Altra strategia sui farmaceutici per oltre il 12%

Condividi

Eccoci all’ultimo post prima delle vacanze estive. I mercati in queste ultime settimane mi sembra stiano tentando una fase di consolidamento che in alcuni casi si è rivelata anche come un piccolo rimbalzo. Mi sbilancio subito nel dire che la crisi tra USA e Cina è molto sottovalutata, ennesima evidenzia di come gli operatori di mercato siano, per la maggior parte, provvisti di cognizione storico / geopolitica. A mio avviso lo scontro in altro è solo il preludio di un riequilibrio dei poteri che si posteremo negli anni a venire.

Già nei prossimi mesi vedremo se tale analisi sarà smentita dai fatti.

In questo contesto finisco quindi aumentare la mia liquidità piuttosto che rischiare ulteriormente capitale. Malgrado ci sono delle occasioni che vanno comunque monitorate, soprattutto quelli che presentano un profilo di rischio estremamente basso. Il prodotto che segue è uno di questi:

Continua a leggere…

Partire con Lufthansa per un 9% all’anno

Condividi

Questa settimana il post sarà estremamente sintetico per un prodotto estremamente semplice e lineare. Si tratta di un Cash Collect che come unico sottostante ha il titolo Lufthansa. Anche se ultimamente non sia un grande fan dei titoli aerei ed in generale del settore turistico questo certificato mostra delle peculiarità che in ottica tattica lo rendono sicuramente interessante benché non sia ancora entrato.

Vediamone subito le caratteristiche:

Continua a leggere…

Nei momenti più difficili si fanno i migliori affari: un’occasione sulle banche

Condividi

A differenza di quanto ipotizzato la scorsa settimana alla fine della fine del governo si è concretizzata. Poco male, sapete che le mie strategie sono pensate per uno scenario positivo che per quello negativo ed il certificato equipesato presentato un paio di settimane fa è ancora un prodotto estremamente valido. Aggiungo di più, proprio in questo clima di elevata volatilità nel mercato italiano è possibile trovare delle occasioni che normalmente nel campo dei derivati non pagherebbero i premi che pagano in questi giorni.

Il post di questa settimana sarà molto breve perché il prodotto che andiamo a presentare è molto semplice ma presenta un profilo rischio rendimento estremamente basso.

Anticipo un po’ di caratteristiche: Si tratta di un Fixed Cash collect, per cui le cedole sono sempre garantite ogni mese a prescindere da livelli dei sottostanti. Questo già è un elemento di protezione in sé ma ciò che lo rende ancora più protettivo il livello di barriera estremamente basso al 40% dello Strike iniziale, in altre parole il certificato rimborserà a prezzo pieno fino ad un ribasso del 60% del peggiori dei sottostanti, ossia le valutazioni possono anche più che dimezzarsi.

Continua a leggere…

Come ottenere quasi il 20% in un anno dagli attuali prezzi del petrolio

Condividi

Viviamo in un paese estremamente strano, con un presidente del consiglio (il migliore dei migliori sia lodato) che si dimette pur avendo ottenuto la fiducia dalla maggioranza, allo stesso tempo pur essendo un paese che si autodefinisce democratico ci vengono presentate le elezioni come se fossero una delle piaghe d’Egitto.

Visto che ritengo che ci sia vita anche dopo il governo draghi ed ho anche il sospetto che, da qui a mercoledì, ci possa essere un ulteriore operazione di svuotamento dei parlamentari 5 stelle che porterà a dire che salta la maggioranza dei 5 Stelle non può più parte di cui gruppo parlamentare per cui si può andare avanti piccola ho deciso di rientrare sulla posizione presentata nello scorso post.

Altro tema della settimana e la parità tra euro e dollaro. Vi ricordate quando nel lontano 2017 scrissi un post intitolato l’insostenibile forza dell’euro? Era un cambio pari a 1,20 circa e sostenevo come la be non potesse nulla contro l’inflazione ed aggiungevo: “Riteniamo che la divergenza tre le politiche monetarie tra la BCE e la FED sia tale che un ulteriore apprezzamento dell’euro sia limitato”. A distanza di 5 anni sembra che le cose non siano cambiate affatto.

Dopo una doverosa introduzione riguardo gli argomenti più legati all’attualità, vediamo alla segreteria di oggi che svolge una materia prima sulla bocca di tutti: Il petrolio. Iniziamo con il dare la descrizione del prodotto:

Continua a leggere…

Un approccio innovativo e più sicuro per un 9% annuo

Condividi

Oggi partiamo da un vecchio post del settembre del 2018 intitolato “Un certificato che è una fenice“. A distanza di poco meno di 4 anni possiamo apprezzare come questo certificato abbia svolto egregiamente la propria funzione di protezione e contemporaneamente di generatore di profitti: Infatti a fronte di una caduta di Eni di poco meno delle 30% il certificato ha guadagnato il 10% ogni anno più un altro 2% di sconto capitale visto che eravamo entrati a 980€. L’ultima rilevazione della barriera è stata effettuata il 4 luglio mentre il certificato verrà rimborsato questa settimana. Benché non esiste un prodotto che vada bene per ogni occasione è per ogni condizione di mercato voglio sottolineare ancora una volta come in un arco temporale di 4 anni si sia verificata una notevolissima asimmetria di rendimento tra sottostante e certificato stesso, ripeto: Un minuto del titolo a fronte di un più 40% del certificato, non male che dite?

Ora teoricamente si pone la questione di Come rivestire la liquidità così generata. Premetto in questa fase di mercato, come ripeto da tempo, tenersi più liquidi del solito non è sicuramente una cattiva idea. Invece hanno già una cospicua liquidità e quindi vogliono investire quanto incassato alla scadenza del certificato ho trovato un nuovo prodotto che mi ha conquistato per una caratteristica decisamente innovativa. Iniziamo con il presentare i suoi dati:

Continua a leggere…

Aggiornamento Portafoglio Italia

Condividi

Come ogni inizio mese facciamo il punto sul Portafoglio Italia 2022. Tali analisi vanno effettuate soprattutto quando le condizioni di mercato si mostrano avverse. Iniziano col ricordare che il portafoglio Italia è nato come proposta di investimento per coloro che volevano garantirsi un rendimento cedolare significativo e allo stesso tempo conservare il più possibile il capitale investito, anzi vederlo crescere nel tempo, è possibile a cui pare che tale obiettivo sia stato fin qui raggiunto.

Riporto brevemente i criteri di selezione dei titoli.

Per comporre un portafoglio valido per l’anno Y si procede come segue:

Continua a leggere…

Come non perdere ma senza rinunciare ai futuri rialzi

Condividi

Inizio subito scusandomi per la prolungata assenza ma vi assicuro che non ho potuto fare altrimenti.

Vi avevo promesso una strategia che impedisse di perdere il capitale ed ogni promessa è debito, quindi ecco il prodotto.

Questo prodotto fa parte di una categoria di certificate denominati “a capitale protetto”. Questa tipologia è tornata in auge ultimamente grazie all’aumento dei tassi d’interesse che hanno permesso di ottenere dei rendimenti accettabili anche a fronte di una protezione totale.

Il meccanismo è piuttosto semplice: il certificate verrà comunque rimborsato a prezzo d’emissione a prescindere dall’andamento del sottostante. Lo strike invece serva a determinare il prezzo di rimborso in caso di salita del sottostante, od in altre parole, consideriamo lo strike solo nel caso in cui il prezzo del sottostante è superiore ad esso e calcoliamo la distanza per calcolare quanto abbiamo guadagnato. La barriera è invece posta sopra lo strike e determina il livello massimo di guadagno. Se volete è un po’ un paradigma inverso a quello a cui siamo normalmente abituati con gli altri certificate. L’esempio che vi riporto di seguito vi chiarirà le idee:

Continua a leggere…

Anticipazioni del prossimo post

Condividi

Mi scuso ma questo weekend non riesco proprio a scrivere l’articolo. Giusto il tempo per segnalare che forse non sono stato il solo a pensare che quello della BCE fosse una follia, per quanto poi la riunione straordinaria non abbia prodotto nulla.

Vi anticipo che il prossimo articolo presenterà un prodotto in cui, male che vada, il capitale verrà restituito per intero maggiorato del 4%. Quindi stay tuned!

La tecnologia come rimedio alla follia della BCE: +14%

Condividi

Le sedute di giovedì e venerdì sono state due giornate di ordinaria follia. L’aspetto più grave è che tale follia si è stata scaturita dalla istituzione che dovrebbe invece stabilizzare il sistema economico e finanziario vale a dire la Banca Centrale Europea. I giornali hanno imputato tali brusche discese degli indici azionari all’annuncio della Lagarde di un doppio innalzamento dei tassi di interesse nei prossimi mesi. Ciò è vero solo in parte, infatti il mercato scontava già un rialzo dei tassi di interesse, la vera mazzata è arrivata con l’annuncio della fine della degli acquisti netti dei titoli di Stato, o meglio la dismissione del programma App dal 1 luglio 2022.

Solidalmente all’annuncio del rialzo dei tassi gli unici titoli che ne beneficiano Sono proprio quelli bancari, questa volta è successo l’esatto contrario: I titoli bancari sono stati i peggiori ed hanno trascinato con loro tutto l’indice MIB.

Questa è l’ulteriore conferma di quanto la politica monetaria della Banca Centrale Europea sia sfasata rispetto agli obiettivi che si deve porre: Sono passati 10 anni dal famoso Whatever it takes di Mario Draghi in cui è stato inaugurato il periodo di politica monetaria espansiva nell’area euro, malgrado ciò fino a pochi mesi fa non si è vista traccia di inflazione. Guarda caso l’inflazione si è alzata alla fine (presunta) di una pandemia ed alla crisi geopolitica più importante del secolo.

Conclusione: le politiche monetarie nulla hanno potuto quando si doveva alzare l’inflazione e poco potrà per il suo ribasso, questo per il semplice motivo che questa non è un’inflazione generata da eccessiva liquidità, bensì di scarsità di offerta rispetto alla domanda (e le ultime sanzioni hanno aggravato la situazione).

Quindi laddove servirebbe un maggiore impiego di investimenti per superare ad esempio l’aumento dei costi dell’energia o della scarsità di semiconduttori si costringerà gli stati ad attuare le ben note politiche restrittive che tanto bene hanno fatto negli anni passati.

Qui mi fermo perché il discorso ci porterebbe lontano, faccio solo notare che in questa situazione il vero cruccio del governo dei Migliori è la legge sulle concessioni balneari.

Non è un caso che ho parlato di semiconduttori, infatti ho deciso che per un po’ di tempo concentrerò la mia attenzione su quei settori indispensabili per l’economia e preferibilmente oltre oceano, il prodotto di seguito ne è un esempio:

Continua a leggere…

10 titoli su cui puntare

Condividi

Questa prima settimana del mese torniamo ad occuparci nuovamente del portafoglio Italia. Per chi ancora non conosce il Portafoglio Italia è una selezione di titoli negoziati nel mercato italiano caratterizzati da un alto dividendo e bassa volatilità. Lo strumento ideale per coloro che pur non volendo rinunciare ai profitti del mercato azionario al contempo vogliono grantirsi flussi cedolari importanti e tenere a bada le oscillazioni del proprio capitale. Tale selezione è effettuata su basi puramente quantitative da un algoritmo da me sviluppato, l’attuale composizione è riportata qua sotto:

Continua a leggere…