Vediamone subito le caratteristiche:

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Un’occasione su Enel

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Sembra veramente che questo mercato sia inarrestabile a prescindere dalle notizie che escono. Quanto durerà è difficile dirlo, soprattutto sarà interessante vedere se ci troveremo davanti a 3 o 4 sedute di ribasso veloce e violento come siamo stati abituati ultimamente od invece sarà un movimento più profondo e duraturo magari intervallato da qualche fase di lateralità.

In questo clima d’incertezza (perlomeno per quanto mi riguarda) un’azienda ha già fissato un punto fermo e stiamo parlando di Enel.

Ultimamente in questo blog ho spesso presentato certificate, questa settimana invece vado ha valutare l’ingresso direttamente sul titolo stesso.

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Atlantia e Nexi per un 8.6% e tanta protezione

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Eccoci qui, tornati dalle vacanze d’Agosto con il nostro appuntamento settimanale… sperando che vi sia mancato. Riassumiamo brevemente cos’è successo in queste ultime due settimane, o perlomeno come l’ho vissuto io.

In primis diciamo che mi sarei aspettato di vedere i mercati a livelli più bassi degli attuali. Per quanto abbia seguito gli andamenti in maniera più sporadica di quanto non faccia di solito, rimanevo sempre abbastanza stupito da come gli indici non dessero segno di cedimento alcuno ma soprattutto come la stessa volatilità non accennasse minimamente a salire cosa che di solito accade nel periodo estivo quando i volumi sono ridotti.

Come conseguenza di ciò, personalmente sono riuscito a fare una sola operazione su un certificate su Freeport-McMoRan, giusto perché si era avvicinato ad un supporto importante da cui è poi rimbalzato. L’ISIN è DE000VQ8JVU2 ed il mio prezzo di carico è di 94,6€. Consideratelo giusto come un entrèe visto che è un po’ che non ci sentiamo.

L’altro aspetto degno di nota è che diversi certificate sono andati in rimborso anticipato. Per carità, c’è peggio nella vita, fatto sta che la componente di liquidità nel mio portafoglio è ulteriormente aumentata. Magari ho peccato di eccessiva prudenza, ma i livelli e la velocità di crescita dei prezzi indicano secondo me una situazione poco sostenibile.

Ad ogni modo non c’è da lamentarsi visto che sono andato ad incassare profitti in un lasso di tempo minore del previsto. Ne cito alcuni che ho presentato anche qui nel blog e potete così verificare voi stessi:

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Titoli finanziari francesi per oltre il 7%

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Forse la notizia non ha avuto la risonanza che avrebbe meritato, perlomeno nei mass media generalisti, ma a mio avviso la “trattativa esclusiva con il Mef” per cedere la parte buona di Monte dei Paschi di Siena ad Unicredit. Ora mi perdonerete la sommarietà con cui riassumo la vicenda ma secondo me certe vicende possono passare inosservate o quasi solo in Italia.

L’allora ministro dell’economia e finanza Padoan salva MPS con un aumento di capitale sostanzialmente interamente sottoscritto dallo stato (alias noi contribuenti). Bene, giusto, non si poteva fare altrimenti. A questo punto lo stato impone un nuovo piano? Destina la banca di sua proprietà a qualche scopo di utilità collettiva? Macché, meglio continuare come prima.

Nel frattempo però qualcosa succede: ci sono le elezioni, il sig. Padoan si fa eleggere proprio nel collegio sicuro di Siena ma poco dopo trova di meglio da fare che il senatore per cui è stato eletto, visto che gli arriva una bella proposta da Unicredit di andare a fare il presidente.

Saranno coincidenze? Fatto sta che chi a speso soldi pubblici per acquisire la banca ora “lavora” per chi sostanzialmente oggi deciderà cosa prendere e cosa no ed a che prezzo. Dulcis in fundo, l’acquirente, oltre che scegliersi gli asset più redditizi, ha già fatto sapere di non volersi accollare i possibili risarcimenti che potrebbero scaturire dalle azioni legali tutt’ora in corso.

Qui siamo oltre la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti. A me torna in mente una delle scena finali dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill in cui Mackie Messer, ormai sulla forca dice:

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In volo nello spazio per oltre il 33% all’anno!

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Un paio di giorni or sono riflettevo su cosa sia il capitalismo e poi mi son tornate alla mente le immagini di una o due settimane fa in cui tutto il mondo ha celebrato la grandiosa impresa di Branson e subito dopo Bezos.

Il capitalismo è quel sistema che riesce a far passare come una grande conquista compiuta da due miliardari annoiati ciò che è stato realizzato mezzo secolo prima in un paese socialista da un figlio di contadini. Dopo di che ho pensato a Kafka che scriveva “credere nel progresso non significa credere che esso ci sia già stato” ed alcune cose mi sono sembrate più chiare.

Come avrete intuito oggi parliamo di viaggi spaziali, con un prodotto veramente frizzantino sconsigliato fortemente ai deboli di cuore.

Questo post va in qualche modo a compensare il post precedente dove invece ho presentato un prodotto estremante conservativo, in questo caso siamo all’opposto sia in termini di rischio ma naturalmente anche di rendimento.

Il prodotto è il seguente ed il sottostante che permette di avere un rendimento così alto è proprio Virgin Galactic:

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L’investimento da buon padre di famiglia

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Ormai, dopo molti articoli, abbiamo visto che esistono un serie molto variegata di certificate che incontrano varie esigenze: da quelle più speculative a quelle maggiormente conservative.

Visti i segnali che arrivano dai mercati che indicano quantomeno una certa stanchezza per ulteriori rialzi e visto che i mesi estivi sono solitamente più volatili, ho scelto un prodotto che ho definito “da buon padre di famiglia”, proprio perché privilegia i margini di sicurezza a scapito del rendimento. Vediamone subito le caratteristiche:

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Le telecomunicazioni per un 8.8% annuo

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Ci sarebbero molti argomenti da approfondire questa settimana, dal ritorno della volatilità alla “storica” decisione della tassa minima globale (chi mi legge da un po’ avrà colto l’ironia), ma per ragioni di tempo (libero) questi post estivi saranno più stringati del solito ed andrò subito alla presentazione del prodotto della settimana, rimandando a settembre un’analisi più generale.

Ad ogni modo proseguo la mia ricerca verso prodotti che presentino un buon potenziale profitto e che allo stesso tempo presenti un profilo di rischio ben controllato. Avrete inoltre notato come ultimamente stia cercando continuamente la diversificazione, negli ultimi post ho sempre presentato certificate con sottostanti diversi sia in termini settoriali che di sottostanti.

Anche il prodotto seguente va in questa direzione:

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Puntare sui videogames per un 8.5%

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Per ragioni di tempo questa settimana andrò diretto al prodotto selezionato senza preamboli.

L’idea di fondo è nata già qualche mese fa quando notai che il mercato, a seguito del successo della campagna vaccinale, stava vendendo i titoli “stay at home” a favore di quelli più tradizionali. In particolare quelli del gaming sono stati i più penalizzati. Da parte mia ho ritenuto (e ritengo) che da adesso in poi i ragazzi (e non solo) tornassero solo a giocare con le biglie in spiaggia fosse un’idea abbastanza risibile, così ho deciso di entrare nel seguente prodotto:

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